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3 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Juventus-Atalanta (0-1)


La Juventus vale l’ottavo posto.


- Nel vedere l’ennesima prestazione grigia e triste della Juve dell’Allegri II, viene in mente quella prima ora di gioco di Udine, nella primissima giornata di campionato. Allegri era tornato a sedersi sulla panchina dove aveva scritto un pezzo di storia di calcio italiano, Ronaldo era già ai margini e la squadra volava, come per magia. Dybala sembrava destinato ad una stagione da leader, il baricentro da subito evidentemente più basso aveva ridato sicurezza alla difesa e perfino giocatori persi come Bentancur o Alex Sandro sembravano rinvigoriti improvvisamente. Il tocco dell’allenatore, si pensava. Era invece solo un’illusione, una cometa passata chissà come e poi mai più tornata. Due strane papere di Szczesny condannavano la Juve ad un pareggio sinistro, che sembrava solo un incidente di percorso. Erano invece le prime gocce di un tornado di dimensioni inimmaginabili, destinato a trasformare questa stagione, fin qui, nel più grande disastro sportivo della Juve degli ultimi venticinque anni;

- 14 partite di campionato e 18 gol fatti, tre in meno dell’Empoli, uno in più del Cagliari ultimo. Sette punti di distanza dal quarto posto, novecentotrentasei dal primo. Cinque sconfitte, tre in casa. Una sola vittoria con più di un gol di scarto. Miglior marcatore Leonardo Bonucci, con tre gol, tutti su rigore. Attaccante titolare che non segna da sessantanove giorni in campionato (stavolta il numero è preciso). Non c’è altro da aggiungere. Questi cinque mesi di Allegri II sono un disastro assoluto. Non c’è niente da salvare. Nessuno sembra all’altezza;

- La Juve occupa attualmente l’ottavo posto e la prestazione odierna rispecchia tutto sommato la classifica attuale bianconera. Nel primo tempo la partita juventina è di una mediocrità assoluta e sconcertante. Nella ripresa l’orgoglio di un paio di singoli e i mugugni di uno Stadium esasperato come non mai, spingono la Juve a dare qualcosa in più. Non basta per agguantare un pareggio che alla lavagna dei punti sarebbe stato anche meritato, la stessa lavagna che Allegri ha guardato con derisione per anni;

- Bisogna parlare delle colpe di Allegri. Al netto di valutazioni personali sull’uomo e sul carattere, è ormai evidente che Allegri è tornato alla Juve con la sola intenzione di dimostrare che due anni fa è stato sbagliato esonerarlo. Max è diventato tutto ció che odiava. Un teorico. Questa sua teoria si manifesta nell’intenzione di ignorare qualsiasi caratteristica tecnica dei giocatori a disposizione (ad esempio, McKennie è una mezzala di inserimento, lo sanno tutti tranne Allegri) e di provare a ricreare in laboratorio la squadra dei suoi sogni, nell’idea di dimostrare a tutti quanto quella sia l’unica via possibile per vincere. Non ci sta minimamente riuscendo, ad eccezione di un mesetto di corti musi che oggi vanno guardati con diffidenza. Tutti i singoli stanno peggiorando. Chiesa così lontano dalla porta è un abominio, Morata è un ragazzo psicologicamente distrutto, perfino De Ligt ha perso la bussola;

- Non abbiamo dimenticato l’Atalanta, che torna finalmente con lo scalpo juventino da Torino, dopo esserci andata vicina tante volte. È una partita emblematica della crescita mentale definitiva del gruppo di Gasperini, che si è tolto di dosso l’aria da favola e adesso affronta partite del genere con maturitá e pazienza, senza ansie, consapevole della sua forza. Pur non brillando, l’Atalanta mantiene il campo sempre con ordine, aggrappandosi ad una partita sublime dei tre centrali e soprattutto del monumentale Duvan Zapata, in condizioni di onnipotenza come mai prima. Non sappiamo cosa abbia mangiato quest’estate, ma vorremmo mangiarlo anche noi.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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