
Considerazioni sparse post Lazio-Udinese (4-4)
Tutto quello che poteva succedere è successo. Cento minuti di follia.
- Se dal caos può nascere una stella, questa partita ha partorito, soprattutto per chi non sostiene una delle due compagini scese in campo, entropia assoluta. Lo spessore di alcuni giocatori si è messa in luce. La mediocrità di altri è emersa in modo lampante. Le risposte a tutte le domande che la stagione ha sino ad adesso posto a Lazio e Udinese sono in questi due tempi. Occorrerà saperle leggere. Bene;
- Gotti l'aveva preparata aspettando una Lazio aggressiva. Ferita dalle ultime due uscite infelici. Non che la squadra friulana venisse da un ottimo periodo. Ma l'ex secondo di Sarri ha saputo mettere molto fisicità a centrocampo dove la Lazio sino ad oggi è mancata. Così è stato anche oggi. Mancanza di copertura sul pressing alto. Il primo tempo è tutto qua: recupero palla, difesa scoperta e in difetto fisicamente sulle due punte bianconere e freddezza di Beto. 3-1. Lazio? Assente per otto undicesimi. Ai limiti dell’imbarazzante;
- La psicologia, però, può cambiare tutto. La parte emozionale è in grado di far trovare energie e pensieri che parevano persi. Così al 60' il risultato era 3-3. Impensabile per chi l'avesse vista dal 1'. Ma la palla finalmente giocata veloce, le coperture preventive e il pressing efficace, unito alla lucidità di Immobile ed alla tecnica di Milinkovic hanno portato al pareggio. Non bastasse Basic crossa deliziosamente per un Acerbi danzante sulla linea del fuorigioco come lei fu Pippo Inzaghi. 4-3. Nella coda c'è il veleno: la stanchezza di una mezz'ora giocata in inferiorità mescolata ad ingenuità porta ad una punizione che consegna il tabellino al 4-4 definitivo;
- Patric è imbarazzante, inadatto, non presentabile. Con lui Lazzari e Reina. Quest'ultimo pare non poter utilizzare le mani, come fosse stata emanata nuova regola FIFA. Immobile, Savic, il secondo Luis Alberto, Basic, Pedro, Hysaj nel ruolo da centrale debbono essere perni. Radu entra benissimo dalla panca: provoca l'espulsione che riporta la partita in parità numerica. Che non vengano date colpe alcune a Sarri perché la bassa profondità e qualità della difesa alla lunga pesa per questo modo di giocare;
- Beto è devastante. Success è imponente. Mettono a ferro e fuoco una difesa imbarazzante. Becao tiene bene Immobile e quando è uscito la difesa friulana ha ballato tremendamente. Aslan e gli altri cambi rendono merito a Gotti che, però, si chiude troppo presto ma alla fine riesce ad uscire con un punto. Per il resto l'Udinese deve fare i conti con sé stessa e con i suoi fantasmi.
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