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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Spartak Mosca-Napoli (2-1)


Un Napoli poco cattivo cade a Mosca. Troppe le sbavature degli azzurri, che pagano una prima frazione giocata davvero male.


- A Mosca una squadra ha fatto il 70% di possesso palla e calciato per 8 volte in porta, contro le 4 volte degli avversari: ciò nonostante questa squadra, il Napoli, esce dal campo sconfitta per 2-1 contro i padroni di casa, che ancora un volta sgambettano i partenopei dopo la gara dell'andata che pure aveva visto trionfare i russi allenati d Rui Vitoria. Discorso qualificazione, che oggi poteva chiudersi definitivamente, che si complica per gli azzurri, chiamati a giocarsi tutto fra le mura amiche contro il sempre temibile Leicester, che domani ha la possibilità di portarsi in testa battendo il Legia Varsavia;

- Momento difficile e anche un po' sfortunato per la banda di Spalletti: la brillantezza mostrata a inizio stagione non è andata del tutto via, ma la continuità è andata sempre più scemando, con momenti di black-out sempre più frequenti nei vari match che finiscono per costare davvero tanto agli azzurri. Va però detto che oggi il Napoli ha completamente toppato l'approccio alla gara, sbagliando davvero troppi palloni e commettendo troppe sbavature, non giustificabili neppure con le condizioni critiche del campo da gioco;

- Spartak Mosca che, se in patria arranca mostrando la sua faccia peggiore, in Europa League diventa un dr. Jekyll particolarmente cinico e chirurgico nello sfruttare le poche occasioni a disposizione. Certo, vedersi assegnato un calcio di rigore dopo nemmeno un minuto di gioco ha di certo indirizzato a favore dei padroni di casa l'inerzia della gara, tuttavia la squadra biancorossa è stata capace di montare una difesa molto intelligente ed efficace con la quale ha impantanato ancor di più la risalita, già di suo più difficoltosa del solito, del pallone da parte degli avversari;

- Nella seconda frazione, come spesso accade, il Napoli prende le misure e mostra la sua faccia migliore: il pallone passa completamente sotto controllo degli azzurri, che prendono in mano il pallino del gioco e il completo controllo delle operazioni. Non è però sufficiente per trovare il pari, visto che il grosso dei palloni giocati al limite dell'area finiscono con l'essere o troppo lunghi, o troppo corti, o troppo stretti, o troppo larghi. Insomma, al Napoli sono mancate le misure giuste per centrare lo specchio della porta;

- Quando però gli azzurri riuscivano a trovare la quadratura del cerchio, sulla loro strada si è messo Selikhov, oggi in serata da far impallidire persino il ragno nero Yashin, autore di almeno due interventi che hanno fatto gridare al miracolo. Gara di spessore anche per Sobolev, match-winner per i padroni di casa. Nel Napoli Elmas prova fino all'ultimo a portare avanti l'arrembaggio dei partenopei, nonostante anche lui non sia stato sempre precisissimo. Brutta gara per tutta la difesa, in particolare Mario Rui è parso troppo indeciso su Moses in occasione del secondo gol. Sono mancati anche gli spunti di Mertens e Lozano, i calciatori tecnicamente più dotati in campo e che avrebbero dovuto offrire le soluzioni giuste per aprire la linea difensiva dei russi.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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