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2 min

- di Nicola Balossi

Considerazioni sparse post Sinner-Alcaraz (6-7 5-7)


Sul cemento lento di Parigi-Bercy va in scena il primo capitolo di una saga che promette bene.


- Jannik vuole lasciarsi alle spalle le scorie di Vienna, dove ha dominato in lungo e in largo prima di spegnarsi a un passo dal traguardo durante semifinale. La partenza lanciata sembra certificare questa volontà, poi la tensione si impadronisce del rosso di San Candido, che paradossalmente sembra soffrirne più dell’avversario, nonostante i due anni di esperienza in più che ne fanno il favorito del match. Progressivamente Sinner si scioglie e si scuote ma non appare mai del tutto tranquillo;

- Carlos, dal canto suo, usufruisce del bonus underdog e ci sguazza alla grande. Gioca spigliato e leggero, comanda gli scambi senza paura, anticipa in risposta, spara vincenti da ogni dove, attacca la rete una naturalezza disarmante: i colpi conservativi non fanno parte del suo corredo genetico. La sua capacità di alternare sportellate e ricami è strabiliante; Jannik è meno raffinato ma sta al gioco e concorre allo show con le sue stoccate da fondo. Anche dal punto di vista difensivo Alcaraz è un fenomeno: i suoi recuperi prodigiosi respingono al mittente ogni minaccia e fargli punto è un’impresa;

- Servizio. Ne abbiamo parlato tanto e ne abbiamo parlato male, perciò parliamone di nuovo. Oggi abbiamo intravisto quello che questo colpo può dare a Jannik. In una partita difficile, passata a rincorrere un avversario in benzina, Sinner deve ringraziare la battuta se il primo parziale arriva al tiebreak e se il match evita di trasformarsi in una mattanza nella fase iniziale del secondo (sei palle break salvate, quasi tutte grazie alla prima e in qualche caso anche a una seconda coraggiosa). L’immagine di un uomo (ragazzo) che cammina su un cornicione può essere leggermente drammatica ma rende bene l’idea del secondo set di Sinner. Insomma è San Servizio a cavare d’impiccio nei momenti peggiori ed è sempre San Servizio a concedere quei pochi momenti di respiro;

- Tiebreak maledetto. Bisogna dirlo: la dea bendata ci mette del suo con due nastri che sorridono all’iberico e una stecca che si trasforma in un lob vincente. Tre punti pesano parecchio nell’economia di una tiebreak, Carlos giustamente si scusa, dopodiché conclude l’opera con altri quattro punti sopraffini e si conquista un set che tutto sommato si era meritato anche prima;

- Adesso Torino si allontana. Inutile fare i conti finché gli avversari sono in gara, ma Jannik andrà a Stoccolma la settimana prossima a tentare il tutto per tutto. Ora la delusione è forte ma occorre lasciarsela alle spalle e osservare la faccenda da una certa distanza. C’è tanto tempo davanti e abbiamo la netta impressione che questi due ragazzi – che si erano già affrontati nel 2019 al Challenger di Marbella con vittoria di Alcaraz – si incroceranno tante altre volte, e forse la posta in palio sarà ben più alta in futuro. 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nicola Balossi Restelli, annata 1979, vive a Milano con una moglie e tre figli e si divide tra scrittura e giardinaggio. La sua insana passione per lo sport ha radici pallonare e rossonere, anche se la relazione più profonda e duratura è stata quella con la palla a spicchi, vissuta sui parquet (si fa per dire) delle minors milanesi dagli otto ai quarant’anni, quando ha appeso le scarpe al chiodo. Gravemente malato anche di tennis e di Roger Federer, ne scrive talvolta su https://rftennisblog.com/.

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