Logo sportellate
, 7 Novembre 2021

Considerazioni sparse post Lazio-Salernitana (3-0)


La continuità è servita: benvenuti nel primo atto della Lazio sarriana.


- Aprire le porte dell'Olimpico è come poter guardare la Cupola di San Pietro dalla serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta: in mezzo al caos, soprattutto mediatico dovuto ai fatti legati da ultimo al divieto della trasferta di Marsiglia, si riesce a vedere un'infinita bellezza;

- La squadra ha finalmente trovato continuità, il gioco di prima è divenuto consuetudine, le occasioni da gol sono all'ordine del minuto. La palla corre e suda, i giocatori molto meno. I dettami tattici sono entrati nelle teste dei giocatori che, finalmente, paiono essere usciti dal tunnel inzaghiano. La Salernitana non è solo uno sparring partner, anzi. Prova a dettare il gioco ispirati da un Ribery in forma mentale e fisica. Il divario tecnico, però, è enorme e il campo lo dice chiarissimo, tanto che il finale appare anche troppo stretto in termini numerici;

- Colantuono prova a dare brio alla sua manovra con una girandola di cambi nel secondo tempo senza, però, cambiare il risultato finale. Sarri mantiene la formazione invariata ma, del resto, perché cambiare? Va notato che le discussioni in termini tattici sono costanti durante tutto l'arco della partita ed emblematica della voglia di crescere ed approfondire i movimenti corretti è la discussione che durante tutto il primo tempo tiene banco tra Savic e Sarri, prima, e Martuscello poi. L'idea di calcio vuole crescere e non limitarsi;

- Luis Alberto pare un altro giocatore nuovo soprattutto in fase difensiva. Per chi guarda la Lazio costantemente la sua applicazione è da strabuzzare gli occhi. Immobile supera il record assoluto di Piola siglando il 161esimo gol in maglia biancoceleste. Savic si diverte e, va detto, ogni tanto eccede in qualche leziosissimo di troppo. Hysaj concentrato come tutta la difesa, senza sbavature. Pedro segna, corre e si muove in continuazione;

- Simy non punge e non incide, come fece due anni fa col Crotone sempre a Roma. Ribery faro illuminante del nuovo corso di Colantuono. Il resto della squadra si applica e ci mette anima e cuore ma, va detto, manca spessore tecnico benché non sono queste le partite dove raccogliere punti in clima salvezza. Djuric si impegna molto e coglie una traversa ma poi, non servito, si spegne.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

pencilcrossmenu