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7 min

- di Francesco Grippa

Sinner a Torino è solo questione di tempo


Alla vigilia delle ATP Finals la classifica sorride a Jannik Sinner, fresco vincitore del torneo belga di Anversa. I risultati conseguiti durate l’intera stagione sono sotto gli occhi di tutti e sembrano essere il giusto preambolo per un futuro da protagonista nel tennis mondiale. Non solo, ma già ad oggi il talento italiano potrebbe addirittura far compagnia a Berrettini nel Masters di fine anno. Decisive saranno le prossime settimane nel tour, in cui l’italiano proverà il tutto per tutto per staccare il pass per Torino.

Proviamo a chiarire l’attuale situazione del talento altoatesino e quante siano le reali possibilità di parteciparvi.


Il Torneo dei Maestri

Mancano poco più di due settimane all’inizio dell’edizione 2021 delle ATP Finals, prima edizione del cinquennio in programma al Pala Alpitour di Torino.

sinner torino
Il Pala Alpitour: l'impianto, inaugurato nel 2005, si appresta ad ospitare uno dei più importanti tornei tennistici dell'anno.

È la prima volta dopo un decennio che il torneo, tradizionalmente itinerante, abbandona la O2 Arena londinese ma non il cemento indoor. Protagonisti i migliori tennisti dell’anno che vengono divisi in due gironi all’italiana di 4 giocatori ciascuno (con semifinali incrociate e finale) e si contendono il titolo di Maestro.

Il criterio per partecipare è semplice: terminare la stagione tra i primi 8 giocatori della classifica mondiale.

L'attuale Race

Sinner è attualmente 10° nella Race (aggiornata quotidianamente qui https://live-tennis.eu/it/classifica-race-atp), la classifica che tiene conto dei soli successi conseguiti nell’anno solare e che poi va evidentemente a coincidere con quella ATP al termine della stagione.

Al momento i qualificati di diritto sono in ordine Djokovic (che recentemente ha comunicato la sua programmazione, confermando la presenza al Masters), Medvedev, Tsitsipas, Zverev, Rublev e Matteo Berrettini. Alle loro spalle troviamo Casper Ruud, Rafa Nadal e Hubert Hurkacz. Il maiorchino ha però da tempo annunciato il suo forfait per un problema cronico al piede che lo affligge tra alti e bassi fin dagli esordi (non è certa nemmeno la sua partecipazione alla prossima edizione degli Australian Open a fine gennaio). Leggermente più indietro a distanza di poco più di 100 punti il nostro Sinner, quindi Cameron Norrie (praticamente appaiato con l’italiano), la cui recente vittoria nel 1000 di Indian Wells lo ha d’improvviso riammesso alla corsa all’ultimo posto disponibile.

Allo stato attuale l’italiano avrebbe dunque bisogno di rimanere davanti a Norrie e scavalcare un unico avversario. Il gap di punti non è di per sé particolarmente ampio, ma è chiaro che non è semplice da colmare con una manciata di tornei a disposizione.

All’inizio delle ATP Finals (domenica 14 novembre) mancano infatti 3 settimane, nelle quali sono rispettivamente in programma l’ATP 500 di Vienna, il Master 1000 di Parigi e infine il 250 di Stoccolma, tutti da giocare su cemento indoor.

Criteri di assegnazione dei punti ATP a seconda della tipologia di torneo. Tra parentesi la distinzione tra singolare (S) e doppio (D) e il numero di iscritti al tabellone principale del torneo.

Sarebbe fondamentale capire a quanti tornei i contendenti prenderanno parte. In linea di massima li vedremo tutti in campo nelle prossime 2 settimane, mentre è probabile che ci sia qualche defezione a Stoccolma. Nel caso specifico di Sinner, è praticamente certa la sua presenza in Austria e in Francia, mentre quella svedese dipenderà dalla forma fisica che avrà dopo così tanti tornei giocati e chiaramente dalla posizione che occuperà in classifica tra un paio di settimane.

Escludendo per il momento Stoccolma (che risulterebbe significativo solo se la distanza in classifica sarà a quel punto minima), è sufficiente un rapido calcolo per capire che è praticamente impossibile che l’altoatesino riesca a qualificarsi, ad esempio, con due quarti di finale, risultati di per sé molto buoni ma che gli garantirebbero soli 270 punti. È chiaro a questo punto che occorrono due ottimi piazzamenti (due semifinali dovrebbero bastare, ma ovviamente molto dipende dai risultati dei suoi diretti avversari) oppure un exploit davvero importante a Parigi.

È evidente, però, che Sinner dovrebbe mantenere una costanza di rendimento per tutto il mese difficilmente immaginabile per un ragazzo di soli 20 anni. In ogni caso le sue speranze passano per lo più per Parigi: in quell’occasione l’italiano dovrà dare il tutto per tutto e sperare che possa bastare.

Gli avversari

A complicare i piani dell’italiano si aggiunge ovviamente l’elevata caratura dei suoi avversari.

Casper Ruud, giovane talento norvegese classe ’98, ha letteralmente vissuto la stagione della consacrazione con le vittorie estive nei tornei di Bàstad, Gstaad e Kitzbühel. Tutte conseguite su terra battuta. È chiaramente uno specialista del rosso e in effetti gli ultimi risultati ottenuti sul duro non sono entusiasmanti. D’altra parte gode della migliore posizione in classifica, fattore non di poco conto visti i pochi tornei restanti.

Nemmeno Hubert Hurkacz appare facile da superare. Il polacco non spicca per costanza ma non è nuovo a grandi risultati. Su tutti, la vittoria di Miami ad inizio anno (proprio in finale su Sinner, di cui è grande amico) e la semifinale di Wimbledon gli hanno permesso di mettere da parte un ottimo bottino.  Il suo gioco versatile si adatta bene a tutte le superfici e, con l’obiettivo a portata di mano, un ulteriore aumento di concentrazione potrebbe a quel punto essere decisivo per la qualificazione.

Di sicuro è invece più probabile riuscire a terminare la stagione davanti a Cameron Norrie. A parte un’ottima (ma troppo breve) stagione sull’erba e l’inaspettato trionfo di Indian Wells, l’inglese ha sì mostrato un buon rendimento durante la stagione, ma ha anche ottenuto risultati complessivamente non eccelsi.

Per quanto riguarda Sinner, è vero che ha acquisito ulteriore fiducia ed entusiasmo grazia alla vittoria di Anversa, ma non è nemmeno da sottovalutare la possibilità che possa pagare lo sforzo profuso. Di sicuro se da un lato la tenuta psicofisica può preoccupare, dall’altro il cemento indoor, superficie preferita dall’italiano (come ha dichiarato alla vigilia della scorsa semifinale con Harris - https://www.ubitennis.com/blog/2021/10/23/anversa-sinner-verso-la-sfida-ad-harris-sta-giocando-bene-ma-questa-e-la-mia-superficie-preferita/), può permettergli di essere più aggressivo per tentare di abbreviare gli scambi e faticare meno.

In ogni caso la nota più positiva è che Sinner può concentrarsi quasi esclusivamente su se stesso. Nel caso accumuli punti a sufficienza, sarebbe difficile pensare che lo stesso faranno tutti i suoi avversari. Ci sbilanciamo nel dire che la sua eventuale partecipazione dipenderà sicuramente più dai suoi meriti che dai demeriti altrui.

La stagione di Sinner: tanti alti e pochi bassi

Il 2021 di Jannik è iniziato col botto. La vittoria nel torneo inaugurale di Adelaide prima e la finale raggiunta a Miami poi hanno confermato quanto di buono il giovane talento italiano avesse mostrato nel finale della passata stagione (prima vittoria in carriera a livello ATP a Sofia ad ottobre).

Le sconfitte primaverili con Djokovic a Montecarlo e Nadal a Roma avevano già fatto emergere dubbi sulla consistenza e sul talento dell’italiano. Come spesso accade si commette il grave errore di non analizzare con lucidità i momenti di (relativa) difficoltà che inevitabilmente caratterizzano il processo di maturazione di un tennista giovane come Sinner e non si ha la pazienza di aspettare che il ragazzo abbia la possibilità di colmare le proprie lacune.

E infatti la risalita è iniziata già al Roland Garros dove l’italiano raggiunge i quarti di finale, il suo migliore risultato slam, ed è proseguita in estate col trionfo nel 500 di Washington. Un nuovo periodo di appannamento (sconfitte nei primi turni di Toronto e Cincinnati) non ha compromesso la parte finale di stagione. La conferma a Sofia (in finale su Monfils) e il successo di Anversa lo hanno proiettato al suo best ranking.

Il dato più significativo e tutt’altro che banale è la capacità dell’italiano di migliorarsi costantemente. Molti altri suoi giovani colleghi non sono riusciti a gestire la pressione e non di rado sono andati incontro a preoccupanti involuzioni. Per fortuna questo non è il caso di Sinner, che è riuscito in poco tempo ad entrare in top15 e non sembra intenzionato a volersi fermare.

Ovviamente sono ancora tanti i margini di miglioramento. Su tutti il servizio, già modificato in estate (è passato dal “foot up serve” con il piede destro che si unisce al sinistro una volta iniziato il movimento al “foot back serve” nel quale i piedi rimangono equidistanti fino all’impatto con la pallina), appare ad oggi il punto debole sia in termini di velocità di punta che di percentuali.

Anche il gioco al volo può e deve essere reso più affidabile, soprattutto per permettere a Sinner di chiudere a rete i tanti che scambi che riesce a comandare da fondocampo.

Video esplicativo delle modifiche apportate da Sinner al servizio durante l'estate.

D’altra parte molti sono invece i punti di forza. Il pressing asfissiante che impone dalla linea di fondo si basa su fondamentali solidi e pesanti, la tenuta mentale è eccezionale per un ragazzo appena 20enne e quella fisica non è da meno.

Se questo possa bastare per strappare il pass per Torino è difficile stabilirlo. Se è vero che negli ultimi anni un gioco solido e concreto come quello dell’altoatesino è stato spesso il più efficace (causa anche fattori esterni come la modifica delle superfici), è altrettanto giusto osservare che nel tennis moderno il servizio è un colpo troppo importante per ottenere punti diretti e per questo va assolutamente perfezionato.

In generale la sensazione è che allo stato attuale manchi ancora qualcosa che lo renda un giocatore completo, capace di competere con regolarità con l’élite del tennis mondale. Tecnica a parte, Sinner non deve avere paura di raggiungere e mantenere un certo status. Deve abituarsi all’idea di essere tra i migliori ed acquisire quella consapevolezza che si richiede a certi livelli.

La cosa importante è non avere fretta e non mettere ulteriore pressione ad un ragazzo che deve avere la possibilità di sbagliare. Non solo le vittorie, ma anche le delusioni fanno parte del percorso di crescita e sono fondamentali per compiere il definitivo salto di qualità.

È in quest’ottica che va inquadrata una sua eventuale partecipazione al Masters: il ragazzo ha tutto da guadagnare e nulla da perdere perché di sicuro si ripresenteranno altre occasioni in futuro.

Certi del massimo impegno che Sinner profonderà in quest’ultimo scorcio di stagione, ci auguriamo vivamente che il suo sforzo possa essere ricompensato. In caso contrario si guarderà semplicemente avanti con la stessa convinzione mostrata finora. Il mondo dei grandi lo attende, è solo questione di tempo.


ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Classe ‘97, genuinamente salernitano. Sta per completare il proprio percorso di studi e cerca di conciliare la passione per la fisica con quella per lo sport. Prestato prima al basket e poi al calcio, ma da sempre innamorato del tennis. Adora la musica rap, il cinema thriller e soprattutto leggere e raccontare.

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