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, 17 Dicembre 2021

Cassano e il Joker, la follia come contraltare del genio


La follia come contraltare del genio: questo accomuna Joker, il principe del crimine dei fumetti, e Antonio Cassano, uno dei più grandi fantasisti della storia recente del calcio italiano.


La follia è ciò che caratterizza uno dei più grandi villain fumettistici di sempre: il Joker. Creato nell’ormai lontano 1940 da alcuni dei nomi storici del fumetto americano come Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson, lo psicopatico pagliaccio di Gotham City è diventato uno dei più iconici nemici di Batman, nonché uno dei più famosi supercriminali dei fumetti. La figura del Joker è stata poi consacrata definitivamente al cinema dalle indimenticabili interpretazioni di Heath Ledger e Joaquin Phoenix, che hanno contribuito ad alimentare il mito del principe del crimine della DC Comics.

La follia, intesa come genio e sregolatezza, è ciò che ha contraddistinto un altrettanto iconico protagonista del calcio italiano, uno dei giocatori più divisivi di sempre: Antonio Cassano. I tratti in comune tra Fantantonio e Joker sono diversi, su tutti però c’è questa incapacità di attribuirgli un giudizio ben preciso. Il pagliaccio della DC è notoriamente un criminale sadico e spietato, ma è difficile non empatizzare con lui, non finire per fare il tifo per quel folle terrorista. Allo stesso modo, è impossibile condannare in maniera totale Antonio Cassano per tutte quelle volte in cui il suo lato più eccentrico ha preso il sopravvento, portandolo a compiere le famose cassanate che hanno finito per contraddistingue in maniera nitida la sua carriera.

Joker e Cassano sono due figure al limite, estremamente divisive, innegabilmente affascinanti. Il contraltare a quella follia più volte manifestata dai due è il genio. I comportamenti sopra le righe di Cassano sono sempre stati mitigati dalle sue eccezionali giocate in campo, sono passati come una sorta di effetto collaterale per tutta la bellezza che il talento barese è stato in grado di diffondere tramite i propri piedi. Allo stesso modo, i piani criminali del Joker celano la propria spietatezza dietro un velo di incantevole illusione, dietro lo spettacolo che riesce ogni singola volta a mettere in scena.

Ci sono stati dei momenti della carriera di Cassano che hanno mostrato in maniera nitida questa dicotomia inesorabile tra genio e sregolatezza che ha costituito l’anima del talento barese. Momenti che sono leggibili tramite alcune delle storie a fumetti più famose che vedono come protagonista il pagliaccio principe del crimine.

L'uomo che ride

Le origini del Joker sono delineate in uno degli albi più famosi della storia editoriale di Batman: “L’uomo che ride”. Qui, un misterioso criminale, che si svela essere poi il pagliaccio, prende di mira dei famosi chimici e progetta di avvelenare tutta la città di Gotham tramite l’acqua potabile. Puntuale, il cavaliere oscuro riesce a sventare il piano di Joker e lo consegna alla giustizia, per la prima volta.

Le origini di Cassano si collocano invece il 18 dicembre 1999. Appena una settimana prima, il tecnico del Bari Eugenio Fascetti aveva mandato per la prima volta in campo quel giovane talento di cui si parlava benissimo. Ora, l’allenatore decide di schierarlo addirittura titolare in un match decisamente non banale come quello contro l’Inter. La sfida ha inizio e i pugliesi partono forte, sbloccando il risultato con Enyinnaya, ma i nerazzurri riescono a pareggiare con la firma di Christian Vieri. Poi, poco prima della fine della gara, l’apparizione del genio.

Al minuto 88 Cassano riceve un lancio dalla difesa, stoppa elegantemente a seguire col tacco, si sistema la sfera con la testa e s’invola verso l’area. Sopraggiungono due difensori dell’Inter, quindi Fantantonio li taglia fuori passando tra i due, poi con una rapidità impressionante calcia sul primo palo battendo un affranto Peruzzi. Il primo gol in Serie A di Cassano è una perla rarissima, una magia destinata a diventare iconica. La prima manifestazione del genio assoluto, del talento allo stato puro, che poi esploderà con tutti i suoi lati d’ombra.

Amore folle

Nelle storie a fumetti, Joker è accompagnato spesso dalla sua dolce metà, l’altrettanto folle Harley Quinn. La dottoressa Harleen Frances Quinzel lavora come psichiatra nel manicomio di Arkham e inizia a sviluppare un’ossessione per Joker, che esplode nel famoso albo “Batman: Amore folle” che segna la consacrazione del personaggio di Harley Quinn, che libera il pagliaccio dal manicomio e scappa insieme a lui. Le cose tra Joker e Harley non andranno sempre bene e la loro relazione sarà sempre segnata da continui eccessi, sia in positivo che in negativo.

Anche Cassano, a livello calcistico, ha avuto il proprio amore folle. Dopo due anni a Bari, per l’attaccante nel 2001 arriva il momento di fare il grande salto. La Roma, fresca campione d’Italia, lo acquista come fiore all’occhiello della campagna di rinforzi dopo la conquista del tricolore. Tra Fantantonio e la Roma scoppia immediatamente l’amore, il carattere caldo e passionale del barese trova la sua dimensione perfetta in un ambiente incendiario come quello capitolino. Soprattutto, però, scoppia immediatamente il feeling tra Antonio Cassano e Francesco Totti, la coppia che sembra davvero poter far sognare in grande Roma.

La realtà, però, si rivelerà ben diversa. Proprio come Joker e Harley Quinn, Cassano e Totti regalano dei momenti di assoluta sintonia, su tutti quel famoso 4-0 rifiilato all’Olimpico alla Juventus, in cui Fantantonio segna una doppietta e spacca la bandierina, mentre il capitano si rende protagonista del celebre segno delle quattro dita. Il feeling tra i due giocatori s’instaura con forza sia dentro che fuori dal campo. Nel rettangolo verde i due si trovano a meraviglia, duettano in modi impensabili, sembrano due corpi guidati da un unico cervello. Fuori dal terreno di gioco diventano inseparabili, col barese che entra praticamente a far parte della famiglia Totti.

Poi, a un certo punto, qualcosa si rompe. Nel rapporto tra Totti e Cassano e in quello tra il barese e la Roma. L’avventura di Fantantonio nella Capitale finisce nel peggiore dei modi, tra polemiche, nervosismi e un passaggio al Real Madrid che sa tanto di liberazione in casa giallorossa. Tutto quell’amore si rivela davvero troppo folle ed è letteralmente esploso, finendo per regalare più dolori che gioie e lasciando sempre il rimpianto a Totti che non troverò mai più una sintonia con nessun compagno di squadra come quella che aveva con Cassano.

La vendetta del Joker

Le strade di Cassano e della Roma sono però destinate e incrociarsi di nuovo, in modo decisamente tragico per i giallorossi. Sappiamo bene quanto Joker covi la vendetta, costantemente, nei confronti di Batman e questo tema torna con forza anche nella carriera di Antonio Cassano. Dopo la complicata e controversa parentesi di Madrid, l’ex Bari torna in Serie A nel 2007, vestendo la maglia della Sampdoria.

A Genova Fantantonio lentamente si riscopre e vive gli anni migliori della storia blucerchiata nel XXI secolo. I genovesi arrivano in finale di Coppa Italia nel 2009, perdendo ai rigori con la Lazio, ma l’anno successivo si rendono protagonisti di una stagione a dir poco incredibile. La Sampdoria, con Del Neri in panchina e la coppia Cassano-Pazzini lì davanti, gioca un campionato di vertice, raggiungendo addirittura la qualificazione ai preliminari di Champions League.

Il passaggio chiave di questa corsa, e del campionato intero, è la serata del 25 aprile 2010. La Sampdoria, quarta in classifica a 57 punti, fa visita alla Roma capolista, reduce dal clamoroso successo in rimonta nel derby con la doppietta di Vucinic. Per i giallorossi e i blucerchiati è un match cruciale, perché Inter e Palermo, concorrenti rispettivamente per il titolo e per il quarto posto, hanno vinto agevolmente contro Bari e Siena, scavalcando le due squadre in classifica. Entrambe hanno bisogno di vincere.

Per la Roma, dopo la vittoria nel derby, si tratta sostanzialmente dell’ultimo grande ostacolo prima del traguardo di uno scudetto largamente inaspettato a inizio stagione. Il primo tempo è forse la più grande prova corale della squadra di Ranieri, che demolisce letteralmente la Sampdoria, segnando però un solo gol, complice anche uno Storari in stato di grazia. Nel secondo tempo, poi, tutto cambia.

La Sampdoria rimonta il vantaggio della Roma con un a doppietta di Pazzini, propiziata da due assist al bacio proprio di Cassano. Fantantonio distrugge i sogni della sua ex squadra, la vendetta del Joker si consuma in un modo talmente crudele che forse nemmeno il pagliaccio criminale avrebbe potuto immaginare. Dopo tanto amore, la fotografia più nitida di Cassano all’Olimpico rimane quella con la maglia blucerchiata, in uno stadio pieno di disperazione per uno scudetto, di fatto, volato via quella sera.

Cassano: il principe dei fantasisti

Cosa rimane del passaggio rumoroso e sconvolgente di Antonio Cassano in Serie A? Tantissimi ricordi, gli occhi pieni di bellezza, ma anche la consapevolezza che ciò che abbiamo visto è stato solo una piccola parte di ciò che avremmo dovuto vedere. Senza tutta quella sregolatezza, cosa avrebbe potuto fare Cassano della sua carriera? Domandarselo è lecito, ma si può anche ribaltare la domanda: senza tutta quella follia, il genio sarebbe riuscito a manifestarsi in quei lampi purissimi che ha regalato?

Rispondere è impossibile. Davanti alla carriera di Cassano, a quello che non è stato e sarebbe potuto essere e a tutto quello che è stato e non doveva essere, non resta che rilassare il viso e abbandonarsi a una sana risata

  • Romano, vivo di calcio e di citazioni pop. Musica, cinema, arte e letteratura, ancora meglio se tutto insieme. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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