
Considerazioni sparse post Real Madrid-Inter (2-0)
Un inizio di personalità, una mezz'ora che ha dimostrato il livello e la sfrontatezza del gioco dei ragazzi di Inzaghi. Poi, però, sono subentrati tre elementi che hanno indirizzato via via la partita sui binari del Real: la confusione dei nerazzurri, il mancato apporto tecnico dei due attaccanti e della catena di destra, la sempre sorprendente tecnica degli uomini in bianco.
- Le giocate dei campioni. Il Real non ha vinto soltanto per le due conclusioni che hanno prodotto le due reti, ma anche per una maggior maturità e ovvia abitudine nel gestire questo tipo di confronti, oltre al vantaggio di aver approcciato la partita con due risultati su tre a disposizione. I due gol sono però il simbolo di ciò che serve per indirizzare le partite a questi livelli, spesso anche senza il bisogno di una prestazione di altissimo livello: la conclusione con il piede debole di Kroos e la traiettoria arcuata di Asensio sono due meraviglie;
- La nota positiva: la personalità della prima mezz'ora. La squadra di Inzaghi ha approcciato in maniera ottima la partita, piantando le tende nella metà campo del Real Madrid e producendo ben tredici tiri (solo uno in porta, a dimostrazione della poca efficacia che è seguita al predominio territoriale). Personalità, un Brozovic scintillante, tanta intensità e diversi palloni recuperati: se l'Inter vuole fare strada anche in Europa, l'approccio corretto è quello con cui la squadra è scesa in campo al Bernabeu, non uno stadio qualunque. Un atteggiamento che dovrà essere replicato agli ottavi di finale, a prescindere dall'avversario;
- La nota negativa: la confusione dopo la prima mezz'ora. Diversi errori tecnici, poca efficacia negli ultimi venti metri, una serie di contropiede che da qualche settimana non si concedevano più, alcuni palloni persi per un apparente mancanza di concentrazione. Nell'ultimo quarto d'ora del primo tempo e poi nel secondo tempo l'Inter si è via via sciolta, con il rosso di Barella che è stato sostanzialmente il triplice fischio anticipato della partita. Insieme a una serie di spunti positivi, c'è spazio per crescere ancora;
- Chi è mancato? Anche nella prima mezz'ora, dove l'Inter è riuscita a sviluppare con brillantezza ed efficacia il suo gioco tra Brozovic e l'ormai consueta catena di sinistra, è mancato l'apporto dei due attaccanti - senza i quali è stato difficile riuscire a creare delle chiare occasioni da gol - e una varietà di soluzioni sulla catena di destra, dove Barella ha confermato il suo momento di appannamento (senza che sia necessario dover rivedere il valore complessivo del giocatore). Al di là del rosso fiscale, Nicolò ha stretto troppo la posizione in occasione del gol di Kroos, e si è divorato una gigantesca occasione nel secondo tempo, imbeccato da Lautaro. Una mancanza di soluzioni, lì a destra, accentuatasi con l'uscita di Dumfries, che stava facendo valere la sua fisicità e con un D'Ambrosio protagonista di alcuni errori banali;
- Nel giro di pochi secondi: dall'incapacità di Gagliardini e Vecino nella gestione di semplici possessi di palla, sotto pressione, al tiraggiro di Asensio. Un highlight non può, per ovvi motivi, offrire una serie di spunti costruttivi, ma può essere assunto come simbolo di come sia la tecnica a comandare a questi livelli.
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