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, 1 Dicembre 2021

Considerazioni sparse post Inter-Spezia (2-0)


L’Inter cresce e migliora partita dopo partita.


- A Milano l'Inter è chiamata a rispondere alla larga vittoria di ieri dell'Atalanta mettendo, al contempo, pressione a Milan e Napoli. I nerazzurri riescono in maniera agevole a portare a casa la massima posta, rischiando poco o nulla e permettendosi un ampio turnover già dal 65esimo. Spezia che dimostra sin dalle scelte di formazione iniziale da parte di Thiago Motta come non sia questa la partita in cui cercare quei punti necessari per la salvezza. Cerca di rimanere ordinata e compatta ma l'Inter gioca troppo veloce e solo un super Provedel evita un passivo più pesante;

- Simone Inzaghi lancia l'attacco leggero (e argentino), rilancia Gagliardini (e non Sensi) e si affida a D'Ambrosio dopo la bandiera bianca da parte di Bastoni. Tutte scelte che premiano il tecnico piacentino che non solo porta a casa tre punti meritati ma si permette anche il lusso di far rifiatare un Barella in evidente debito d'ossigeno. Partita importante per far aumentare o riprendere confidenza in primis a Dumfries ma anche a valide alternative come Gagliardini, D'Ambrosio e Sanchez;

- Thiago Motta difficilmente poteva sperare di portare un casa un risultato diverso data la formazione iniziale e l'evidente sensazione di "sparring partner" che ha passato ai suoi. Gli spezzini sono corti e compatti dietro la linea del pallone ma sono anche sempre secondi sul pallone e producono praticamente nulla tolto un calcio d'angolo su cui Handanovic si esalta. Le prossime partite ci diranno come sta effettivamente lo Spezia ma la sensazione è che questa squadra possa offrire uno spettacolo ben diverso;

- Positivo Dumfries, sempre sgroppante ma più attento in fase difensiva. Calhangolu in stato di grazia, dinamismo eccellente e un apporto notevole in fase di possesso e di non possesso. Ottimo Perisic e splendidi sia Dimarco che Skriniar. Handanovic fa la differenza nell'unico intervento in cui è chiamato in causa che è poi, per inciso, quello che gli si chiede. Inzaghi non può di certo lamentarsi;

- Inter che gode di un momento estremamente positivo dal punto di vista fisico e di estrema empatia tra Inzaghi e i suoi che sembrano aver trovato il giusto equilibrio tra i dettami del gioco spettacolare proposto dal suo tecnico e l'esigenza di non concedere troppo agli avversari. Un mattone importante nella rincorsa a Milan e Napoli, e in vista dello scontro europeo contro il Real Madrid che ci dirà dopo un girone se e quanto è cresciuta, questa Inter.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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