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- di Fausto Nardone

Considerazioni sparse post Sampdoria-Hellas Verona (3-1)


La Sampdoria ottiene 3 punti di fondamentale importanza, trascinata dal solito monumentale Candreva.


- Nell'uggioso pomeriggio di Genova, Sampdoria ed Hellas si sfidano per dare continuità alle vittorie ottenute nella scorsa giornata, rispettivamente contro Salernitana ed Empoli. Il Verona arriva a Marassi col morale alle stelle, conseguenza degli 11 punti conquistati nelle ultime 5 partite; i blucerchiati, che non perdono in casa con gli scaligeri dal 1972, sono invece a caccia di punti preziosi per allontanarsi dalle zone bollenti della classifica;

- Il primo tempo del Ferraris è avaro di emozioni fino al minuto 37, quando Tameze castiga Audero dal limite dell'area grazie anche alla deviazione decisiva di Yoshida, legittimando così il dominio territoriale che gli uomini di Tudor avevano avuto fino a quel momento. Da lì in poi, la partita si accende: prima Ceccherini sfiora il raddoppio sugli sviluppi di un calcio piazzato, poi Montipò salva di piede sul rasoterra di Caputo. Si va dunque al riposo sullo 0 a 1, con la sensazione che il Verona possa dilagare da un momento all'altro;

- E invece, contro ogni pronostico fatto sulla base di quanto visto nel primo tempo, nella ripresa la situazione si ribalta in maniera Borghesiana: i doriani la riprendono subito col diagonale dell'immenso Candreva e passano addirittura in vantaggio con la spizzata di Ekdal su assistenza, manco a dirlo, sempre dell'esterno romano. L'Hellas ci prova prima con Simeone e poi con Faraoni, ma sbatte in entrambe le occasioni sul muro eretto da Audero. E così, a tempo scaduto, ci pensa il subentrato Murru a mettere la ciliegina sulla torta con un diagonale che non lascia scampo a Montipò;

- Capitolo Sampdoria. Ad oggi, è impossibile parlare della Sampdoria 2021/2022 senza menzionare Antonio Candreva: il numero 87 blucerchiato sta prendendo per mano la sua squadra e la sta pian piano tirando fuori dalle sabbie mobili della classifica (6 gol e 3 assist a fine novembre sono un'enormità considerati i numeri dei doriani). Da sottolineare anche l'ennesima prestazione convincente di Audero, che pare finalmente aver fatto il salto di qualità tra i pali. Il rovescio della medaglia è invece rappresentato dall'enorme equivoco tattico che ci offre settimanalmente mister D'Aversa: appare evidente, infatti, che Quagliarella e Caputo non siano compatibili per giocare insieme dall'inizio, dal momento che spesso la posizione dell'ex Sassuolo costringe il capitano blucerchiato ad agire lontanissimo dall'area avversaria;

- Capitolo Verona. Risulta difficile spiegare la prova offerta oggi dalla squadra di Tudor: ad un primo tempo intenso e propositivo, è seguita una ripresa spenta e disordinata. Parlando dei singoli, vanno sottolineate le buone prestazioni di Lazovic, che si rivela la solita spina nel fianco sulla corsia sinistra, e di Tameze, che, gol a parte, è il vero equilibratore di questa squadra. Male il trio offensivo composto da Simeone, Caprari e Barak, che non riescono mai a creare grossi grattacapi alla difesa doriana. Impalpabile il subentrato Lasagna.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Fausto Nardone, nato a Verona nel ’93, anno in cui il suo idolo Pinturicchio rinunciò alla tavolozza dei colori per iniziare a dipingere solo in bianco e nero. Tifoso juventino e avellinese grazie (o a causa) di suo padre, adora l’estetica concreta di Guardiola, la variante Ascari di Monza e il rovescio a una mano di Federer. Si guadagna la pagnotta occupandosi di comunicazione e marketing ed extra-sportivamente ama cucinare, viaggiare per ostelli, guardare Cinepanettoni e ascoltare i Red Hot Chili Peppers. Il suo ricordo sportivo più bello? Stagione 2002/2003, campionato di Serie C1, Stadio Partenio-Lombardi: Avellino 3 - Benevento 1.

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