
Considerazioni sparse post Sampdoria-Lazio (1-3)
"Sono io oppure tutti gli altri stanno impazzendo?" Joker altro non è che la versione cinematografica della Lazio.
- Il tafazzismo è divenuto marchio di fabbrica della Lazio. O meglio, prima sarrismo ad alti livelli e poi autolesionismo senza un perchè. Annichilita la Sampdoria nel primo tempo, la Lazio decide di rimettere tutto in gioco giocando in 10 per quasi 20 minuti e concedendo - non troppo va detto - alla compagine genovese. Savic vero Joaquin Phoenix. Nonostante ciò Sarri porta a casa tre punti vitali e D'Aversa arriva al derby della lanterna con parecchi grattacapi;
- Visto il Marassi e la sua struttura britannica, visto il colore delle magliette della Lazio, un ignaro spettatore avrebbe pensato che il City di Guardiola stesse calcando il campo genovese. Squadra corta, padronanza del campo, fase difensiva inappuntabile e capacità realizzativa di altissimo livello. Metà primo tempo e la Samp era sotto di tre gol. Null'altro da segnalare, se lo strabuzzare degli occhi dei tifosi biancocelesti (viste anche le ultime uscite);
- Tutto d'un tratto la follia. L'inaspettato, forse. La Samp, giustamente, lancia l'assalto all'arma bianca verso Strakosha che, udite udite, fa ricordare che un portiere può anche parare. La Lazio si abbassa ma non si sfilaccia. Tutto parrebbe andare nel verso giusto quando Savic decide, dopo un giallo, di dire qualcosa all'arbitro che, non facendosi pregare, tira fuori il secondo. Rosso. Di li la Samp prova a crederci di più ma senza mai davvero portare pericoli significativi ad un attento Strakosha. Segna Gabbiadini. Ma è tardi;
- Si vede finalmente Zaccagni che gioca in maniera brillante. Savic, come detto, è croce e delizia. Immobile... non credo serva parlare ancora di un giocatore che segna a ripetizione. Uscito lui, entrato Muriqi cala il sipario sulla fase offensiva. Pedro una garanzia di assoluta qualità. Marusic torna e si sente li dietro, così come Luiz Felipe. Strakosha: finalmente un portiere che para! Pazzesco. Anderson è da qualche altra parte ma non in campo;
- La Samp del primo tempo non è da salvare in nessuno degli 11. Caputo, subentrato, riesce a dare profondità e creare qualche grattacapo. Candreva prova e riprova e dà da pensare a Marusic. Gabbiadini un mezzo ectoplasma, ma quella palla utile che gli capita la butta dentro. Audero spettatore non pagante: sia nel primo che nel secondo tempo, ma per motivi completamente diversi. Silva dà un altro ritmo al centrocampo blucerchiato ma si spegne dopo 20 minuti.
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