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4 min

- di Riccardo Verruso

Considerazioni sparse 5a puntata (parte 2) seconda stagione "Cachemire Podcast"


Seconda e ultima parte dell'Interrail più morbido d'Europa, tra risate, imitazioni e albergatori beneventani.


- Nuova puntata di Cachemire Podcast, con cui termina l'Interrail più morbido d'Europa, toccando altri 18 paesi e parlando dei big rimasti. Questa volta si dedica pochissimo tempo all'introduzione e disimpegno iniziale, se non per fantasticare sul viaggio in Nepal di Ursula von der Leyen insieme alla sua amica pazza. In continuità con la scorsa puntata e per chiudere "la polemica tra me e il sottoscritto", possiamo gioire del fatto che in questo episodio la ragazza di Luca abbia avuto pietà di noi, limitando i suoi, sicuramente necessari, interventi per condividere il proprio prezioso punto di vista;

- Il primo paese analizzato è il Regno Unito, citato più volte settimana scorsa per il suo sfrenato colonialismo del passato che, in questo caso, non poteva che essere interpretato come conseguenza diretta del vivere in un paese ricco di pioggia e cucina di merda. Al netto dei grandi elogi per averci regalato il calcio, la miglior musica e la capacità magistrale di fare intrattenimento, Ferrario e Ravenna si lanciano in due riflessioni molto condivisibili sullo UK: la prima è che viaggiare nel Regno Unito è utile non solo per imparare l'inglese, ma anche per comprendere quanto sia molto più bello vivere altrove; la seconda riflessione è che ogni considerazione che si fa sullo UK deve necessariamente escludere Londra, città-stato a sé stante, dove si guadagna una follia, ma si spende altrettanto, come per i £7 per i proverbiali Pan di Stelle. Da segnalare, infine, il parallelismo tra il sole per gli inglesi e la neve per i romani. Si passa poi alla Grecia, i cui abitanti sono definiti come dei "pugliesi più rumorosi", così rumorosi da avere sgretolato l'eredità di "culla della civiltà occidentale" a causa del loro feta-centrismo. Davvero divertente l'approfondimento sulle somiglianze tra le inflessioni in italiano ed in greco, con annessa imitazione di un Rocco Papaleo ellenico. Sulla Croazia in quanto tale si dice poco, se non che, nonostante la condivisione dello stesso mare con la Romagna, le coste balcaniche sono meravigliose: lo stesso non si può certo dire dell'ottima melma riminese. Anche qui, notevoli intermezzi comici, come quello dei milanesi in viaggio in barca e il racconto delle vacanze delle ricche signore romane;

- Dalle verdi e frastagliate coste croate si vola a nord verso la Danimarca, nazione abitata da "i terroni della Scandinavia" e, ovviamente, grandi fan del suicidio. Ravenna ci svela una grande curiosità, per chi non lo sapesse - però vale anche per lo svedese -, che l'idioma danese condivide con il milanese il termine "tak", ma con il significato di "grazie": Luca ed Edoardo si lanciano quindi in un nostalgico sliding doors sulla carriera di Guido Nicheli come usciere. Poi, dopo un paragone tutto da capire tra Christiania e Livorno, il duo comico si conferma scatenato e ci regala l'idea, e conseguente sceneggiatura per un nuovo film, della startup "Tano", ennesimo omaggio alla napoletanità buona, come direbbe Lundini. Non sapremo mai invece il loro pensiero sull'Albania a causa di Carmelo, e per questo ci mette una pezza Tahir: un momento, forse, un po' "cringe". Sull'Ungheria, invece, non si poteva non parlare di politica e del dittatore Orban, però sempre con il giusto carico di comicità: bene il riferimento al solito Morisi e alle ipotetiche lezioni di politica del premier ungherese a Salvini, ottime invece la contrapposizione tra omertà dei tassisti ungheresi e quella dei romani, e la versione fascista di Caparezza. Ultimo contributo di estremismo europeo, infine, lo abbiamo con l'Austria, giustamente descritta, in riferimento al Lazio, come l'Abruzzo della Germania. Da segnalare senz'altro un altro aneddoto paradossale di Carmelo e un tanto doveroso quanto esageratamente specifico - quasi da risultare roba di nicchia - approfondimento sul Commissario Rex.

- Finalmente arriva il momento delle due attesissime big: Germania e Francia. Partendo dalla prima, inevitabili sono i riferimenti generali sullo spread, sul dominio economico e sul cupo passato nazista di ogni pensionato presente in terra teutonica. Dal punto di vista squisitamente comico, invece, sono da sottolineare i vaneggiamenti sulle possibili città italiane che avrebbero potuto avere un muro stile Berlino - molto simpatico il checkpoint cacio&ovo a Pescara e il bonet come valuta locale torinese -, ma soprattutto la strepitosa immagine di un possibile meeting di lavoro a Milano tra il commerciale anconetano Michelangelo e il referente tedesco per la vendita delle eliche italiane per gli aerei: Ferrario con le imitazioni si conferma proprio un gigante. Passando alla Francia, si riapre il tanto amato tema delle cuginanze europee e dell'acerrima rivalità tra due nazioni consapevoli di concorrere su molteplici settori ad eccellenti livelli. Detto questo, Ferrario e Ravenna iniziano a fare il solito loro freestyle di pregevole fattura offrendoci numerose immagini esilaranti: i due viaggiatori francesi al cospetto deli albergatori beneventani, la versione spagnola di Cachemire Podcast di Luca&Totò e, nel contesto di un futuristico esercito europeo, la coppia di poliziotti casertani ad Oslo, con annessa citazione de I Cani;

- La puntata si conclude con l'ultimo focus su alcuni stati minori, come Norvegia, Bulgaria, Islanda e gli odiatissimi Stati Canaglia. Sulla prima, non si poteva non fare un paragone tutto italiano, definendola come una Basilicata con il petrolio, e sottolineando come il costo della vita sia ingestibile. Della Bulgaria, Edoardo e Luca ci ricordano principalmente come sia il paese più povero d'Europa, anche perché basa la sua economia pericolosamente solo sullo yogurt. Infine, con gli Stati Canaglia - Lussemburgo, Monaco, Lichtenstein, Andorra e San Marino - si registrano gli ultimi due spunti comici: il primo è l'appunto su come San Marino concentri tutto sulla produzione di balestre da puntare alla guardia di finanza, mentre il secondo è un altro omaggio all'imprenditore eroe di Pomezia che non si piega alle sirene fiscali nordiche. Finisce così un bel viaggio europeo di due puntate, durante il quale Edoardo Ferrario e Luca Ravenna tornano a fare comicità con il solo ed unico scopo di farci ridere forte, senza alcuna particolare velleità didascalica o divulgativa, aspetti che avevamo riscontrato parzialmente nei due precedenti episodi.

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