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3 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Fiorentina-Cagliari (3-0)


La Viola ritrova vittoria, gioco e serenità, con una brusca sterzata del gruppo che scaccia gli psicodrammi sempre incombenti in casa Fiorentina. Di fronte, un Cagliari mai in partita compie un vistoso passo indietro rispetto alla vittoria contro la Samp.


- La giornata dei ritrovi all'Artemio Franchi. Tornano come annunciato gli ultras in Curva Fiesole dopo gli ultimi allargamenti di capienza consentita negli stadi, tornano i sudamericani Gonzalez, Quarta e Torreira titolari, tornano i 3 punti, torna la Fiorentina aggressiva e dominante vista nelle prime uscite, torna al gol Vlahovic con una punizione mancina meravigliosa. Eppure poteva andare tutto storto. A partire dalla bordata di fischi riservati al numero 9 serbo nei primi minuti di gara, ancora reo del mancato rinnovo di contratto;

- Italiano a questo giro, oltre a ripresentare i sudamericani dal primo minuto (giocatori chiave nonostante tutto, inutile girarci attorno), sorprende lasciando fuori Callejon Odriozola e Duncan, per Saponara (con Gonzalez schierato a destra a piede invertito) Venuti e Maleh. Scommessa vinta questa volta, soprattutto per quanto riguarda il fantasista ex Milan ed Empoli. Ma anche l'italo-marocchino offre una prestazione preziosa, non facendo rimpiangere Duncan pur mancando in qualcosa in termini di conclusione in porta. I viola scendono in campo senza il torpore visto a Venezia, e soprattutto riuscendo a superare le difficoltà di rifinitura e occupazione degli spazi nell'ultimo quarto di campo, che spesso avevano angustiato le loro prestazioni. Ne esce un primo tempo in cui allo schiacciante dominio in termini di possesso si associano un buon numero di occasioni da gol. All'intervallo, il 2-0 va persino stretto alla Fiorentina. Il tutto a fronte di un Cagliari nullo in avanti, e quasi intontito dal constatare come l'aver ingabbiato Torreira non abbia praticamente effetti sulla capacità di manovra dei viola;

- Momento chiave al 21esimo del primo tempo, quando la Fiorentina ottiene un calcio di rigore per mani di Keita. Non tanto per la concessione del rigore in sé (tramite VAR, con le solite e immancabili discussioni relative ai falli di mano), quanto per chi si incarica di calciarlo. Dal dischetto infatti non va il designato Vlahovic, ma Biraghi. Per esplicita affermarzione dei giocatori e anche grazie alle riprese dei labiali, il 9 viola dice chiaramente di non sentirsi di calciare dal dischetto. Forse anche perché sotto la Fiesole, che lo aveva messo nel mirino. La responsabilità è presa dal capitano viola che trasforma, facendosi così perdonare anche una grave disattenzione di pochi minuti prima, l'unica di tutta la gara dei viola. L'1-0 che vale il vantaggio ma anche il quadrato del gruppo, che scaccia pericolosi nervosismi e allontana fischi e polemiche;

- Menzione speciale per i 73 minuti di grandissima qualità per Riccardo Saponara, che all'uscita si guadagna la standing ovation. Un primo tempo strepitoso, iniziato con un tiro al pronti via da casa sua che stava per sorprendere Cragno, un incrocio dei pali colpito e un assist per il 2-0 di Nico Gonzalez. Un secondo tempo dove la Fiorentina domina e lui continua, con il suo ritmo più compassato, a garantire giocate di rifinitura importanti non facendo mancare il lavoro di copertura. Rispetto alle ultime uscite di Callejon, il numero 8 viola con questo stato di forma è un upgrade fondamentale per la manovra offensiva di Italiano. Da rivedere, con fiducia, in partite dai ritmi più intensi di quelli offerti dal Cagliari di oggi;

- In una gara dove tutto era apparecchiato per la messa in croce di Vlahovic, il centravanti della Fiorentina ottiene un'iniezione di fiducia da mister e compagni e passa dal rigore non calciato all'innesco del gol del 2-0, fino alla punizione del 3-0 che chiude la partita. Una gara al servizio della squadra di quantità e qualità, impreziosita da un gioiello che ad alcuni può aver scatenato ricordi di certe punizioni targate Gabriel Omar Batistuta. Se Vlahovic in un futuro non troppo lontano probabilmente non sarà più un valore aggiunto per la Fiorentina, e il suo contratto in scadenza nel 2023 imporrà scelte economiche e di mercato a breve, nel presente Dusan è un patrimonio tecnico prezioso per i Viola, che allenatore e compagni non hanno intenzione di dissipare.


(foto in copertina: Sky sport)

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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