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4 min

- di Jacopo Patrignani

Considerazioni sparse post secondo live X Factor 2021


Era l'autunno del 2021 e nessuno avrebbe mai pensato di vedere la Juventus perdere per due partite di fila in campionato o X Factor annoiare per due live di fila.


- La seconda puntata di X-Factor comincia con un'ammissione di colpa dell'host Ludovico che sommessamente e con sobrietà avvisa noi e tutto il pubblico che "oggi comincia la gara vera e propria" e ce lo ricorda pure il primo giudice a proferire parola, Mika, che ribadisce "sì, sappiamo che questa settimana comincia la gara" a sottolineare quanto la prima puntata con quella sequela di inediti scialbi, i giudici mansueti come agnelli (l'animale non Manuel) e nessuna eliminazione fosse stata un buco nero d'intrattenimento. Oggi però si fa sul serio: ci sono le cover, salta il primo concorrente e questo porterà anche i giudici ad esporsi. Una corrente profetica dei nostri tempi si ripeteva il mantra andrà tutto bene e ce lo ripetiamo tutti anche noi questa sera ed invece...;

- Invece, i cliché. L'eterno ritorno dei cliché nella quindicesima edizione di X Factor che rendono lo show prevedibile come qualsiasi stagione che non sia la prima di Stranger Things; poi, capiamoci, uno show di intrattenimento del genere non deve inventarsi nulla e vive di citazionismi e di ammiccamenti vari ma il pregio del talent di Sky era quello di confezionarti un prodotto abusato facendotelo passare come qualcosa di fresco o, addirittura, a volte, di rottura. Quest'anno, invece, citano male o citano correnti musicali irrilevanti tipo Le Endirigo in apertura che fanno una cover College Punk di "A far l'amore comincia tu" che sembrano i Vanilla Sky che fanno a cover di Umbrella. Cose che conosce chi era al liceo nel 2007 e che, giustamente, non sono sopravvissute oltre. O ancora, i Karakaz che fanno "Sexyback" in salsa grunge: wow, un mix mai sentito! Come nessuno aveva mai sentito l'ennesima interprete come Vale LP che fa quella dura, quella forte che quando urla gratta la gola perché queste sono notti magiche e noi siamo tutti la Berté;

- Peggio, la tabula rasa dei pezzi originali. Perché non c'è nulla che suoni peggio di una cover che sorvoli sullo spirito del pezzo originale e la seconda puntata di X Factor ha un paio di picchi imbarazzanti da questo punto di vista; tipo Fellow con "Sign of the Times" è riuscito a rendere una canzone pop bellissima ed antica, quella del momento Leonardo Di Caprio di Harry Styles, il suo statement con cui ha smesso di essere l'idolo delle ragazzine ma una cosa seria, un act piatto e mono nota che lava via con un colpo il vissuto e la voglia di rivalsa che si porta appresso il pezzo dell'inglese. Peggio ancora i Mutonia che trasformano un capolavoro industrial come "Closer" in un pezzo garage rock da festa di natale del Liceo Scientifico: quello che faceva Reznor in "The Downard Spiral" era raccontare una rabbia disumanizzata, sporca e, talvolta, sessuale completamente alienata da qualsiasi empatia che si sposava bene con i suoni incazzati ma ripetivi da catena di montaggio dei brani mentre qua c'è qualcosa di molto più superficiale, cioè la voglia di urlare e di spakkare. Sicuramente è da lodare la volontà di portare queste pietre miliari al grande pubblico ma si potrebbe fare molto, molto, meglio;

- Non è poi neanche tutto da buttare, eh. Erio ancora si salva con una cover matrioska di "Limit to your Love" di James Blake che a sua volta altro non era che una cover di Feist; portare un brano di una delle voci più riconoscibili, emozionanti ed emozionali dei nostri tempi poteva essere un po' un boomerang ma, tutto sommato, diciamo che non è uscito con le ossa rotte ma con le ginocchie sbucciate che pare un insulto ma, visto che portava la cover di un interprete come Blake, è una bella paccata sulla spalla. Baltimora vestito da Frollo del Gobbo di Notre Dame, pure, non sfigura con la cover di "Parole di Burro": lui è un furbo che ha capito la sua ricetta, cioè "canto trascinandomi un po' le parole nella strofa per farti capire che soffro ed urlo nel ritornello per farti capire che soffro tantissimo", e la ripete fino allo sfinimento ma funziona e fa bene. Versailles, poi, in una stagione in cui tutti urlano, ha il pregio di farlo in maniera un po' più convincente degli altri; per quanto la sua "Fantasma" sia un esibizione monca, l'artista nella squadra di Hell Raton rimane l'unico con Erio a portare ad X-Factor un cliché fresco. Coraggiosissimo, però, portare una band come i Linea 77 ad X Factor;

- I Giudici sono ancora pacatissimi nei loro commenti ed il massimo che ci concendono sono quelle mezze critiche preconfezionate tipo: una serie di complimenti a caso seguita da un "manca le emozioni" detto tra i denti, oppure quei "ancora non ho capito se sei" seguiti da una critica sincera "oppure se sei" seguiti da un complimento falso. Si sbottonano solo con i condannati all'eliminazione, cioè i Westfalia con cui vanno un po' più pesanti ma unicamente perché era palese che sarebbero usciti loro fin dalla prima nota della loro "Hey Ya!": così tanto palese che sto scrivendo questo commento alla loro uscita nella pubblicità che precede il loro ultimo scontro con Versailles. Per chi ci ha seguito dalla scorsa puntata sa che li avevamo eletti come migliore band ma più per demeriti altrui: un r'n'b un po' troppo preciso ed asettico ed anche un po' artefatto nella resa, tipo un Anderson Paak da "Tale e Quale Show". Di certo non erano tra i papabili vincitori del programma e, soprattutto, giusta la scelta dei giudici di preferire a loro Versailles che ancora potrebbe avere qualche storia da raccontare nel programma e qualche band crossover dimenticata da citare.

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