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, 1 Dicembre 2021

Considerazioni sparse post Bologna-Roma (1-0)


Il Bologna vola, la Roma dovrà sudare anche per qualificarsi in Europa League.


- Il Bologna prende lo scalpo della Roma e centra la quarta vittoria negli ultimi 5 match, portandosi a -1 proprio dai giallorossi. Per la Roma è la sesta sconfitta stagionale dopo sole 15 partite: con questo trend, in proiezione i chiuderebbe a 15 sconfitte l’annata. Un dato che certifica che questa squadra, nonostante gli investimenti, non ha nessuna chance di qualificarsi in Champions. Le prime 4 sono in fuga e sembrano molto più strutturate. La dimensione della Roma è la lotta per il sesto posto con la Lazio, la Fiorentina e forse pure con la Juventus se dovesse proseguire nella sua stagione harakiri;

- Il Bologna di Mihajlovic era giunto a un punto morto: fragile dietro, incostante davanti, ma comunque con troppa qualità per poter temere la retrocessione. Con il passaggio alla difesa a 3 la squadra ha trovato nuova linfa e soprattutto degli equilibri forse mai così solidi durante questa gestione, senza rinunciare a giocare. Anche i 2 trequarti sembrano più a loro agio negli spazi di mezzo, non dovendo più giocare a ridosso della linea laterale;

- In un primo tempo molto intenso ed equilibrato, la Roma va sotto con un gran gol da fuori di Svanberg. Il cambio Diawara-Carles Perez a inizio ripresa fa perdere agli ospiti equilibri e distanze: lo spagnolo e Mikhtaryan mezzali possono funzionare contro i modesti avversari della Conference League, ma in Italia sono un rischio notevole. Quando ritrovano la quadra si in battono in Skorupski, che da buon ex di turno nega il pari con due grandi interventi;

- Nei rossoblù grande prova di Hickey a tutta fascia, bravissimo nello scardinare spesso la prima pressione della Roma e nel trovare linee di passaggio e inserimenti nelle sue proiezioni offensive. Svanberg e Dominguez creano una cerniera centrale che concede pochissimi spazi e soluzioni agli avversari. Medel soffre la fisicità di Abraham, ma rimedia con letture di grande livello. Difficile però non premiare Skorupski come man of the match: il suo colpo di reni a fine primo tempo, sulla ginocchiata quasi casuale di Abraham, permette adi tenere la partita sui binari più consoni a suoi, poi si ripete nella ripresa e mette i suoi guantoni sui 3 punti;

- Nella Roma Abraham fà e disfa, mentre Zaniolo è una Ferrari con un conducente neopatentato: dà sempre l’impressione di poter sparigliare la partita, ma sbaglia spesso scelte, per la fretta o per un dribbling o un tocco di troppo. Veretout è irriconoscibile, mentre i raggi di luce sono Ibanez, dominante dietro, e il ritrovato Mikitharyan, decisamente un altro giocatore in posizione più centrale. Adesso arriva l’Inter, e con Abraham e Karsdorp squalificati le premesse non sono delle migliori. Per il futuro far quadrare i bilanci già sembra una mission impossible, ma per fasciarsi la testa ci sarà tempo.

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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