
Considerazioni sparse post CSKA Sofia-Roma (2-3)
La Roma ringrazia lo Zorya e chiude in testa il girone.
- La Roma non si fa fermare dal freddo bulgaro e rimane abbastanza concentrata per superare un avversario morbido che mette fuori la testa solo nell'ultimo quarto d'ora del match, quando i giallorossi azzerano il ritmo. Il tifo giallorosso, però, con un occhio a Sofia e uno e Zaporižžja, può esplodere solamente quando arriva la notizia del definitivo pareggio tra Zorya e Bodoe, che significa inaspettato primo posto nel girone;
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Il nostro lavoro si basa sull'impegno e la passione di una redazione giovane. Tramite l'associazione ci aiuti a crescere e migliorare sempre la qualità dei contenuti. Associati ora!- Josè Mourinho mette le prime linee in difesa e centrocampo, a dimostrazione di quanto tenga alla competizione e probabilmente per restituire un po' di fiducia ai titolari, reduci da due sconfitte: riescono bene i pochi esperimenti tattici, fatti col contagocce, e la squadra gira come dovrebbe, salvo spegnersi negli ultimi quindici minuti sullo 0-3;
- Il CSKA Sofia mantiene meritatamente il titolo di "fanalino di coda" nel girone di Conference, riuscendo comunque a segnare due reti, approfittando prima di un classico momento di scarsa lucidità della retroguardia giallorossa, che lascia ai bulgari il tempo crossare e di tirare quasi fosse un allenamento, e poi su un volo plastico di Fuzato che si lancia di lato nonostante il tiro dalla distanza fosse centralissimo.
- Se non fosse da rapportare al livello dell'avversario, sarebbe da stropicciarsi gli occhi per l'inedita coppia d'attacco Abraham-Mayoral: intesa, giro palla, uomini portati via e tre bei gol in due. Peccato per la clamorosa occasione sbagliata da Borja per la doppietta. Bene anche il giovanissimo Bove alle spalle dei due e benissimo Karsdorp, ormai unica certezza sulle fasce romaniste;
- Zaniolo non fa in tempo ad entrare che deve subito uscire, per precauzione, a causa di un presunto stiramento: il freddo non lo ha perdonato. Brutto colpo passare dalla relativa tranquillità portata da Rui Patricio alla assoluta incertezza di Fuzato. Non bene neppure Kumbulla e Vina.
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