Article image
, ,
2 min

- di Esperanto Sportivo

Considerazioni sparse su "Il sesto uomo" di Andre Iguodala e Carvell Wallace


"Il sesto uomo" è l’autobiografia di Andre Iguodala, tre volte campione NBA con la maglia dei Golden State Warriors, scritta insieme al giornalista del «New York Times» Carvell Wallace ed edita in Italia da add Editore. Una lettura introspettiva nella vita di un giocatore che, per intelligenza cestistica e relazionale, è una delle menti più brillanti della storia NBA. Si parla di pallacanestro, ovviamente, ma il basket viene usato come metro di paragone per parlare anche di altri temi, come la politica e la disuguaglianza sociale. Un’opera che cattura il lettore.


- Siamo abituati a vederlo sul parquet a dispensare il suo QI cestistico sopra la media, ma in questo libro emergono altri lati nascosti di Andre Iguodala: la sua passione quasi ossessiva per il gioco, l’amore per la famiglia, il rapporto molto spesso ondivago con la stampa e la sua idea di libertà che non sempre ha trovato i giusti riscontri negli Stati Uniti;

- L’ossessione per il gioco è uno degli aspetti che ha legato i più grandi di questa disciplina. Sono note le vicende legate a questo tema di Michael Jordan, LeBron James e del mai dimenticato Kobe Bryant, ma nelle pagine de "Il sesto uomo" capiamo come anche un “comprimario” del gioco, seppur di altissimo livello come Andre Iguodala, abbia sempre avuto un approccio alla pallacanestro a dir poco assillante. E solo dedicando ogni secondo della giornata al proprio lavoro è riuscito a diventare il giocatore che è diventato, coronando il tutto con ben tre titoli NBA;

Andre Iguodala in conferenza stampa dopo la vittoria del titolo NBA e il premio MVP Finals nel 2015

- Nel libro, Iguodala parla del sistema-Warriors, l’organizzazione più innovativa e vincente degli ultimi anni, e di coach Steve Kerr, la mente brillante che ha portato Golden State alla vittoria. Certo, aver avuto a disposizione due dei migliori tiratori della storia come Curry e Thompson e per un periodo un giocatore illegale per talento e dimensioni fisiche come Durant ha aiutato, ma dietro al successo dei Warriors c’è anche un’organizzazione all’avanguardia;

- Un altro punto focale del libro è il rapporto che ha legato il nativo di Springfield alla città di Philadelphia, la sua casa per le prime nove stagioni NBA. Da idolo della folla al fianco di "The Answer" Allen Iverson, a elemento di peso all’interno del roster, inserito in ogni trade di mercato e finito per essere fischiato sonoramente dagli stessi tifosi dei 76ers. Una montagna russa emozionale che può essere gestita mentalmente solo dai grandi campioni, cosa che Iguodala nel corso della carriera ha dimostrato di essere;

- Alla soglia dei 37 anni, Iguodala è tornato a Golden State, la piazza dove è riuscito ad esprimere al meglio il suo talento e che l’ha portato nell’Olimpo del gioco. Il suo apporto anche oggi risulterà fondamentale per lo spogliatoio dei Warriors, in una stagione importante per la franchigia di Oakland, che avrà un’occasione quasi unica per tornare al successo. Probabilmente, Klay Thompson permettendo.

Stefano Villa

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Il linguaggio universale che unisce appassionati di sport e lettura.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu