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- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Atletico Madrid-Milan (0-1)


A Madrid, il Natale arriva con un mese d'anticipo.


- La Champions League dovrebbe essere uno spot al bel calcio, ma questa sera è parso per 80' di vedere un brutto match del nostro campionato, con la squadra di casa che per lunghi tratti è parsa incomprensibilmente accontentarsi del pareggio, mentre il Milan andava a sbattere contro il muro eretto a protezione dell'area di rigore. Le notizie da Liverpool non hanno aiutato, perché il doppio vantaggio dei reds ha indotto Simeone a tornare subito sui propri passi dopo un timido tentativo di dare un maggiore assetto offensivo alla squadra a metà ripresa;

- L'Atletico Madrid non è quello dello scorso anno e si è visto anche stasera. Nonostante la grande qualità a disposizione di Simeone, i reparti della sua squadra sembravano scollati e a spiccare sono stati soltanto aggressività e fragilità, che si alternavano in base a quando faceva comodo. Ogni volta che c'era da stoppare un'azione avversaria, veniva fatto con forza puntualità, ma gli stessi giocatori parevano fatti di pane secco e friabile ogni volta che soffiava un filo di vento in direzione contraria alla loro;

- Se in Serie A talvolta bastano tanta applicazione e buona volontà, in Champions League non servono manco per cominciare. La riprova sono le prestazioni di Krunic e Saelemaekers che, pur pimpanti, una volta nei pressi dell'area avversaria hanno mostrato tutti i propri limiti calcistici, con un mix perfetto di non saper cosa fare e non sapere come farlo. Se dal bosniaco ci si è sempre aspettato poco, chi sta deludendo quest'anno è il belga, che pare involuto rispetto alla scorsa stagione, accuendo i noti problemi del Milan sulla fascia destra;

- Non è un caso se la rete della vittoria rossonera è arrivata da un subentrante e soprattutto da un uomo di qualità: Junior Messias. Quella che finora era stata soltanto una bella favola di mercato, il cui lieto fine pareva essere stato ingoiato dalla sfortuna, si è trasformata in realtà al minuto 87 della partita, quando il brasiliano di testa è andato ad infilare in porta un preciso cross di Kessié. Un goal non casuale, da parte di un giocatore che dal suo ingresso aveva dato maggiore vivacità alla manovra e che, se dovesse confermarsi, potrà essere l'arma in più di Pioli nel seguito della stagione;

- La vittoria finale premia l'unica squadra in campo ad averla cercata: il Milan. Dopo l'immeritata sconfitta dell'andata, i rossoneri sono andati al Wanda Metropolitano per ripigliarsi quello che era proprio e ci sono riusciti con una prova di grande volontà, pur senza brillare in fase offensiva. Un toccasana sia per la classifica del girone, che li rimette in gioco almeno per il terzo posto, sia per riprendere fiducia dopo la prima sconfitta in campionato patita sabato scorso a Firenze.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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