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3 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse post Roma-Torino (1-0)


La prima vera vittoria "a la Mourinho" nella Capitale.


– La Roma più Mourinhana della stagione piega il Toro di Juric: il 1-0 con cui i giallorossi battono i granata è figlio di una fase difensiva finalmente attentissima, lontana dalle distrazioni che avevano caratterizzato alcune prestazioni precedenti. Basta un gol di Abraham nel primo tempo, in combinazione con Zaniolo e Mikhitarian, a decidere la gara: dopo i padroni di casa concedono poco o niente, non perdono la testa dopo un rigore negato dal Var (in 5 minuti di disamina a gioco fermo) e si portano a casa tre punti importantissimi che confermano gli ottimi segnali dati giovedì in Conference League;

Mourinho, causa assenze, si deve inventare un centrocampo, a maggior ragione dopo il forfait di Pellegrini a partita in corso. Lo aiutano lo spirito di sacrificio di El Sharaawy, oggi quasi terzino, ma pure di Mancini e del redivivo Diawara, che riescono a costruire una diga solida e invalicabile. La Roma resta bassa, ma è un blocco granitico, e non soffre mai, manco nel forcing finale degli ospiti. La sensazione è che quando il tecnico portoghese deve metterci del suo, deve inventarsi qualcosa, riesca a dare ancora il meglio di sé: la Roma di oggi per spirito, per concretezza, per attitudine, è decisamente una versione migliore di quelle viste in precedenza, o quantomeno è decisamente più squadra. Ed infatti, Mou non manca di dire che "preferisce questa vittoria ad un 5-0";

– Il Torino oggi appare spuntato: subisce il gol nel suo momento migliore, e dopo fa tanto possesso che in fin dei conti si rivela sterile. Belotti (uscito per un infortunio che non lascia presagire nulla di buono) torna nella sua versione fantasma, e Brekalo e Praet oggi non riescono ad essere mai pericolosi. Non si può dire che la squadra di Juric demeriti, ma neanche che crei le occasioni per meritarsi di tornare a casa con dei punti all’attivo: cercasi disperatamente il gol, perché nel rapporto tra occasioni e reti segnate i granata si trovano nei bassifondi della statistica, e stasera ne è una piena dimostrazione. Quattro punti in 7 trasferte non rendono onore al percorso che la squadra sta facendo: se i granata vogliono cambiare passo, devono farlo lontano dal loro prato di casa;

– Abraham e Zaniolo oggi hanno fatto vedere cosa potrebbero essere per la Roma: due crack che cambiano le partite. Al di là del gol che nasce da una loro azione sublime, ogni volta che toccano la palla cambiano il tenore dell’azione: Tammy firma la terza rete settimanale dopo la doppietta con lo Zorya e appare sbloccato, e il giovane numero 22 ogni volta che prende palla riesce a imprimere accelerazioni esplosive, apparendo totalmente recuperato. I due sembrano fatti per giocare assieme là davanti, e l’uno esalta le qualità dell’altro: non è un caso che, quando questo non è avvenuto, entrambi andassero fuori giri. Una nota di merito, infine, per Chris Smalling: tornato a centro difesa, ha guidato il reparto con autorevolezza, non ha mai fatto veder la palla agli attaccanti granata, segno che quando sta bene è un difensore di caratura assoluta;

– La Roma con questa vittoria va a soli 3 punti dalla zona Champions, il Torino rimane a barcamenarsi a metà classifica: entrambe le squadre danno l’impressione, per ragioni diverse, di essere un passo avanti rispetto ad un anno fa, anche alla luce della bella gara disputata stasera. La squadra di Juric, al di là della sconfitta di stasera, ha semplicemente un altro passo rispetto al Toro disastroso delle ultime 3 stagioni; i giallorossi, a prescindere dal quoziente punti e di qualche scivolone pare stiano conquistando una mentalità diversa da quella degli anni di Fonseca: questa settimana, con una doppia importantissima vittoria in emergenza, lo testimonia.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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