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2 min

- di Simone Renza

Considerazioni sparse post Lokomotiv Mosca-Lazio (0-3)


Nel gelo di Mosca la Lazio si assicura la qualificazione al prossimo turno di Europa League.


- Grande confusione sotto il cielo sovietico (pardon: russo) nel primo tempo, visto che le due squadre paiono una cozzaglia di particelle caoticamente sparse per il campo. A questa entropia la squadra di Sarri prova a mettere fine e nella fase centrale costruisce ordinatamente gioco senza trovare però sbocchi. La Lokomotiv lastrica il campo di buone intenzioni ma senza convertirle in reali pericoli. Risultato? Uno scialbo pareggio a reti inviolate;

- Un vento a trenta gradi sotto zero, incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili. Pur non avendo dinanzi la Prospettiva Nevski, il clima descritto dal Maestro Franco pare essere quello di Mosca e il vento quasi surgela il tifo di casa così come anche i pensieri dei giocatori biancocelesti che nei primi minuti del secondo tempo paiono confusi e distratti. D'un tratto entra Pedro e la sua lucidità unita alla capacità di saltare l'uomo, ribalta la partita. Innesca Zaccagni prima e Immobile poi. Le due azioni condurranno ai due rigori che chiudono, mentalmente, la partita al 69'. Dal 70' è accademia e spreco di occasioni gol, sino a che lo stesso ex blaugrana chiude definitivamente il conto;

- La Lazio trova una vittoria importante sotto molteplici punti di vista. Ora c'è da giocarsi il primo posto a Roma contro l'Imperatore Terim. Occorrerà una Lazio più diretta, spavalda, convinta e meno timorosa di prendere eventuali gol. Questo aspetto deve essere limato attentamente dal tecnico toscano perché appare incidere ancora sui giocatori;

- Felipe Anderson, sarà l'inverno che turba le menti di ogni giocatore verdeoro, sarà che è sempre titolarissimo, ma non è in forma e pesa in campo. Sbaglia non le giocate ma l'idea stessa. Non è lucido. Luis Alberto ci prova ma anche lui patisce il freddo russo. Benissimo Pedro. Immobile sempre più in alto nell'olimpo. Savic gioca poco ma ci delizia con tecnica sublime. Strakosha deve parare una volta e lo fa: titolare domenica?;

- Beka-Beka è ovunque. Anima e polmoni del centrocampo moscovita. Khudyakov, il portiere 2004, è un prospetto molto interessante. Sicuro, detta i movimenti della difesa, buono coi piedi. Il resto della compagine tricolore si scioglie, nonostante il gelo, dopo il primo gol. Il cambio d'allenatore non pare essere servito molto.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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