Article image
,
2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Chelsea-Juventus (4-0)


Due squadre di due categorie diverse.


- Il Chelsea fa a pezzetti una Juventus sconcertante, peggiore anche delle previsioni più nere. È stata una partita tra due squadre di due categorie diverse, che non puó che portare la Juve ad un secondo posto sacrosanto nel girone, cementificando un concetto: per questa rosa, un posto tra le prime sedici in Europa è sia il minimo, che il massimo obiettivo. Dovesse arrivare qualcosa in più, sarebbe un piccolo capolavoro;

- È stata una vera mattanza, quasi imbarazzante da guardare sul divano. Il Chelsea ha bombardato la Juventus dal primo minuto di gioco e la sensazione che finisse tanto a poco era chiara fin dalle prime battute. Il gioco fluido e trasformista di Tuchel, un allenatore geniale proprio perchè allergico alle etichette e in grado di vincere in qualsiasi modo, oggi si mostra in tutto il suo splendore. Riaggresssioni continue, ritmo indiviolato, tecnica a fiotti, fraseggio forsennato. Senza una vera punta e imbottita di sola tecnica sulla trequarti questa squadra gira come un orologio e funziona alla meraviglia. Serviva davvero comprare Lukaku?;

- La Juve aveva in fondo poco da perdere e la sensazione é che la partita sia stata anche preparata con una certa approssimazione, incastrata tra due incontri fondamentali di campionato. Allegri non si inventa niente e mette in campo una squadra compitino, con un centrocampo a quattro mediani francamente difficile da digerire. La Juve allora sale sulla giostra e lascia il comando al Chelsea, facendosi sballottolare qua e là per il campo senza mai mostrare alcun cenno di vita. Si poteva perdere senza fare drammi, ma francamente si doveva perdere meglio;

- Ai ritmi irragiungibili del Chelsea si aggiunge infatti una prestazione individuale tecnicamente pessima di quasi tutta la Juventus, sconfitta non solo sulla corsa, ma anche sull’attenzione, sulla cattiveria (solo un cartellino giallo), sul palleggio flebile. Rabiot, dopo un passo avanti a Roma, torna a farne due indietro, continuando il suo snervante gioco dell’oca e offrendo una prestazione pessima e svagata. Allegri, ostinandosi a schierarlo tanto largo, non lo sta nemmeno aiutando. Nel mezzo, oltre la consueta pessima figura di Bentancur, merita una menzione l’inaccettabile mezzora finale di Arthur, ragazzo ormai con la testa altrove e non più da prendere in considerazione in questo progetto tecnico. A sinistra il vuoto cosmico di Alex Sandro al cospetto della corsa campestre di James (che giocatore!), merita riflessioni di mercato. Sono troppi anni che la Juve rimanda un acquisto necessario in quella zona;

- La partita di stasera, se non altro, dà ancora più valore alla grande vittoria di Torino all’andata, partita che sembrava proiettare la Juve verso una rinnovata grandeur, fin qui vista solo con il binocolo. Due i fattori principali che hanno tanto stravolto le forze in campo. L’assenza di Lukaku, attaccante che sembra fatto apposta per essere divorato da difensori mangiapunte come de Ligt o Chiellini, che ha portato Tuchel a giocare senza punti di riferimento mandando in crisi la difesa bianconera, e la serata no di Chiesa, titanico all’andata. Oggi vagheggia senza meta sulla trequarti, senza offrire nulla. Ma al netto dei singoli, queste due squadre appartengono semplicemente a due universi diversi. Inutile parlare di ridmensionamento, questa è la Juventus 2021-22.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu