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2 min

- di Carlo Cecino

Considerazioni sparse post Atalanta-Udinese (1-1)


Un siluro di Malinovskyi non basta alla Dea, perché "l'oggetto volante" Beto è ormai una realtà della Serie A.


- Per analizzare il lunch match della nona giornata di Serie A decidiamo di partire dalla coda dell'incontro. Nell'appendice del secondo tempo l'Udinese impatta una gara che ha meritato di pareggiare. Chi deve ringraziare Gotti per il punto d'oro preso al Gewiss Stadium? Ovviamente lui, Beto, il centravanti con la 9 sulle spalle che sigla il terzo gol filato in Serie A e vidima definitivamente il suo approdo in Serie A tra gli attaccanti più interessanti in circolazione;

- I friulani pareggiano a Bergamo, salgono a 10 punti in graduatoria, e lo fanno con tanta applicazione difensiva e una personalità importante, perché sotto di una rete non demordono, insistono e rintuzzano le sortite offensive. Un applauso al mister dei bianconeri che - ricordiamo senza i due assi Pereyra (squalificato) e Deulofeu (infortunato) - con gli ingressi dei giovanissimi Soppy e Samardzic rimette tutto in equilibrio. Il primo si conquista il corner e il secondo lo batte per la testata decisiva del suo centravanti portoghese;

- Nell'arco dei 90 minuti la Dea non dà mai l'idea di essere quella schiacciasassi delle ultime stagioni. Gli ospiti si chiudono bene e fanno muro con un 3-4-3 stretto, sfruttando le ripartenze ficcanti delle due ali Pussetto e Molina, spostato più zolle avanti rispetto al solito. Gli orobici molte volte sbattono contro la fortezza udinese eretta da Nuytinck e le uniche fiammate le regala Ilicic, in un 3-4-2-1 con De Roon adattato a braccetto sinistro difensivo;

- Lo sloveno prende un palo sfortunato e trova corridoi importanti in campo. Zapata si sbatte ma è solo, mentre Malinovskyi sembra fuori dal match. E proprio quando si pensa che l'ucraino sia totalmente avulso dall'incontro, ecco che sfodera un bolide imparabile dal limite dell'area. Il mancino di Malinovskiy, lo ripeteremo all'infinito, è da patrimonio dell'Unesco. Poi i subentranti Muriel e Miranchuk non lasciano il segno, mentre dall'altro lato i dirimpettai friulani fanno la differenza;

- Per l'Atalanta è un pareggio che sa tanto di occasione sprecata visto che oggi si scontreranno Roma-Napoli e Inter-Juve. Col pari i bergamaschi vanno a 15 gettoni e sono quinti, ma la Lazio fra poco può superarli. Gasperini può utilizzare come alibi le tossine fisiche derivanti dall'impegno di Champions a Manchester, e la sfilza di infortuni per tanti giocatori chiave (Toloi, Demiral, Djimsiti, Pessina, Gosens e pure Maehle a poche ore dal calcio d'inizio), però l'amarezza per l'1-1 concesso al 92' resta intensa.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Carlo Cecino, giovane trevigiano di belle speranze. Nato il 18/05/1994 durante la meravigliosa notte di Atene, col Milan che sculacciava il Barcellona di Cruijff, si appassiona fin dal primo ciuccio allo sport. Segue con fervore il basket, con i San Antonio Spurs in cima alle ricerche. Entrare nel mondo giornalistico sportivo è il sogno, ma anche diventare il magazziniere dello spogliatoio dei New York Knicks non sarebbe male. Gli idoli sono Valerio Fiori e DeShawn Stevenson, oltre a Federer, leggenda vivente del tennis.

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