
Considerazioni sparse post Juventus-Fiorentina (1-0)
E alla fine arriva Juan.
- Juan Cuadrado riemerge dallo stato di apatia che lo aveva colpito negli ultimi due mesi e prende per mano la Juventus, conducendola verso una vittoria insperata, a tratti quasi inimmaginabile, visto il vuoto cosmico fatto vedere dai bianconeri per più di un’ora di gioco;
- È una vittoria pesante (più per il morale che per la classifica), maturata grazie alla forza della disperazione finale che ha attanagliato tutta la rosa bianconera, ribellatasi all’idea di non vincere la partita. La Juve parte con la rabbia giusta, ma si deprime presto e si rintana con malinconia e paura nella propria metá campo. La Fiorentina fa qualcosina in più soprattutto nel finale di primo tempo, ma non brilla quanto avremmo atteso e si ritrova anzi a speculare troppo sul pareggio, anche prima della decisiva espulsione di Milenkovic. Nel finale Chiesa e Cuadrado suonano la tromba degli assalti e alla fine la palla entra, nel più tradizionale dei cortimusi;
- È peró una vittoria che onestamente non porta con sè particolari segnali positivi, a parte la buona reazione caratteriale e una tenuta difensiva eccellente (De Ligt ha stravinto il duello con Vlahovic e anche il redivivo Rugani ha fatto bene). Palla al piede la squadra di Allegri ha mostrato la solita timidezza e pochezza di idee, complice un pomeriggio storto di Dybala. La Juve ha costruito poco e lo ha fatto con enorme fatica, appellandosi sempre o alle giocate del singolo o alle sgasate in ripartenza di McKennie, l’unica nota positiva dal buco nero in cui si è infilata la Juve nelle ultime due settimane. Il collettivo latita, Morata continua ad offrire prestazioni inaccettabili e i problemi rimangono intatti. Uno su tutti. Perchè Chiesa gioca così lontano dalla porta? Inspiegabile. Avanti Max, più coraggio. È un delitto vedere un giocatore simile sfiancarsi tanto in ripiegamento;
- La Fiorentina ha giocato una partita ordinata, equivalendo la Juventus per oltre un’ora di gioco, mostrando fiducia e sicurezza. È peró mancato un po’ di coraggio. L’espulsione ingenua di Milenkovic ha poi cambiato il finale della partita, visti anche gli ingressi tremebondi di Igor e Nastasic. La Viola chiude allora con qualche rimpianto, una Juventus così fragile era da azzannare con più cattiveria. L’anno scorso Italiano con lo Spezia venne a Torino più spavaldo;
- Questa vittoria presenta qualche analogia con un famoso Juventus Torino dell’ottobre del 2015, una delle vittorie più importanti della Juventus di Allegri. Anche allora la squadra brancolava in un buio pesto tecnico e di risultati. Il gol di Cuadrado sul gong, subentrato allora come oggi, diede il via ad una cavalcata inarrestabile. È difficile immaginar che questa Juventus possa avere nelle corde quanto fece quella Juventus. La cabala peró oggi ha teso una mano verso questa squadra e sappiamo quanto Allegri sia quasi mistico nell’interpretare e nel credere in certi segnali. Adesso la Juve deve aiutarsi da sola e ripartire. Quanto visto stasera non basta per essere ottimisti.
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