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, 7 Novembre 2021

Considerazioni sparse post Venezia-Roma (3-2)


Un match spettacolare si chiude con la Roma sempre più alla deriva.


- 5 sconfitte nelle prime 12 gare di A disputate, alle quali va aggiunta la clamorosa imbarcata contro il Bodo. Il KO odierno arriva nonostante la miglior prestazione offensiva stagionale (10 tiri in porta, 27 tiri totali), subendo un’incomprensibile rimonta contro una neopromossa, a testimoniare che i problemi della squadra sono tanti. La Roma rischia di entrare già a novembre nella fase psicodramma;

- Mourinho cambia, data anche l’assenza di terzini sinistri, e propone una sorta di 3-5-2, con Karsdorp ed El Sharaawy a tutta fascia e Kumbulla (0’ fin qui in A) a completare il terzetto difensivo. Il faraone è uno dei più ispirati, ma sembrano giovare del cambio di modulo anche Veretout -con meno campo da coprire alle spalle e più licenza di offendere- e Abraham, molto più nel vivo col supporto ravvicinato di Shomurodov. La Roma sembra in controllo, ma nel corso della ripresa le certezze si sbriciolano, fino al beffardo epilogo finale;

- Il Venezia segna all’alba del match con il redivivo Caldara, la Roma la ribalta al tramonto nel primo tempo con Shomurodov e un ritrovato Abraham. Bisogna essere sinceri, se la Roma avesse concretizzato l’enorme mole di occasioni costruite, soprattutto sull’1-2, i giudizi sarebbero stati diversi. La fotografia perfetta dell’incontro è il salvataggio in rovesciata sulla linea di Haps, che impatta il pallone ad altezze fin qui note solo a Cristiano Ronaldo. Il Venezia però ha il merito di non perdere la bussola nemmeno nel bel mezzo della tempesta, fino al ribaltone. Su tutti commovente la prova di Haps, con Aramu gioca una gara semplicemente deliziosa;

- La squadra di Zanetti, che solo qualche mese fa costituiva anche per gli addetti ai lavori una grande scommessa piena di nomi esotici, è già una bellissima realtà. A chi si domanda perché alcune “piccole” non ricorrano al catenaccio, o ancor di più si ostinino ad utilizzare la vituperata costruzione dal basso, invitiamo ad osservare la fluidità e il set di movimenti offensivi dei lagunari, capaci di segnare 3 gol e prendere 2 pali contro un’avversaria con ben altre ambizioni e un budget decisamente superiore. La scelta del velocista Okereke come centravanti è perfetta e paga i suoi dividendi sul 3-2, ma è tutto il sistema a funzionare benissimo, nonostante una difesa spesso in sofferenza;

- Oltre al già citato Abraham, nella Roma bene anche Pellegrini e il moto perpetuo Karsdorp. I difensori centrali, Mancini compreso, si confermano troppo discontinui e non all’altezza di un certo tipo di ambizioni. Una volta arrivato il 2-2, su un rigore che sarà fonte di altre polemiche, i cambi di Mourinho sembrano privi di una qualsivoglia logica contribuiscono ad alimentare il caos, con una fase difensiva completamente allo sbando e una miriade di giocatori offensivi a pestarsi i piedi nell’area avversaria. Le idee latitano, l'organizzazione pure, e sembra che il tecnico non abbia ancora trovato la quadra a livello tattico. La pausa nazionali è una benedizione, ma nascondere la polvere sotto il tappeto servirà a poco.

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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