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Rabiot in campo con la Juventus.
, 3 Dicembre 2021

Tutto quello che ruota attorno a Rabiot


Può davvero essere un valore aggiunto per questa Juventus?

Rabiot è sicuramente uno dei calciatori della Juventus più discussi dell'ultimo periodo. La problematica numero uno però, spesso non sembra neanche riguardare le sue prestazioni e il suo rendimento avuto in campo (a questo, tranquilli, ci arriviamo tra poco), ma proprio ciò che non c'entra nulla con il campo.

Il centrocampista francese ha avuto sin da subito un'immagine rovinata a causa della madre procuratrice e poi da alcune questioni extra terreno di gioco che lo hanno messo sotto una cattiva luce. A ciò vanno aggiunte le tante aspettative nei suoi confronti, inesorabilmente legate alla questione ingaggio. In un mondo in cui i tifosi sono sempre meno tifosi e sempre più allenatori e commercialisti, il pensiero numero uno guardando le prestazioni del giocatore francese, va praticamente sempre al suo ingaggio. Si parla tanto dei 7 milioni di ingaggio che percepisce Rabiot, senza però capire che dietro questi 7 milioni c'è un discorso molto più ampio.

Rabiot è arrivato alla Juventus a parametro 0 ed è ormai abitudine vedere in queste situazioni degli ingaggi più alti proprio a causa della scadenza di contratto del calciatore in questione. Una sorta di "ho a disposizione questi soldi per il calciatore, devo rientrarci tra cartellino e ingaggio" ed ecco che il calciatore, quindi, può far sì che la nuova squadra eviti di spendere soldi per il cartellino e di prenderne di più per il suo ingaggio.

A ciò va aggiunta un'altra questione fondamentale: il Decreto Crescita. La Juventus paga oggi meno tasse di una volta sull'acquisto di calciatori stranieri ed ecco che in sostanza il costo annuale dell'ingaggio di Rabiot è inferiore a quanto previsto. Questione diversa dal dare 7 milioni netti, per fare un esempio, a Chiesa perché non ci sarebbero quelle agevolazioni previste nel Decreto Crescita.

In poche parole, quindi, la Juventus ai tempi si è fatta ingolosire dalla giovane età di Rabiot, unita alla possibilità di prenderlo a parametro 0 e con il Decreto Crescita in vigore.

Ma ora passiamo al campo ed alla tattica, perché in campo poi scende il calciatore e non certo il suo ingaggio.

Allegri ha fin da subito parlato di come Rabiot potesse e dovesse far meglio rispetto alle stagioni precedenti. Ed è un qualcosa che probabilmente si aspettavano sia Sarri che Pirlo. La questione fondamentale, in questo articolo, sarà quella di capire che tipo di calciatore sia realmente Rabiot, cosa può davvero dare, ma anche capire di che tipologia di compagni ha bisogno per poter rendere al meglio.

La premessa doverosa è semplicemente una: Rabiot rinuncia spesso alla gloria personale per aiutare i suoi compagni. Bisognerebbe capire se lo fa per sua volontà o se gli viene richiesto dall'allenatore di turno. Per aiutarci nella nostra disamina, prenderemo come riferimento qualche slides estrapolata da Juventus-Atalanta - partita giocata ad onor del vero male da Rabiot - e qualche slides di Lazio-Juventus, match dove il francese ha messo in mostra le sue grandi doti difensive.

In questo caso vediamo come Rabiot si allontani dall'area avversaria per avvicinarsi al portatore di palla (Alex Sandro). In questo modo il francese permette non solo a Morata di avere più spazio per ricevere ma anche al difensore esterno di potergliela passare senza avversari che si mettono sulla linea di passaggio.

Successivamente si verifica questo:

Rabiot va a sostegno per Alex Sandro. Locatelli chiede il passaggio per il francese e nel frattempo McKennie si accentra comportandosi da trequartista. In questo momento la Juventus stava giocando con i tre centrocampisti (Rabiot – Locatelli – McKennie) ma nonostante questo Rabiot si preoccupa di concedere più spazio a Morata e a McKennie e si preoccupa di poter far avanzare Alex Sandro. Il tutto nonostante la presenza di Locatelli.

Questo si verifica spesso anche quando la Juventus sta attaccando.

Corsa in profondità di McKennie che attende un compagno (Dybala arriva subito dopo). Dall'altra parte del campo ci possono essere gli inserimenti di Morata e Rabiot. Se il primo corre verso l'area di rigore, il secondo si ferma.

Ed ecco come McKennie può nuovamente approfittare della situazione potendo avanzare. Nel frattempo Rabiot permette a Locatelli di avere un passaggio in più e permette alla squadra di poter continuare il palleggio nel corto.

Il suo sacrificio lo si verifica anche in fase difensiva.

In questo caso il francese si accorge che Alex Sandro è salito su Zappacosta (forse poteva evitarlo) e corre all'indietro per aiutare de Ligt.

Proprio grazie al francese, la Juventus recupera il pallone con de Ligt che stava faticando contro Malinovskyi.
Un vero e proprio raddoppio che ha permesso alla Juventus di recuperare il pallone e di ripartire.

Tutto questo si verifica in altre situazioni difensive:

In questa azione vediamo sia de Ligt che Bonucci lasciare la propria zona di competenza per marcare gli attaccanti avversari. Rabiot cerca l'1vs1 con Malinovskyi e, in caso di inserimento in area di rigore di quest'ultimo, sicuramente il francese si sarebbe comportato da difensore.

Dinamica che fu eseguita alla perfezione in Lazio-Juventus, quando ci fu un gran duello tra Rabiot e Milinkovic-Savic.

Contro la Lazio, infatti, Allegri decise di mettere Rabiot su Milinkovic-Savic. Tutto questo non si doveva verificare solo a centrocampo ma anche più indietro.

Inizialmente il centrocampista laziale parte dalla sua zona per poi andare a trasformarsi in una sorta di attaccante centrale aggiunto. E quando succedeva...

Rabiot si trasformava - non sempre ma molto spesso - in una sorta di difensore centrale aggiunto, in aiuto di de Ligt e Bonucci.

Insomma, piano piano stiamo notando come Rabiot cerchi di aiutare i propri compagni in più situazioni, rinunciando alla propria gloria personale.

Tutto questo anche in fase offensiva?
Ebbene sì.

Palla ad Alex Sandro che guarda in avanti. Il francese si smarca verso l'esterno e anche qui favorisce un probabile passaggio tra il difensore esterno e Chiesa, ma anche Morata.
Se ci spostiamo più avanti non cambia il concetto:

Rabiot entra in area di rigore ma punta il primo palo: punta una zona in cui è più difficile segnare. A chi concede il centro e il secondo palo? A Chiesa e a Morata. L'intento del francese è quello di attirare difensori e di farli muovere, senza diventare lui il finalizzatore dell'azione.

Spesso vediamo Rabiot che costruisce l'azione da dietro.

In questo caso è addirittura più basso di Locatelli (il regista) ed è in linea con i difensori. Anche qui Chiesa riesce a trarne vantaggio non solo per il passaggio di Rabiot ma anche per il fatto che non essendoci il francese e, di conseguenza, il suo marcatore, l'attaccante esterno riesce ad avere più spazio per controllare il pallone.

Questione che possiamo notare in più momenti della partita:

Qua per esempio, il francese stava giocando nel centrocampo a 2 in coppia con Locatelli.

E proprio con il cambio di posizione (e con il fatto che la partita stava per finire e la Juventus stava perdendo) abbiamo visto un Rabiot più aggressivo:

Anche in zone più avanzate:

Un calciatore che si sacrifica, che pensa agli equilibri della squadra, che non pensa alla propria gloria personale, un mancino che gioca mezzala e che può giocare anche centrocampista esterno sinistro. Caratteristiche che si erano già viste in casa Juve qualche anno fa, con un altro centrocampista: Blaise Matuidi.

Tuttavia la questione tattica risulta essere un po' diversa anche se potrebbe avvicinarsi sotto alcuni aspetti.
E visto che da Rabiot ci si aspetta più gol, cercherò di parlare della componente legata agli smarcamenti e gli inserimenti in area di rigore.

Impossibile, per uno juventino, non ricordare questa scena. Il momentaneo 3-0 della Juventus sul Real Madrid che aveva permesso alla Juventus di pareggiare i conti dell'andata.

Il gol viene sviluppato anche grazie alla presenza di 4 calciatori in area di rigore.

Khedira che va verso la palla, Mandzukic che attacca il secondo palo (come suo solito in quel periodo), Higuain che cerca il centro e si fa marcare da Varane e Matuidi che corre nello spazio tra Higuain e Mandzukic.
In linea generale è proprio quello che manca alla Juventus attuale con McKennie e Rabiot che potrebbero essere molto più presenti in area di rigore per aiutare l'attaccante centrale.

Rabiot sa comportarsi alla Matuidi? Lo sa fare ma non lo fa.

I motivi li ho espressi in precedenza tra volontà di mantenere equilibri, di coprire, di aiutare per il palleggio.

Prendiamo però ad esempio, quelle poche situazioni in cui il francese ha cercato ultimamente di essere pericoloso con gli inserimenti:

Questa volta è McKennie che rimane un po' più indietro mentre Rabiot corre in profondità alle spalle di Dybala. Cuadrado, però, preferisce giocare sul corto passandola all'argentino.

Altra situazione in cui Rabiot si conferma il calciatore più offensivo della squadra ma la Juventus non ne approfitta nuovamente.

In questa situazione, invece, vediamo uno dei più classici movimenti che faceva Mandzukic quando giocava da attaccante esterno. Rabiot parte largo per poi puntare il secondo palo. Ma anche qui la Juventus non lo cerca con Bernardeschi che si accentra e calcia in porta.

Negli ultimi minuti Rabiot è risultato più presente in area di rigore nonostante giocasse a centrocampo da solo con Locatelli:

Sempre Rabiot che gioca nei due centrocampisti.

Passaggio di Alex Sandro per il francese che di prima intenzione cerca la sponda di Morata.

Tra passaggio impreciso e Morata che non riesce a restituirgli il pallone, la Juventus non riesce ad aproffitare della superiorità numerica che era nata da Rabiot.

In definitiva, Rabiot non è assolutamente un cattivo giocatore, sapendo fare quasi tutto. La questione è che il francese ha come primo input quello di adattarsi ai suoi compagni. Sarebbe curioso, però, sapere e capire se Allegri ha intenzione di renderlo nel corso della stagione un giocatore più offensivo o di continuare ad utilizzarlo per dare equilibri ad una squadra che davanti può contare sulla qualità di calciatori come Chiesa e Dybala.

In ultima analisi, la domanda che da inizio anno si stanno facendo tanti tifosi juventini: ma quindi Rabiot può giocare centrocampista esterno? Qua la problematica maggiore riguarda Dybala. Se Dybala è in campo bisogna necessariamente giocare con un attacco a 2. Allegri può contare su tanti attaccanti esterni e quindi il sistema di gioco di riferimento risulta essere l'1-4-4-2/1-4-2-3-1. Rabiot - come Matuidi - non è ovviamente un vero e proprio esterno, ma gli equilibri che garantisce alla squadra sono notevoli tra corsa, raddoppi e il saper agire sia per vie centrali che per vie esterne. Quindi, per le ragioni di ricerca dell'equilibrio di squadra che abbiamo ampiamente spiegato e che al momento sono il focus di Massimiliano Allegri, può (e deve) farlo.

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