, 23 Ottobre 2021

Palmer, il futuro del City che cerca spazio in Premier


Dopo il primo gol in Champions League contro il Bruges, il giovane inglese spera di ripercorrere le orme del gioiello Foden e ritagliarsi un piccolo spazio tra le maglie dei super Citizens di Pep Guardiola.


Agenda di Cole Palmer. Giorno 16 ottobre 2021. Ore 15: seconda presenza in carriera in Premier League contro il Burnley. Ore 19.30: tripletta contro il Leicester Under 23. Un "Busy day", come ha scritto lo stesso centrocampista su Instagram. Una giornata definita ironicamente faticosa e trasformatasi poi in una "week" da ricordare dopo il post-it del primo gol in Champions League con la prima squadra dei Citizens del 19 ottobre scorso. Momenti da ricordare.

Futuro

Pep Guardiola è sicuro. "Cole ha qualità speciali", ha detto nella conferenza stampa post Bruges. "Dobbiamo essere pazienti però, così come abbiamo fatto con Foden. Il suo ruolo ora è nella seconda squadra ma sta cominciando a prendere i nostri ritmi. è un giocatore per il futuro di questo club". Un'investitura chiara per il 2002, cresciuto con l'azzurro del City addosso e che ora, il pesante azzurro della prima squadra, sta imparando lentamente a conoscerlo e capirlo. Proprio come fatto da Phil, "il più grande talento mai allenato" da Pep (come affermato non troppo tempo fa dall'allenatore catalano). Aspettato, coccolato e ora idolatrato come uno dei talenti principali dell'intero panorama calcistico mondiale.

Dal 30 settembre del 2020, giorno dell'esordio assoluto in League Cup proprio contro il Burnley, è ormai già trascorso più di un anno. Nel frattempo, nel carico d'esperienza di Palmer si sono aggiunti l'esordio in Champions in casa del Marsiglia del 27 ottobre 2020, una presenza in Carabao Cup, i 21 minuti in questa stagione contro il Norwich in Premier e i 74 nel Community Shield contro il Leicester. Spezzoni che danno l'idea della sempre maggiore fiducia riposta sulle spalle del ragazzo da parte dell'ex tecnico di Barcellona e Bayern Monaco. Uno che di talenti se ne intende eccome, insomma.

https://twitter.com/ManCityES/status/1450544780706914307?ref_src=twsrc%5Etfw

Tecnico

A rivedere l'azione con cui ha realizzato il momentaneo 4-0 in casa del Bruges soltanto tre minuti dopo il suo ingresso in campo, sembra che Palmer non potesse trovare un modo migliore per presentarsi sul palcoscenico della Champions in questa stagione. Palla fuori area consegnatagli da Sterling, stop di destro e mancino a giro all'angolino per sfruttare al meglio il primo pallone giocabile del match e superare subito Simon Mignolet. Uno che mentre Palmer compiva otto anni e metteva piede per la prima volta nella Academy del club inglese faceva nel frattempo il suo debutto in Premier League con la maglia del Sunderland, giusto per intenderci.

Nella rete in casa dei Belgi, in fondo, troviamo riassunte gran parte delle qualità calcistiche del talentuoso 2002: eleganza, tecnica, precisione e capacità di farsi trovare sempre nel posto giusto al momento giusto. Una dote che l'ha portato a totalizzare 16 gol e 8 assist in 16 presenze totali con l'Under 23 del Manchester City nelle ultime due stagioni. Numeri importanti per il centrocampista inglese, giocatore duttile già protagonista con l'under 21 dei tre leoni con due reti nelle tre sfide di qualificazione ai prossimi europei fin qui disputate.

Secondo quanto riportato dalla piattaforma di raccolta dati Transfermark.it, Palmer ha agito quest'anno prevalentemente nel ruolo di centrocampista centrale, vestendo all'occasione anche i panni di trequartista, mezzala ed esterno d'attacco. Posizioni che delineano l'identikit di quella specie di tuttocampista moderno tanto caro a Guardiola, famoso per fornire ai propri giocatori più spazi da occupare che ruoli effettivi. Abile palla al piede e molto mobile, il 2002 di Wythenshawe ha ripagato il suo allenatore con una percentuale di passaggi riusciti dell'89,6 %, un dato di almeno un tiro a partita effettuato e un dribbling completato con successo (dati WhoScored). Quasi come a dire che, nel City di super Kevin De Bruyne, anche lui è pronto a farsi largo tra le importanti maglie azzurre per ritagliarsi il proprio spazio in questa lunga stagione.

https://twitter.com/mancity/status/1390214760457723907

Crescita

Da De Bruyne a Gundogan, passando per Rodri e Foden. La concorrenza a Manchester è folta, agguerrita e soprattutto straordinariamente talentuosa. Palmer, tuttavia, sembra saper aspettare, pronto a cogliere l'attimo e aggiungere lentamente dei tasselli alla sua crescita. La fiducia di Guardiola c'è, così come le doti tecniche e l'amore verso il gioco "a un tocco" dichiarato proprio dal giovane inglese. Una caratteristica da non sottovalutare nell'ottica dell'inserimento in un team che fa della tecnica, del gioco palla a terra e del giro palla il suo credo.

Classe 2002, diciannove anni ancora da compiere, un fisico di 72 kg per 189 cm che potrebbe presto rafforzarsi e un contratto con il City fino al prossimo 2026. Il tempo e l'età sono dalla parte di Palmer, talento in ascesa con un futuro azzurro ancora tutto da scrivere.

  • Cagliaritano, classe '96. Laureato in Scienze Politiche ed ex stagista alla Gazzetta dello Sport. Pallavolista da quando ho memoria, amo i libri, i viaggi, il mare e lo sport. Raccontarlo è la mia passione.

Ti potrebbe interessare

Dallo stesso autore

Associati

Banner associazioni

Newsletter

Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu