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2 min

- di Carlo Cecino

Considerazioni sparse post Young Boys-Atalanta (3-3)


Incredibili montagne russe a Berna. La Dea alla fine si salva e si giocherà tutto col Villareal, ma potrà solo vincere.


- Berna, campo sintetico e la formazione elvetica che aveva gioito soltanto alla prima, rocambolescamente in casa con lo United. In tanti si aspettavano un successo, anche adoperando modesta fatica, da parte dell'Atalanta, invece gli orobici si salvano nel finale e riescono a mantenere la terza piazza del girone F di Champions. Una manna dal cielo, poiché fosse giunta la sconfitta in Svizzera, la banda di Gasperini sarebbe tornata a Bergamo da fanalino di coda del gruppo;

- Eppure i binari del match si erano subito indirizzati in direzione atalantina. Alba dell'incontro e vantaggio siglato da chi? Ovviamente dal solito, aitante Duvan Zapata, che fa rima con predominanza fisica di stampo erculeo. Ma la Dea si rilassa e non rumina l'abituale calcio che ormai conosciamo. Lo Young Boys ha interpreti modesti per il livello del palcoscenico massimo continentale, tuttavia sembra non saperlo e grazie ad un'intensità soffocante, merita il primo pareggio. Viene perpetrato da corner, segno di come gli svizzeri avessero preparato la sfida in particolare su episodi indiretti;

- Si fa male Zappacosta - speriamo nulla di grave per l'ex Genoa - e potrebbe essere l'ennesima tegola per Gasperini, in questo primo terzo di stagione in cui l'infermeria degli orobici pare un ospedale. In realtà Pezzella non si fa dispiacere, piuttosto è Maehle che spostato dalle zolle sinistre a quelle destre di fascia, continua a indossare un'altra maschera, scura e non scintillante come quella palesata in maglia danese. Però, ecco l'eroe che non ti aspetti: palla rimbalzante al limite dell'area di casa e Palomino disegna un inconsueto arcobaleno mancino. Nuovo vantaggio ospite;

- Mai dare per morto lo Young Boys. Rimessa laterale innocua, ma l'Atalanta - soprattutto De Roon - dorme e Sierro pareggia. Campanello d'allarme che si tramuta in mazzata poco dopo per Toloi e soci. Hefti, sfidiamo i migliori allenatori di football manager a conoscerlo, si inventa il gol della serata con un destro all'incrocio. 3-2 e buio pesto per la Dea. Ma le montagne russe non conoscono soste. Gasp inserisce Muriel (troppo tardi col senno del poi) che entra, sistema immediatamente la palla della punizione e col suo talento sgorgante incastona la boccia del 3-3 a cinque dalla fine. Ci pensa poi Musso a tenere in piedi la baracca nel recupero;

- Gasperini esce furioso dal campo, in effetti c'era un rigore solare su Pasalic quando la sua squadra vinceva 0-1, ma ha sbagliato la gestione dei cambi. Malinovskyi oggi troppo impreciso e svogliato, non doveva togliere Freuler, piuttosto De Roon, e soprattutto Muriel serviva prima in campo. Gli orobici si giocheranno tutto nell'ultima al Gewiss Stadium col Villareal secondo del girone. O si vince, o si va casa, o almeno in Europa League. Sono tanti i dieci gol subiti in cinque round di Champions dall'Atalanta, forse troppi per passare il turno. La speranza è che per la sfida agli spagnoli torni Gosens e sono vietati rilassamenti, frutto di superficialità e un briciolo di supponenza. In Europa si pagano, anche se di fronte si ha il piccolo Young Boys.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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