
Considerazioni sparse post Salernitana-Inter (0-5)
L’Inter infila la sesta vittoria di fila in campionato demolendo una Salernitana non all’altezza della categoria.
- A Salerno l'Inter scende in campo per portare a casa tre punti pesantissimi in vista del doppio big match che contrappone Atalanta e Roma oltre che Milan e Napoli. Dall'altra parte gli undici di Colantuono si affidano all'esperienza di Ribery per portare a casa, almeno un punticino essenziale per una salvezza sempre più lontana. Va in scena un monologo dei nerazzurri che, dopo i primi venti minuti, prendono in mano le redini del match conducendone il destino in un porto sicuro. Inzaghi sembra essere definitivamente entrato nella testa dei suoi che ormai giocano col pilota automatico inserito, esibendo un gioco gradevole ma anche un'apprezzabile concretezza;
- Inter che ci mette venti minuti a prendere le misure a una Salernitana che inizia compatta e ben chiusa. Una volta trovata la chiave di volta, l'Inter mette in mostra le caratteristiche che la contraddistinguono: geometrie plastiche e palla veloce con Brozovic e Calhanoglu sugli scudi. Dumfries corre in lungo e in largo e Sanchez ha ancora voglia di essere protagonista. Apprezzabile il contributo di Gagliardini che trova il modo di centrare la porta anche stasera;
- Brozovic sempre illuminato in cabina di regia, Barella onnipresente ma poco preciso in fase di finalizzazione. Calhangolu ormai è un fattore nella costruzione della manovra. Dzeko e Sanchez si trovano a memoria e la difesa non corre rischi regalando una serata di tutto riposo ad Handanovic. Menzione d'onore per un Perisic immarcescibile che migliora di partita in partita;
- Salernitana che parte bene ma finisce dopo venti minuti. Gli uomini di Colantuono partono compatti e aggressivi ma il palleggio dell'Inter li scardina quasi subito e, preso il primo goal, la Salernitana cala la saracinesca non riuscendo più a ritrovare il bandolo della matassa. L'impressione è che questa squadra sia troppo improvvisata e troppo poco seguita per credere realmente alla permanenza in Serie A;
- Menzione d'onore finale per Simone Inzaghi che, arrivato tra mille difficoltà e dopo un inizio di stagione non esaltante ha risposto con classe e con calma alle difficoltà, riordinando lo schema tattico della squadra e dando un senso logico agli elementi a disposizione, motivando all'occorrenza tutti i componenti della rosa. Gli ottavi di Champions e il livello di gioco espresso negli ultimi 2 mesi dall’Inter, sono due grossi meriti per il tecnico piacentino che sta velocemente entrando nel cuore dei tifosi nerazzurri.
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