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fantacalcio
, , 2 Novembre 2021

Considerazioni sparse sul Fantacalcio post 11a giornata di Serie A


Dici fantacalcio e immediatamente pensi a loro, i bomber: quelli che con i loro +3 hanno l'onere di portare a casa la giornata o di salvare il salvabile se tutto va male. Chi conosce bene questo gioco sa bene che non è sempre così, anzi. Tuttavia, l'ultima giornata ha rimesso proprio loro al consueto posto, in copertina.


- Si è conclusa una settimana matta in cui, in tre partite di campionato, Giovanni Simeone ha addirittura centrato il bersaglio ben sei (!) volte: se la cabala (nuovo duello contro Reina con Sarri in panchina) poteva "giustificare" l'exploit di domenica scorsa, la doppietta contro la Juventus coglie decisamente tutti di sorpresa. E se Emanuele Atturo si chiede se per caso stia divenendo addirittura un cecchino, noi più umilmente ci chiediamo se mai sia diventato un affidabile bomber casalingo, un must quando si gioca al Bentegodi, da schierare sempre sempre quando il Verona è impegnato fra le mura amiche. P.S.: se c'è qualcuno fra voi che leggete ad essere riuscito a godere dei gol del cholito, sei pregato di contattare il sottoscritto e spiegargli come si fa;

- Non c'è però solo Simeone: la giornata numero undici (quella in cui per definizione devono succedere cose strane) ha segnato la riscossa di diversi bomber che finiscono di prepotenza in prima pagina. Il sempreterno Ibrahimovic ci ricorda come la vita possa davvero iniziare a quaranta anni, decidendo il big match contro la Roma, Vlahovic e Belotti che decidono in contemporanea di metterci alla berlina trovando il primo una tripletta e un gol su azione che mancava da tanto tempo, il secondo mettendo il punto sulla sfida alla Sampdoria e raggiungendo quota 100. Sperando ovviamente che questo non induca il Gallo a chiedere la pensione anticipata...;

- L'altra faccia della medaglia, con tutti questi gol segnati, sono ovviamente difensori e portieri che, al contrario, hanno vissuto una giornata assolutamente dimenticabile: chi puntava sulla nota solidità delle squadre di Mourinho ora inizia a farsi qualche domanda, pur ritrovandosi in buona compagnia (è qui che parliamo di musetti troppo corti che non riescono a far capolino?). Il rosso rimediato da Koulibaly poi, specialmente se valutiamo la partita, ampiamente in controllo dalla solita efficientissima retroguardia partenopea, è segno che anche i ricchi piangono e gli imprevisti sono sempre in agguato;

- E ora passiamo alle dolenti note: Lautaro Martinez, dopo un avvio a dir poco sorprendente, pare essersi incartato. Cinque gol in dieci partite totali sono pur sempre un bottino di livello assoluto, ma se consideriamo le quattro giornate a secco, con addirittura due panchine iniziali di cui una concretizzatasi in un s.v., le preoccupazioni di chi ha speso una cifra considerevole per il bomber dei campioni in carica sono legittime. Nulla di serio di cui preoccuparsi, secondo l'opinione di chi scrive: momenti di appannamento naturali nel corso di una lunga stagione di un bomber sudamericano, costretto anche a diversi voli transoceanici durante la stagione che, giocoforza, finiscono per influire sulla brillantezza fisica e la lucidità, prima o poi;

- Chiudiamo su una delusione abbastanza cocente di questa stagione: l'annata appena trascorsa ha fatto risalire Soriano nelle gerarchie, che da colpo low-cost di sicuro rendimento lo ha trasformato in un pezzo relativamente pregiato nei roster di centrocampo. E a buona ragione, visto che dopo i numeri dell'anno scorso era praticamente impossibile nascondersi ulteriormente. Quest'anno però il piatto langue: dopo 9 partite giocate, un campione ridotto ma sufficiente per stilare un primo bilancio, i bonus sono praticamente assenti, ad eccezione di un misero assist, con già due rossi all'attivo e una fantamedia del 5.44 che non suggerisce davvero nulla di buono. Lo spettro che la scorsa stagione sia stata un enorme bluff, o quantomeno la stagione in cui al centrocampista italiano nato in Germania sia riuscito tutto bene, inizia pian piano a prendere forma.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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