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3 min

- di Alessio Caria

Da Immobile a Raspadori, passando per il jolly Lucca: Italia e Mancini, cercasi gol


Gli azzurri dovranno passare dai playoff e dai gol degli attaccanti per qualificarsi al mondiale in Qatar.


Una disfatta epocale. L'Italia esce da Belfast con zero gol fatti, pochissimi pericoli creati e il biglietto d'aereo sbagliato in tasca. Ancora nessuna prenotazione per il Qatar e un misero pass per i playoff tra le mani azzurre. Quegli stessi spareggi che nel 2017 costarono la Russia e un incubo che fino a qualche tempo fa sembrava ormai quasi dimenticato. Tra certezze tattiche e dubbi di gioco e atteggiamento, a pochi mesi dal successo europeo i ragazzi di Roberto Mancini sono più che mai sotto esame. Difesa, centrocampo e, soprattutto, attacco. Gli interrogativi aperti dallo 0-0 di ieri con l'Irlanda del Nord aumentano col passare delle ore.

A secco

Quindici gol in 54 presenze per Immobile. Dodici in 41 apparizioni per Belotti. Numeri di due attaccanti simbolo dei propri club ma mai realmente riusciti a centrare la sognata continuità in maglia azzurra. Uno dei problemi endemici di una nazionale da tempo alla ricerca di quell'attaccante capace di assicurare gol e pericoli costanti per le porte avversarie.

Con l'attaccante della Lazio out per problemi fisici nelle ultime tre sfide di qualificazione ai prossimi mondiali, è stato il "Gallo" a partire titolare nel big match con la Svizzera. Ieri, poi, altri 26 minuti in campo per il granata nel tutto per tutto azzurro che, alla fine, non ha portato in realtà alcun grande assalto alla porta di Peacock-Farrell. L'ultimo gol in nazionale di Belotti risale al 28 marzo scorso, nella partita contro la Bulgaria. La stessa formazione contro cui Immobile ha realizzato la sua ultima rete ufficiale in maglia Italia il 2 settembre a pochi mesi di distanza dal centro con la Svizzera in un europeo che, nonostante l'incoronazione ad eroe di Wembley, lo ha spesso trasportato al centro della critica per la poca finalizzazione. Quasi un paradosso per chi, con la Lazio, è reduce dal titolo di scarpa d'oro 2020 e in questa stagione di A ha già toccato la doppia cifra.

Italia

Tempo

"A.A.A. bomber cercasi", allora. Fuori dalle porte di Coverciano il cartello è chiarissimo: la caccia all'attaccante del futuro è già partita. Tra Immobile e Belotti, ecco dunque una lista di terzi incomodi pronti a mettere le mani sul ruolo di 9 (oltre alle varie opzioni di falso nueve, come visto anche ieri sera Belfast).

Tra questi, il 2000 Giacomo Raspadori sembrava essere quello più avanti nelle gerarchie di Mancini. In gol contro la Lituania l'8 settembre, il giovane attaccante del Sassuolo è reduce da una stagione fatta di sei gol e tre assist con il Sassuolo di De Zerbi e dalla meritata convocazione azzurra per Euro 2020. Momenti dai quali, considerando l'unica rete messa invece a segno quest'anno in campionato, sembra trascorsa un'eternità.

Per caratteristiche tattiche e tecniche, il giocatore cresciuto nelle giovanili neroverdi rappresenta l'identikit adatto allo stile di gioco "manciniano". Una punta mobile che, tuttavia, sta ora attraversando un momento complicato. Quasi una situazione parallela rispetto a quella del compagno di club e nazionale Gianluca Scamacca, prodigio potenziale non ancora del tutto maturato tatticamente. Solo 184, finora, i minuti collezionati in A dal '99. Due, invece, i gol, entrambi messi a segno nel più classico confronto da ex contro il Genoa. Statistiche che riassumono le difficoltà nel farsi largo con continuità nella rosa di Dionisi e, di conseguenza, in quella azzurra.

Sorpresa

Raspadori, Scamacca, Kean. Giocatori nei quali Mancini crede ma che non stanno vivendo un'annata esaltante. Piccolo appunto, però. I ragazzi sono giovani, hanno qualità e si faranno (il curriculum di Kean, già affermato in ambito internazionale, parla per lui). Spesso è semplice esaltarli nei momenti positivi e affossarli quando sorgono le prime difficoltà. Ma il mondo del calcio talvolta è crudele, e il tempo per attendere risulta in fin dei conti molto poco.

Ecco allora ecco che Mancini potrebbe presto giocare una carta a sorpresa. Una sorta di mossa stile Zaniolo, insomma, convocato in azzurro ancor prima di confrontarsi con la Serie A. Il biglietto all'Arena Garibaldi per visionare Lorenzo Lucca nel match contro il Pordenone di fine ottobre è un indizio chiaro. Il ct e l'Italia del calcio sono incuriosite dal bomber di 2,02 m capace di trascinare con sei gol e due assist il Pisa al terzo posto in Serie B. L'attaccante è giovane (21 anni), ha esordito da poco con l'Under 21 (due reti in quattro partite) e ha tempo e modo per crescere in vista di un eventuale mondiale che Mancini, l'Italia e i suoi ragazzi sperano di raggiungere presto.

Pochi gol nelle sfide che contavano e il ruolo di bomber inamovibile troppo spesso lasciato vacante. L'Italia del calcio teme uno "Svezia bis" dopo il disastro di Belfast ma spera di trovare - o ritrovare - in tempo le reti dei suoi attaccanti. Da Immobile a Belotti passando per Raspadori e la possibile sorpresa Lucca. I possibili scenari nel reparto avanzato azzurro devono regalarci qualche sorpresa.

Altrimenti, sarà durissima.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Cagliaritano, classe '96. Laureato in Scienze Politiche ed ex stagista alla Gazzetta dello Sport. Pallavolista da quando ho memoria, amo i libri, i viaggi, il mare e lo sport. Raccontarlo è la mia passione.

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