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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Salernitana-Juventus (0-2)


La Juve prova ad iniziare a cercare risposte da uomini nuovi.


- La Juve vince in serenità davanti al fantastico pubblico di Salerno, in un’atmosfera da calcio sudamericano. Una vittoria tutto sommato da accogliere in maniera non troppo banale durante questi tempi cupi. La difesa a oltranza di Colantuono poteva rischiare di mettere nuovamente in imbarazzo gli enormi limiti offensivi bianconeri. C’era peró troppa differenza tecnica in campo;

- La sceneggiatura della partita non ha poi molto da dire. Dybala la sblocca alla prima fiammata. La Juve gestisce a ritmi bassi, rischia su un palo, poi la chiude, un po’ in ritardo. Allegri prova a cercare risposte nuove da giocatori fin qui poco utilizzati come Pellegrini, Kulusevski e Kean. Le prestazioni dei primi due sono state tutto sommato positive, al netto del valore dell’avversario. Meno brillante Kean, confusionario e tecnicamente estremamente rozzo in certi fondamentali. Il bel gol di Morata da subentrato, riporta il sorriso allo spagnolo dopo un periodo nerissimo. Servirá continuità di rendimento. Quello della punta, rimane un nervo scoperto;

- Il migliore in campo è stato senza dubbio Paulo Dybala, smanioso come non mai di prendere la leadership della squadra e di trascinarla a mani nude fuori dalla zona grigia. Schierato da Allegri come trequartista in un ordinato 4-2-3-1, Dybala risponde con una prestazione di straordinaria pulizia tecnica a tutto campo, macchiata parzialmente dal rigore finale sparacchiato verso le stelle, un episodio di rilievo solo per il fantacalcio;

- La Salernitana sembra sbarcata direttamente dal calcio italiano ruvido degli anni 90. La squadra meno glamour degli ultimi anni di campionato gioca una partita di onesta difesa, senza nulla da dire nelle (rare) fasi di possesso. Arriva qualche momento di furore che raggiunge l’apice del palo di Ranieri sullo 0-1 che poteva forse (o forse no) cambiare il corso degli eventi. Tra le botte di Gyomber e Gagliolo, la solitudine di Simy e la sofferenza dell’infinita batteria di terzini (ce ne erano quattro in campo), salviamo peró la prestazione di Bonazzoli, giocatore che sembra tecnicamente cresciuto più del previsto negli ultimi mesi. Molto difficilmente basterà per salvarsi;

- È una vittoria che non dice nulla di particolarmente positivo sul momento della Juventus, che anzi, per diversi tratti della partita si è espressa con un calcio palla a terra insopportabilmente scolastico e macchinoso. Guardando il calendario questa deve peró necessariamente essere la partita che apre un ciclo di vittorie per la Juventus, pronta ad affrontare prima di Natale Genoa, Venezia, Bologna e Cagliari. Solo la cura dei punti puó dare qualche certezza aggiuntiva ad una squadra ancora troppo insicura dei propri mezzi. Allegri, come suo stile, sta usando più la carota che il bastone per tirare fuori il meglio da un gruppo di ragazzi ancora sotto shock. Il tempo ci dirà se avrà ragione o meno.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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