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- di Esperanto Sportivo

Considerazioni sparse su “Roger Federer. La biografia definitiva”di René Staufer


Il libro racconta la storia del campione svizzero e ripercorre tutti i momenti salienti della sua lunga carriera, facendoci vivere un’esperienza a trecentosessanta gradi sul modo ossessivo e minuzioso con cui Roger è diventato una leggenda vivente del tennis.


- Dietro ad ogni campione, si nasconde l’operato di un bravo allenatore. Con Federer, questa affermazione non può essere considerata valida. Nel giro della sua lunga carriera, Roger ha cambiato un allenatore in media ogni due anni, mantenendo un ritmo simile a quello del Genoa di Preziosi o del Palermo di Zamparini. Con l’unica grande differenza che lui i titoli li ha continuati a vincere. Palermo e Genoa non hanno mai iniziato a farlo;

La grinta di Re Roger

- Il suo rientro nelle competizioni tennistiche, dopo il forfait del 2016, sembrava quello di Micheal Jordan in NBA del 1995. Un forfait più breve, quello dello svizzero, che però condivide lo stesso scopo: ritornare ad avere una buona forma per poter affrontare al meglio tutte le competizioni ufficiali. Tanto riuscito il ritorno di Re Roger, che lo ha portato addirittura a vincere il premio per il miglior rientro dell’anno. Un premio non ancora presente tra quelli proposti dall’NBA;

- La Svizzera avrebbe potuto contare su un’ottima punta, se Federer non avesse deciso di dedicarsi al tennis: da giovane Roger era un ottimo attaccante che giocava al Concordia. Con lui in campo, la Svizzera - forse - avrebbe avuto più fortuna agli Europei. Invece, si è innamorato della pallina gialla che lo ha portato a diventare lo svizzero più importante della storia. I suoi punti, frutto di tecnica e precisione, sono ancora oggi un evento raro da trovare. Nemmeno Guglielmo Tell poteva considerarsi tanto decisivo. Nonostante la tradizione tennistica elvetica abbia potuto vantare su buoni tennisti, come Martina Hingis e Stanislas Wawrinka, Federer sarà l’unico a rimanere immortale nei secoli a venire;

Federer esulta per la sua unica vittoria al Roland Garros (2009)

- Roger Federer è come Javier Zanetti. Uomini in grado di riscrivere la storia a età avanzate, accomunati da una straordinaria forza di volontà sia nei propri allenamenti sia nel migliorare il proprio sport. Due uomini sempre predisposti a cercare un dialogo con i tifosi, così come nell’aiutare le associazioni benefiche di tutto il mondo con iniziative come Match for Africa e la Fundaciòn Pupi. Leggende dentro e fuori dal campo, impegnate a rendere il loro sport il migliore possibile anche per le generazioni future;

- Djokovic, Nadal, Federer sono un trio irripetibile nella storia di ogni sport. Tre uomini in grado di superarsi in ogni cosa per dimostrare agli altri di essere il più forte sul campo. Ogni nuovo record è motivo di invidia per gli altri. Per stare dietro ai loro continui successi, serve un pallottoliere. Se per il momento Djokovic, Nadal e Federer sono tutti alla pari, avendo tutti conquistato venti slam a testa, per le interviste c’è sempre stato un unico vincitore: Roger Federer. Le sue interviste durano in media più delle altre, perché in queste si esprime in tedesco ma anche in francese, contro il serbo di Nole e lo spagnolo di Rafa, dimostrando il suo essere cosmopolita. Lo svizzero risulta non a caso essere, dopo Nelson Mandela, l’uomo più apprezzato nel mondo in un vasto studio del Reputation Institute.

Domenico Barbato

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