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3 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse post Torino-Udinese (2-1)


Il Torino di Juric è squadra vera.


– Il Monday Night non brillava certo per hype, ma Torino e Udinese offrono una gara vibrante e maschia, non certo povera di idee: questa sera dimostra che entrambe, appaiate a 14 punti, avevano meno punti in classifica di quanti meritassero. Vince il Toro, meritando ma soffrendo contro un'Udinese mai doma, e lo fa abbinando alla consueta “garra” qualche giocata di qualità in più: i granata riemergono dal buio dell’inaspettato stop di La Spezia e centrano la terza vittoria casalinga consecutiva, superando in un colpo solo Venezia, Sassuolo ed Empoli in una graduatoria che torna a sorridere;

- Le reti siglate sono il sunto perfetto di questa partita, che ha abbinato intensità e giocate pregevoli. Il primo gol nasce da una grande azione sull’asse Milinkovic Savic-Belotti-Brekalo, in cui i granata sono in porta con 3 soli tocchi sfruttando il gran piede del portiere serbo, la ritrovata vena del Gallo e un capolavoro balistico del fantasista croato. Il raddoppio è di stampo rugbystico, con una mischia selvaggia in cui il furore granata ha la meglio, ed esprime appieno l’atteggiamento complessivo della squadra. Gli ospiti accorciano le distanze con una punizione favolosa di Forestieri, che col suo ingresso ha rianimato la squadra, ma le speranze di rimonta sbattono però su due super parate di Milinkovic Savic nel finale;

– L’Udinese non demerita, ma soffre a centrocampo e fallisce le occasioni chiave in avanti: nei duelli sulle seconde palle Pereyra e Walace perdono spesso le battaglie con Pobega e Lukic, più intensi e fisici, ed in attacco le buone giocate di Beto, ancora una volta su livelli altissimi, non sono sfruttate a dovere. Gotti a momenti riesce a cambiare la partita negli ultimi 15’ con gli ingressi di Arslan e Forestieri, ma è troppo tardi per ribaltare il match: i friulani tornano a casa senza punti, ma la prestazione è decisamente incoraggiante. L'impressione è che si salverà senza grandi patemi, ma deve trovare più spesso quel centesimo che serve a fare l'euro;

-Il Torino domina per 70’ e vince con merito grazie alla coralità, ma la menzione d’onore stasera la meritano in 3: Milinkovic Savic, che era partito tra tanti dubbi ma è diventato decisivo sia tra i pali (almeno tre parate decisive, di cui una sul gong finale), sia come assistman; Bremer, che con il gol premia un’ennesima prestazione di sostanza; infine Brekalo, autore di un gol bellissimo e faro della manovra offensiva, e non può essere un caso che la sua assenza sia coincisa con le peggiori prestazioni granata. La vera differenza però la fa il modo di stare in campo della squadra, e in questo senso l’uomo della provvidenza è Ivan Juric: il Toro assomiglia sempre più al suo condottiero, arrembante, aggressivo e ricco di soluzioni tattiche. Se acquisisse ulteriore continuità e riuscisse a soffrir meno nei minuti finali, potrebbe esser una vera outsider?;

- Qual è il vero Belotti? Il Doctor Jekyll visto questa sera in granata o il Mr. Hyde visto in azzurro nelle ultime uscite? L’attaccante tuttofare, volitivo e decisivo visto stasera o l’ectoplasma visto mercoledì con la nazionale? Non regge la tesi del livello diverso, perché non si stava giocando una finale mondiale e l’Irlanda del Nord non sembra più strutturata dell’Udinese. La certezza è che un centravanti come quello visto stasera, che fa reparto da solo, vince ogni duello fisico, galoppa per il campo e ha lucidità per sfornare un assist decisivo, al ct Mancini servirebbe eccome: resta da scoprire quale sia la pozione magica per prestazioni come quella di stasera.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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