
Considerazioni sparse post Napoli-Empoli (0-1)
L'Empoli si dimostra un sanguinario ma bellissimo animale da trasferta espugnando anche il Maradona.
- Il Napoli perde la seconda gara consecutiva, ancora una volta davanti al pubblico amico. Stavolta, ancor più che altre volte, il Napoli paga un prezzo troppo salato, ben oltre i suoi demeriti: 26 tiri fatti e 60% di possesso palla. Però è tutto un enorme rumore di fondo, visto che in area il Napoli ha avuto difficoltà ad entrare: di chiavi gli azzurri ne hanno, ma nessuna si è rivelata quella decisiva;
- Una partita che, come previsto, si è rivelata difficilissima: il pressing avversario ha reso complicata la prima costruzione dei partenopei, che hanno pagato una costante inferiorità nel cuore del campo (ai già tanti centrocampisti out per infortunio si è aggiunto ben presto Zielinski, che ha patito problemi respiratori). La manovra si è rivelata quindi spesso confusa, più caotica del previsto, con gli azzurri che spesso hanno dovuto forzare la conclusione col tiro da fuori;
- La chiave del match, lato Empoli, è stata proprio la costante capacità di andare in verticale grazie ai movimenti coordinati di Pinamonti e Cutrone, innescati da un ottimo Bajrami fra le linee, rebus irrisolvibile per i centrali azzurri, probabilmente anche poco aiutati dai mediani che avrebbero dovuto prendere in consegna il trequartista avversario;
- La seconda frazione esaspera gli elementi caotici che si erano visti nel primo tempo: già al sessantesimo le squadre erano lunghissime, con schemi spesso saltati ma tante occasioni create da una parte e dall'altra. Un obbrobrio per i tecnici, ma uno spettacolo che ha tenuto calamitati spettatori da casa e intrattenuto i presenti sugli spalti;
- Dove il caos regna sovrano, Ounas spicca per la sua capacità di saperlo cavalcare: dei partenopei decisamente il migliore, quello che più di tutti ha lottato e ha provato a creare qualcosa di buono. Dietro la lavagna Insigne, e non è la prima volta in questa stagione: a sua discolpa una condizione fisica precaria, essendo appena ritornato dall'infortunio. Se Cutrone è stato il fortunato match winner, menzione d'onore va data a Vicario, bravo a farsi trovare pronto con interventi rivelatisi poi fondamentali per il risultato. Sugli scudi anche Parisi: il giovane terzino irpino ha personalità, fiato, intelligenza e qualità importanti. Chissà se non possa rappresentare il post Spinazzola per Mancini...
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