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3 min

- di Antony Mandaglio

Considerazioni sparse su "Maid", la serie TV con Margaret Qualley


L'epopea di una giovane ragazza alle prese con le violenze subite, la crescita della figlia di tre anni e la burocrazia che spesso non aiuta: una miniserie riuscitissima, con una splendida Margaret Qualley nei panni della protagonista.


- "Maid: Hard Work, Low Pay and a mother's will to survive" è il titolo dell'opera letteraria a cui Maid fa riferimento. titolo che in una manciata di parole riassume concretamente la miniserie prodotta da Warner Bros, Lucky Chap e John Wells. Maid è una miniserie di 10 puntate le cui tematiche trattate sono figlie del suo tempo: violenze, lavori malpagati e paradossi burocratici sono questioni attuali più che mai e Maid riesce a inscenarle con coerenza e fragilità attraverso Alex (Margaret Qualley), giovane ragazza rimasta vittima di violenze domestiche e ora, insieme alla piccola Maddy, deve ritagliarsi un posto in un mondo ostile. Episodi che mettono in luce la debolezza del sistema in fatto di assicurazioni e sussidi (di quasi di “Loachiana” memoria) ed episodi analizzano cosa si cela dietro alcuni casi di violenze domestiche, rendono “Maid” un prodotto assolutamente imperdibile;

Considerazioni sparse su Maid, con Margaret Qualley

- L'importanza e l'aria di novità che la serie si porta dietro sta tutta nel raccontare non tanto quello che succede dentro le mura di una casa in cui si consumano violenze fisiche e psicologiche (tant’è che mai si vedono episodi di violenza fisica), ma di come queste si incollino alla vittima creando danni emotivi, a breve e a lungo termine. Non a caso le varie sfaccettature che rendono una persona vittima di violenze sono riportate con grande saggezza e sensibilità dalla sceneggiatura (curata interamente da Molly Smith Metzler, sceneggiatrice di Shameless e Orange is the new black) che muove i fili con grande sagacia, senza mai sfociare nell'improbabilità degli eventi;

- Tecnicamente la serie si presenta in maniera eccellente; vi sono parecchi flashback che pian piano metteranno in ordine il passato dei protagonisti, rispondendo a varie domande che lo spettatore inevitabilmente andrà a farsi. Il montaggio non stona mai rendendo la visione seppur non lineare, ordinata e comprensibile. Le musiche hanno grande importanza nella totalità della serie tv, riuscendo sempre a incrementare l’emozione che la sceneggiatura e la regia si portano dietro. Quello che non passa in secondo piano nemmeno per un istante è la scelta del cast. Tutti gli attori sembrano tagliati per rappresentare esattamente il personaggio a cui danno vita. Margaret Qualley è perfetta in ogni suo sguardo ogni suo movimento e ogni sua battuta (lo era, seppur relegata a un ruolo minore in “Once Upon A Time...In Hollywood), così come Andie MacDowell, madre di Alex nella serie e madre di Margaret nella vita reale. Anche la scenografia della serie è curata nel minimo dettaglio, incastrandosi con la diegesi del film coerentemente; basti pensare agli appartamenti che Alex abita (o dove semplicemente lavora); la muffa che si crea sulle pareti, sinonimo del marcio che non si manifesta subito; la casa di Regina, così grande e così tremendamente vuota, ritratto di un'America (e di un mondo) dove la ricchezza vive in maniera incontrastata;

Considerazioni sparse su Maid, con Margaret Qualley

- Oltre a girare attorno al dramma che creano le violenze nella vita di qualunque essere, Maid però spazia tra le tematiche, dall'omosessualità alla povertà, dai traumi nati in età infantile fino al superamento di quest'ultimi, tutto ha un perché e niente è lasciato al caso. All’interno di questo drama non si parla solo dell’epopea di Alex e di sua figlia, bensì si dà spazio a tutti i protagonisti, rispondendo a quesiti che man mano si formano nella testa dello spettatore, arrivando a fare chiarezza sul passato e su come questo possa mettere i bastoni tra le ruote nelle vite di ognuno di noi;

- Quella di Alex è una storia che vede protagoniste milioni di donne che si ritrovano a dover combattere pur di rimanere a galla in un mondo che fa di tutto per annegarle. Alex è la donna delle pulizie, la donna maltrattata dal marito, la donna umiliata e derisa dal datore di lavoro, la donna sola contro tutti, ma Alex è anche (e soprattutto) celebrazione di quella forza che, colpo dopo colpo, non abbandona la vittima e la porta ad andare avanti attutendo i colpi e imparando, giorno dopo giorno, dai propri errori. Perché la storia di Alex non ha nulla di impossibile, non è una cosa che capita a uno su un milione: la storia di Alex è la storia di chiunque, che non ricerca assiduamente l’happy ending ma, semplicemente, sprona a non mollare mai.

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