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5 min

- di Riccardo Verruso

Considerazioni sparse 9a puntata seconda stagione "Cachemire Podcast"


Perché si leggono i libri? Ma, soprattutto, perché vengono scritti? La risposta nella nona puntata di Cachemire Podcast.


- Dopo i picchi toccati settimana scorsa, era difficile ripetersi agli stessi livelli, soprattutto per l'assenza di un ospite speciale come Berrettini. Nonostante queste premesse, la nona puntata di Cachemire Podcast è comunque in grado di intrattenere lo spettatore per un'ora e mezza, offrendo numerosi momenti comici di qualità - questa volta anche Ravenna riesce a far ridere molto - e diversi spunti di alto interesse, specialmente sul finale con l'angolo "consigli per gli acquisti". Confrontandosi con altri assidui ascoltatori di Cachemire, si può serenamente affermare che questa seconda stagione si sta riprendendo, dopo un inizio non particolarmente convincente che sembrava averci dato l'impressione che il duo comico avesse già sparato tutte le cartucce in quanto ad idee e originalità;

- Torna finalmente, dopo una settimana di stop, il momento di attualità durante il quale Ferrario e Ravenna commentano le polemiche (sterili) degli ultimi sette giorni. Come non parlare della strumentalizzazione delle dichiarazioni estrapolate dall'intervista a Pietro Castellitto con il Corriere della Sera? Un Ferrario da subito scatenato inizia con un po' di sano circo, raccontando in stile cadetto militare gli iperbolici parallelismi tra i quartieri di Roma Nord e le zone di guerra in Vietnam, mentre Ravenna - in punta di fioretto - non le manda a dire al sito Tennis World Italia per un articolo su Berrettini con le dichiarazioni del giocatore prese dall'intervista di Cachemire, senza aver citato la fonte: regaz, calmi, sono passati solo 5 minuti e non riesco già a starvi dietro. C'è spazio anche per un'altra vicenda di questi giorni, cioè lo spot del Parmigiano Reggiano, diventato diviso a causa della mancanza di ironia - e, in senso più esteso, di pensiero critico - dei frequentatori italiani dei social. Personalmente ho molto apprezzato che, anche in questo caso, il duo comico abbia voluto sottolineare l'inquietante scenario in cui viviamo, dove il diritto di sentirsi offesi per la qualsiasi stia mettendo gravemente a repentaglio le normali dinamiche di intrattenimento e comicità: a tal proposito, si consiglia l'approfondimento di Rolling Stones sulla vicenda Sgargabonzi;

- La polemica su Castellitto fa da introduzione al tema della puntata: letteratura e, soprattutto, editoria. Se negli episodi precedenti di questa stagione ci siamo goduti le imitazioni di Ferrario del tipico bauscia milanese, questa volta il comico romano dà il meglio di sé con la parodia dello scrittore, talvolta editore, indipendente ultrasessantenne, caratterizzato da forti velleità artistiche: davvero insuperabile. L'intento quindi di questi 90 minuti è di approfondire il mercato dell'editoria e le sue evoluzioni, partendo dalle grottesche statistiche ISTAT tutte italiane sui consumatori, che fanno profondamente riflettere, soprattutto in riferimento alla seconda considerazione di questo post e, in generale, tema no-vax, come suggerisce il grande Carmelo. Tra i momenti comici più rilevanti in questi primi 20 minuti, è necessario segnalare l'imitazione di Ravenna dei fantomatici maestri di vita online che cercano di infonderci pillole di filosofia finanziaria - la sola menzione di "Padre ricco padre povero" mi ha devastato per diversi inside joke con alcuni amici -, l'imitazione di Montemagno e, sopra qualsiasi cosa, quella di Barbara Palombelli e il suo Olocausto personale, sempre magistralmente interpretate da Ferrario. Come i leoni da tastiera, anche gli editori in Italia soffrono la mancanza di autoironia, nello specifico quando si parla delle presentazioni dei loro nuovi libri, soprattutto se il contesto è di nicchia. Commentando questo aspetto, il duo comico riesce ancora a restituire perfettamente il senso di avvilimento nel prender parte a questo tipo di eventi, sia con la metafora del parente che ti invita alla recita di teatro sia con il magnifico siparietto su "Rosa di Rosa";

- Dopo l'ennesima esilarante menzione al loro feticcio "Damiano Er Faina", Ferrario e Ravenna si concentrano su chi sono oggi i veri acquirenti di libri e, purtroppo, il loro genere di preferenza. Scopriamo, senza neanche troppa sorpresa, che i teenager sono coloro che trainano buona parte di questa industry, prediligendo quegli "autori" che amano trattare un argomento specifico: il nulla. Taylor Mega, Benji & Fede, Cicciogamer e Giulia De Lellis, capace di vendere in pochi mesi oltre 100.000 copie del suo manoscritto da game-changer, di cui tutti sicuramente ricordiamo il titolo, ma che ripeteremo per comodità: "Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!". Queste premesse scatenano inevitabilmente Edoardo e Luca per mettere in scena un'altra gag molto valida: parlando dello sconosciuto talent letterario "Masterpiece", Ferrario e Ravenna immaginano come i giudici del programma in questione avrebbero potuto comportarsi se avessero voluto seguire le orme degli chef Barbieri, Cracco, Bastianich e Cannavacciuolo. Altro momento di freestyle comico - con cui  i due hanno spinto molto - riguarda la reinterpretazione di come a Striscia La Notizia si facesse promozione letteraria che, immancabilmente, fornisce il gancio per uno dei principali driver per cui si scrivono e, in minor misura, si leggono libri: scopare. Raccontando quindi le varie tecniche utilizzate dal cast - obbligatorio vedere la puntata per quelle di Carmelo - c'è un curioso passaggio sulle categorie dei "libri da cesso" e quelli "regalati a Natale": simpatica la figura della "zia di destra distratta" che regala i libri di Vespa o la parentesi sui libri di cucina, i quali Tahir, grazie al suo eccezionale dono della sintesi, definisce come "un libro de QR code". Ennesima imitazione di Ferrario fuori dal comune è quella del lettore di destra: mostro;

- Come anticipato all'inizio del post, l'ultima mezz'ora della puntata ha una veste diversa rispetto a quanto visto e ascoltato fino a quel momento, siccome Ferrario e Ravenna passano in rassegna - chiaramente sempre con grande ironia - le numerose letture che hanno rappresentano delle milestone fondamentali lungo la vita del cast della trasmissione, mettendo da parte gag e sketch comici: si parte quindi dai classici letti al liceo, i primi libri di infanzia e i libri che hanno rappresentato, per certi aspetti, un punto di svolta per chi li ha letti. Tra i pochi momenti comici in questo finale, è da sottolineare l'esercizio di ucronia che Edoardo e Luca svolgono reinterpretando le trame dei grandi classici con elementi di attualità: Renatino del discusso spot del Parmigiano Reggiano come nuovo Siddharta, Montesano ne "Il vecchio e il mare" che fugge dal green pass o, soprattutto, Tahir in versione "Gattopardo". Fa anche ridere non poco, però, lo sketch sull'immaginario programma televisivo "Colpo doppio". Concludendo, dopo la surreale lettura dei saggi più venduti in Italia su Amazon - al primo posto l'ultima "fatica" di Zaia - Ferrario e Ravenna fanno un elenco davvero interessante di una decina di libri dei quali consigliano la lettura che, a mio parere, è necessario appuntarsi. Anche questa settimana Cachemire ci ha fatto iniziare bene il weekend.

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