Logo sportellate
, 9 Novembre 2021

DAZN: money for nothing


In un martedì autunnale piovoso, lavorativo e con davanti la prospettiva dell'ennesima sosta per le nazionali "Il Sole 24 ore" riferisce che DAZN non permetterà la "concurrency": due utenti con lo stesso abbonamento, non potranno vedere le partite da due device lontani e diversi fra loro. È la goccia che fa traboccare il vaso.


Sbarcato nel 2018 in Italia, DAZN ha iniziato a trasmettere la Serie B, salvo poi acquisire, nello spazio di due anni, tutti i diritti per la trasmissione della Serie A, ma non solo.

Come ben sappiamo, se nella scorsa stagione calcistica pandemica ogni e qualsivoglia partita la si poteva trovare su Sky Italia, con la primavera 2021 si è assistito alla frammentazione e alla spartizione dell'assegnazione dei diritti televisivi tra Infinity (gruppo Mediaset), Amazon (gruppo Bezos) e, per l'appunto DAZN (gruppo controllato da Access Industries Inc., multinazionale statunitense che, per capirci, possiede Zalando, Warner Music Group, Deezer e anche parte di BBC Worldwide).

Qualcuno avrà pensato che si fosse finalmente spezzato il monopolio del gruppo di Murdoch. Che si fosse spalancata la porta alla concorrenza, esultando per la rottura delle catene della schiavitù dal caro, vecchio tubo catodico o da installazioni satellitari complesse. In parte vero, ma chi esultava non considerava il lato oscuro della vicenda: il digital divide.

Dal Rapporto Bes (Benessere Equo e Sostenibile), emerge che nel 2020, in Italia, il 66,7% delle famiglie dispone dell’accesso ad Internet da almeno un pc, registrando un incremento dell’1,6% rispetto al 2019 (dovuto anche alla necessità della DAD dovuto alla pandemia virale). Il Rapporto Istat “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi” conferma e dimostra che un terzo delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet in casa e una connessione internet.

Stando al Sole24ore, sono 4,3 milioni gli italiani senza ancora una connessione di rete. Un nuovo rapporto del Censis, in collaborazione con Lenovo, calcola complessivamente 22,7 milioni di italiani che lamentano qualche disagio di rete in casa e ben 13,2 milioni dichiarano di avere connessioni domestiche lente o malfunzionanti.

Ed ancora, 9 milioni di italiani riscontrano difficoltà con le piattaforme di messaggistica istantanea, 8 milioni con la posta elettronica, altrettanti con i social network e 7 milioni con la navigazione sui siti web e con le piattaforme che consentono di vedere in streaming eventi sportivi. 5 milioni non sanno eseguire un pagamento online e 4 milioni non hanno dimestichezza con l’uso delle app e delle piattaforme per le videochiamate e i meeting virtuali.

E fin qui, quale colpa ha però DAZN? Nessuna direte - giustamente - voi. Forse, alla luce di questi dati, avrebbe dovuto spingere la Lega Calcio e la Serie A a obbligare DAZN a trasmettere anche su di un canale televisivo classico così da azzerare, per suo conto, questo divario digitale. Il Calcio rimane pur sempre lo sport per eccellenza come seguito.

Passiamo però a coloro che hanno una buona connessione internet e sanno correttamente utilizzare il web e gli strumenti digitali.

Ecco, questa restante parte, è da inizio stagione che - causa servizi offerti da DAZN - si è dovuta spesso confrontare con pesanti problemi di trasmissione, comportanti interruzioni e rallentamenti nella visione regolare della partita.

La questione è stata portata addirittura in parlamento dove è stata aperta un’istruttoria su DAZN. Un'indagine che ha messo sotto la lente d'ingrandimento l'azienda: sia per la rilevazione dei dati d’ascolto sia per la qualità del servizio erogato.

La questione è divenuta spinosa e riguarda anche Tim, che in base all’accordo con DAZN, fa da Telco all’applicazione per la trasmissione delle gare di A.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha ricevuto il dossier DAZN sul proprio tavolo. Gli è stato chiesto di fornire garanzie al mercato, di convocare un tavolo tecnico permanente sulla rete per il calcio in streaming e di attribuire «ad Agcom, attraverso idonei interventi legislativi, poteri per l’adozione di tutte le modalità tecniche e gli investimenti in grado di scongiurare che l’eventuale sovraccarico delle reti possa bloccare o rallentare il traffico dei dati, compromettendo lo svolgimento di servizi essenziali».

La situazione, oggi, dopo aver toccato l'apice con la messa in onda di Forum durante una partita della Juventus, sembra essere un pelo migliorata, ma ancora c'è un sacco di gente a cui funziona male il servizio ed ancora un sacco di partite si vedono in bassa qualità.

No, non siete su "Scherzi a Parte"

Di conseguenza, non è possibile che nel bel mezzo della stagione e dopo i tanti problemi avuti dagli abbonati, si decidano di cambiare le regole del gioco a sfavore degli abbonati stessi. L'idea del broadcaster (che sembra più di un'idea) di stoppare la "concurrency" e non permettere più la visione delle partite con un unico abbonamento su due diversi device, è oggettivamente un pugno nello stomaco nei confronti dei clienti della stessa DAZN, che tanto hanno e stanno sopportando.

La salmodia del "la pirateria uccide il calcio" appare sempre più compromessa e vacillante, anche agli occhi di chi ha visto nel pagamento delle piattaforme, siano essere streaming o satellitari, il canale preferenziale per usufruire della propria passione calcistica. Lo sport è diventato contenuto e prodotto da vendere a caro prezzo e ad ogni costo, ma ci deve essere un limite: non è possibile che se io voglio vedermi la partita in ufficio e mio fratello a casa, si debbano pagare 60 euro.

"No al calcio moderno, no alle pay tv", veniva scandito sugli spalti una decina di anni fa. "Questo calcio di fa SKYfo" recitavano pezze presenti sui gradoni degli stadi italiani. Ebbene, l'incubo della definitiva gentrificazione della passione si sta, passo dopo passo, materializzando. Senza scossoni o strappi decisivi...

Un passo alla volta. Assuefacendo il tifoso.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

pencilcrossmenu