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2 min

- di Francesco Paissan

Considerazioni sparse post GP del Messico


Ovvero, del Gran Premio in cui ci rendiamo conto che vorremmo avere la faccia tosta di Bottas, l'ottimismo di Perez e i freni della Red Bull.


- Verstappen esegue semplicemente una staccata ai limiti delle possibilità umane e meccaniche (soprattutto meccaniche), disegna uno strepitoso arcobaleno e, già dopo la prima curva, prende il comando del Gran Premio del Messico, non mollandolo più fino alla bandiera a scacchi. La leadership dell'olandese in campionato è sempre più solida, anche grazie a weekend di questo genere. Magari deludente al sabato, alla domenica si trasforma in un animale da corsa spietato quanto maturo. Dunque, secondo successo nell' "on the road" in terra americana ed ennesima prova di forza per Max. Che sia già tempo di conto alla rovescia?;

- Vincere un GP è diventata, per Verstappen, una piacevole routine, così come per Perez il raggiungimento di un posto sul podio. C'è, tuttavia, una emozione diversa nel salire sui tre scalini più importanti del fine settimana di fronte al proprio pubblico, animato e chiassoso come solo un popolo generoso come quello messicano sa essere. E' lui, "Checo" Perez ad essere il re della festa, autore di un inseguimento al Re con la r maiuscola durato 71 giri. C'è persino un momento in cui suggerisce, via team radio, al muretto di far rallentare Verstappen per favorire la sua rincorsa su Hamilton. In quel momento il messicano provoca un'ingenua tenerezza per quella richiesta così evidentemente assurda; eppure, anche quella sembrava lecita nel giorno di "Checo";

- Il Re, quello legittimo, quello che viene dalla Gran Bretagna non avrà una facile serata. Per Hamilton arriva un secondo posto strappato con le unghie e con i denti, sporcandosi le mani contro Perez e un intero autodromo che tifa contro. Verstappen è, ad oggi, un avversario troppo difficile da superare già solo con le proprie forze, figuriamoci se ci si mette di mezzo pure uno scellerato compagno di squadra. La corsa al titolo da pari a pari con l'olandese finisce, probabilmente, oggi. Adesso inizia un altro tipo di corsa, quella da principale inseguitore e da non favorito. Per uno abituato a dominare è tutta un'altra vita;

- C'è una lucida follia nelle azioni di Bottas, ormai deciso a fare tutto il possibile per convincere la Mercedes a stracciare il suo contratto ma senza esagerare. In che modo ci sta riuscendo? Pole al sabato e potenziale possibilità di aiutare il compagno di squadra che parte secondo. Alla partenza, però, oltre a partire male sembra addirittura ostacolare Hamilton, lasciando un portone aperto alla sua sinistra all'avanzata di Verstappen. Dopo essere rientrato subito ai box (incidente con Ricciardo) la sua gara riprende ma diventa assolutamente anonima, almeno fintanto che non sopraggiunge l'ordine di nuovo rientro ai box per strappare l'ultimo giro all'olandese, cosa in cui riesce solo all'ultima tornata prima della bandiera a scacchi. Valtteri, tutto ok?;

- Gara a due volti per la Ferrari: meglio Leclerc nella prima metà di gara, meglio Sainz nella seconda. L'obiettivo del GP, quello di fare il possibile per attaccare Gasly, rimane inatteso ma la Rossa riesce a garantire una competitività abbastanza alta da permettere ai suoi due piloti di ottenere i punti decisivi per il sorpasso su McLaren in classifica costruttori.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1997 a Udine e cresciuto, come tanti, inseguendo un pallone con alterni successi. Studente (ancora per poco), difensore in una squadra di bassa categoria in Friuli, difficilmente esiste uno sport che non apprezzi. Segue con grande passione il mondo dei motori e la F1, il carrozzone più famoso al mondo. Oltre allo sport tanto cinema (Lynch grazie per tutto) e qualche buon libro, il tutto innaffiato da un buon vino friulano.

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