Logo Sportellate
, 28 Novembre 2021

Considerazioni sparse post Napoli-Lazio (4-0)


Una partita non giocata dalla Lazio contro un Napoli straripante. L’unica vera sintesi possibile.


- Il commento di questi 90' è quasi superfluo. Il risultato è netto. Differenza abissale tra le due squadre. Il tutto si è chiuso al 29' con il terzo gol di Mertens. Di lì solo allenamento. Il Napoli ha onorato degnamente Maradona ad un anno dalla sua morte;

- Lobotka pare Iniesta. Mertens pare Mertens, sotto la guida di Sarri. Corti, compatti, veloci, tecnici. Il Napoli non corre, lo fa solo il pallone. La Lazio corre ma senza pallone. Nervosa. Brutta. Apatica. Se non fossero stati per quei 5' dopo il secondo gol del Napoli potremmo dire senza smentita che i giocatori di Sarri non sono mai entrati in campo. Brutto. Troppo. Ma non è una novità. Eppure il Napoli era senza Oshimen e Anguissa, due che fino ad oggi hanno fatto la differenza;

- Che non si dia, sponda Lazio, colpa alcuna a Sarri. Perché nei precedenti anni di Inzaghi si è assistito a prestazioni similari. Sarri deve essere considerato la prima pietra nella costruzione di un futuro diverso. Il problema risiede nella rosa. Troppi giocatori inadeguati. Da Gennaio dovrebbe essere immediatamente presa una direzione differente. Da Giugno una completa rifondazione. Che non si guardi in faccia a nessuno, perché nessuno è indispensabile;

- Si fa davvero fatica a trovare il migliore in campo sponda partenopea. Sicuro Mertens ha impresso il suo marchio qualitativo e di finalizzazione. Koulibaly potrebbe giocare da solo in difesa e nessuno se ne accorgerebbe per la sua grandezza. Ospina, salvo la parata su Luis Alberto, praticamente un imbucato. Zielinski prezioso insieme a Lobotka.

- Felipe Anderson è un fantasma. Luiz Felipe avvilente. Reina, benché incolpevole sui gol non da mai sicurezza. Mai. Patric scelta scriteriata, ma dettata da assenza di alternative. Immobile e Pedro ci provano. Invano. Savic e Alberto sono stati indagati dalla Procura di Napoli per vagabondaggio. Zaccagni e Lazzari ci provano per quanto possibile. Ma si ribadisce: Sarri è la prima pietra. Il momento è delle scelte. E tra un mese il segnale deve arrivare. Inevitabilmente.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

Ti potrebbe interessare

La lezione che ci ha dato Gian Piero Gasperini

Il primo trofeo della sua carriera è coinciso con una lezione morale.

Ligue 1 2023/24, la squadra della stagione

Lilla, Nizza e Brest la fanno da padrone.

Tomás Esteves può giocare ovunque

Il giovane portoghese è un può giocare praticamente ovunque.

Premier League 2023/24, la squadra della stagione

Una squadra abbastanza fluida per un campionato abbastanza fluido.

Dallo stesso autore

La Lazio del '74 che morì nella bellezza

Cinquant'anni fa una squadra scelse involontariamente l'immortalità.

La Costa d'Avorio e la misticità della Coppa d'Africa

Il trionfo dei padroni di casa è arrivato senza un allenatore e sfiorando più volte la fine.
,

David Beckham, working class hero

La miniserie su uno dei calciatori inglesi più forti dell'era moderna rappresenta una bellissima sorpresa narrativa.

Storie di calcio popolare a Milano: l'esempio del St. Ambroeus

Come una squadra amatoriale vuole fare da centro culturale del suo quartiere.
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu