
Considerazioni sparse post Lazio-Genoa (3-1)
Andriy Shevchenko si è cacciato proprio in un bel guaio.
- Quando Sheva approdava all’Olimpico, nei fu anni 90, erano sempre scintille, spettacolo e gol a raffica. Quei Lazio Milan erano sempre bellissimi. Oggi, invece, l’allenatore ucraino non riesce proprio a dare quello scintillio alla sua squadra che cade contro una Lazio ordinata, compatta e oseremmo dire sarriana;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- Pressing, recupero palla e Pedro. Questa la Lazio. Pericolosa quanto basta, anche perché contro questo Genoa è sufficiente: i rossoblu sono evanescenti come nessun’altra squadra in serie A e in certi momenti del match non sembrano nemmeno avere un’anima. Se da un lato la percentuale di passaggi riusciti e di possesso è alta, dall’altro Pandev e Destro non riescono a vedere letteralmente il pallone. Nel secondo tempo il Genoa ci prova coi cambi ma il risultato non cambia. La Lazio chiude il match, ma non riesce a far rimanere la porta inviolata;
- Felipe Anderson ancora non bene ma più vivo rispetto le ultime uscite. La difesa finalmente gioca una partita ordinata. Basic e Savic si trovano alla perfezione. Cataldi metronomo. Pedro fa semplicemente un altro sport, anche a 34 anni. Strakosha da considerare spettatore non pagante. Luis Alberto puntuale e con assist strepitoso. Zaccagni sempre più titolare;
- Lato Genoa male tutto e tutti. I ragazzi di Sheva sono paralizzati ed impauriti. Serve una scossa. Non dal mercato ma dall’interno. La rosa con il ritorno dei titolari è all’altezza della Serie A: ora è il momento di dimostrarlo;
- Ultima nota: l’orario. Non è questo il modo per portare pubblico allo Stadio. 18.30 di venerdì per una città come Roma è un orario impossibile. Occorre un intervento serio. Considerato che poi la stessa Lazio dovrà giocare mercoledì alle 16.30 evidentemente il disegno è fin troppo chiaro: questo non è calcio, ma business. L’audience ha avuto (come sempre) la precedenza, ma la cosa non deve piacere per forza.
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Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.
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