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, 31 Ottobre 2021

Considerazioni sparse post Fiorentina-Spezia (3-0)


Dusan Vlahovic è di un'altra categoria.


- La Fiorentina dopo l'opaca sconfitta contro la Lazio ritrova non solo la vittoria, ma la sua identità, la bontà del lavoro di Vincenzo Italiano, e l'allucinante qualità di Riccardo Saponara e soprattutto Dusan Vlahovic. Il serbo schianta lo Spezia di Thiago Motta con una tripletta, in una gara dove sul lungo è stato determinante il gap qualitativo tra i liguri e i toscani;

- Italiano, sempre con le rotazioni sul taccuino e alla ricerca di soluzioni per superare certe difficoltà in fase di rifinitura, rinuncia alla fisicità di Duncan per dare ancora spazio a Castrovilli, con Bonaventura e Torreira a completare il terzetto di centrocampo. Il numero 10 viola, apparso in ritardo all'Olimpico nell'ultimo match, oggi sfoggia un'ora abbondante di qualità, azzardando giocate (riuscite) sintomo di ritrovata fiducia e, si spera, di un ritorno alla migliore condizione fisica. In avanti con sempre assente Nico Gonzalez, Callejon va in panchina per Saponara schierato a sinistra e Sottil dirottato a destra. L'ex Spezia, giocatore ormai povero di esplosività ma sempre capace di giocare a testa alta con grandissima eleganza, come a Cagliari si dimostra in palla, tra le altre inventando con un meraviglioso colpo di tacco il 2-0 viola;

- Altra multipla per Vlahovic, che apre le danze tornando a prendersi la responsabilità dal dischetto e le chiude finalizzando due stupende azioni corali della Fiorentina. L'attaccante, che continua ad essere al centro del calciomercato, sale a quota 8 reti in campionato e 25 nell'anno solare 2021. Per le statistiche gigliate, significa aver superato il 2006 di Luca Toni (24 reti) e il 1998 di Gabriel Omar Batistuta (23 reti). Guardando al mondo, solo Haaland e Lewandowski hanno segnato più di lui in campionato. Vlahovic si conferma giocatore chiave della Fiorentina, sia per il suo peso realizzativo, sia per il suo preziosissimo lavoro di cucitura da attaccante di grande qualità quale è. Si veda il terzo gol viola, dove è lui a innescare l'azione ed è lui a concluderla. Andando oltre la gara di oggi, il grande insoluto tattico della Fiorentina rimane lì, ovvero come riuscire a compensare il lavoro associativo di Vlahovic in partite dove viene ingabbiato con più efficacia, e dove quindi la superiorità numerica va cercata da altre parti;

- Il risultato per lo Spezia è al tempo stesso pesante ma legittimo. Pesante, perché gli uomini di Thiago Motta affrontano con baldanza il primo tempo, difendendosi con molta attenzione, con un pressing dosato e ordinato e cercando di ripartire con precisione e rapidità. Legittimo, perché davanti sono troppo inconsistenti, e se già il primo tempo aveva visto i bianconeri alla lunga costretti ad abbassarsi, nella ripresa (iniziata con tre cambi e una catena di destra rivoluzionata) dopo una breve sfuriata iniziale animata da Colley finisce per sfaldarsi, complici anche gli inserimenti di Odriozola e Callejon a destra, al posto del diligente Venuti e di un elettrico ma incompiuto Sottil;

- I Viola alla fine confermano tutti i loro trend: tolto il passo falso con il Venezia, sono dominanti con le "piccole"; come altre volte, hanno bisogno di tempo e pazienza per sbloccarla e scardinare meccanismi difensivi ordinati; come altre volte, una volta rotto l'equilibrio (anche oggi, dal dischetto) sanno far pesare una qualità tecnica non irrilevante e piano piano stanno imparando a respirare quando ce n'è bisogno. Il prossimo big match contro la Juve, oltre ad avere il sempre forte sapore di rivalità, sarà forse anche una prova di maturità. Sui singoli, oltre alle prove già citate di Castrovilli, Saponara e Vlahovic, gara eccellente di Torreira in cabina di regia, uomo ovunque del centrocampo gigliato e preziosissimo sia in impostazione che per il lavoro senza palla. Difficile invece promuovere qualcuno nello Spezia evaporato nella ripresa. Tra i liguri il migliore è Provedel, che pur senza interventi plateali, riesce quando può a salvare il salvabile.

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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