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, 18 Dicembre 2021

Considerazioni sparse post Atalanta-Roma (1-4)


Una Roma volitiva e spietata espugna Bergamo, dando probabilmente una svolta alla sua stagione.


- Al Gewiss Stadium una produzione cinematografica similare ad un action movie ricco di battaglie calcistiche. E l'epilogo premia giustamente la formazione che ha tirato fuori elmo, scudo e tanta corsa, punendo gli svarioni difensivi avversari. La Roma si rilancia con un colpaccio da grande squadra, fissa la bandierina di conquista su Bergamo e aspettando Milan-Napoli, si porta a cinque lunghezze dalla quarta piazza. Un bel toccasana prima di Natale per rivitalizzare un ambiente umorale per eccellenza. Oggi Mourinho ha portato a scuola Gasperini, senza ombra di dubbio, e il rivisitato 3-5-2 con Zaniolo e Abraham davanti è stata una mossa da "scacco matto";

- Il Lato A del match è un turbinio di emozioni, capovolgimenti di campo e duelli uomo a uomo rusticani. Detta in maniera schietta, nella prima mezz'ora Mourinho elabora una "masterclass" ai danni di Gasperini. La Roma è stretta e asserraglia le maglie nel 3-5-2, sfruttando le praterie concesse dai difensori atalantini. Soprattutto è Zaniolo il guastatore della Dea nel primo terzo di gara. Debordante fisicamente e spumeggiante tecnicamente, torna al gol in Serie A dopo un anno e mezzo, per di più il tandem con Abraham è letale. L'inglese che al primo giro di lancette sfonda una retroguardia bergamasca ancora in spogliatoio;

- Sembra il preludio di Atalanta-Milan, con gli orobici rintontiti dai ganci avversari iniziali. Stavolta Gasp fa "mea culpa", metamorfizza il 3-4-2-1 canonico con un abito tattico più succinto, ossia il 4-2-3-1, inserendo Muriel per uno smarrito Djimsiti. I giallorossi sono comunque compatti, ma abbassano il baricentro ed ecco il campanello che potrebbe scuotere i padroni di casa al tramonto del primo tempo. Muriel da fuori, con deviazione di Cristante, riapre i giochi;

- Ma è un fuoco di paglia. Ripresa con meno folate e pochi morsi provocati dalla Dea, spesso poco lucida sulla trequarti. Malinovskyi col suo ingresso non arreca i danni sperati da Gasperini, invece dietro i tre della Roma alzano una muraglia insormontabile e trovano l'antidoto per fermare l'aitante Zapata. E come meritata ricompensa, proprio uno dei tre corazzieri difensivi, ossia Smalling, chiude l'incontro su palla inattiva. Ciliegina sulla torta la doppietta in contropiede di Abraham, oggi autore di una partita sontuosa in tutte e due le fasi, a cui ha annesso uno spietato killer instinct;

- Tra le fila romane impossibile trovare un insufficiente, con Veretout che ha giganteggiato in mediana e ha snocciolato due assistenze. In casa bergamasca tanti interpreti sotto la media e un passo falso che fa male. Le scelte iniziali e a gara in corso del tecnico della Dea non ci convincono, Gasp ci dà sempre l'impressione di non saper gestire l'infinità qualità di cui dispone sulla trequarti e in attacco, per di più in difesa urge un restyling. Una caduta che fa rumore dopo sei affermazioni filate, per un tracollo che riapre la corsa al quarto posto e al contrario fa l'occhiolino all'Inter, ad una virata di distanza dal giro di boa del campionato.

  • Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male.
    Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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