Logo Sportellate
, 23 Ottobre 2021

Considerazioni sparse post Sassuolo-Venezia (3-1)


Mimmo Berardi prende per mano un timido Sassuolo e lo riporta a sentirsi bello come si stava dimenticando di essere.


- Ad essere proprio onesti la partita del Mapei, pur con i suoi 4 gol, non è esattamente di quelle che ti tengono incollato al televisore con il fiato sospeso per vedere come va a finire, ma più di quelle che metti su mentre scorri distratto il telefono, sperando che intanto segni il tuo attaccante al fantacalcio. I pochi ad aver dato fiducia fino alla fine a questo Sassuolo-Venezia delle 18, anche dopo un primo tempo tutt'altro che incoraggiante, hanno visto una partita durata sostanzialmente un tempo e vinta alla distanza da un Sassuolo semplicemente superiore e più attrezzato;

- Il primo tempo però va seminando i sospetti di un incontro tutt'altro che segnato dal calcio d'inizio, con la squadra di Dionisi che sembra portarsi sul groppone uno zainetto pieno dei fantasmi di un avvio di campionato fatto di buone prestazioni ma pochi punti da contare. I neroverdi palleggiano con pazienza nel traffico di una trequarti decisamente troppo intasata per attraversarla senza intoppi e scoprono il fianco alle spigolose ripartenze dei veneti, guidate da un tarantolato Okereke, vera e propria chiave tattica del primo tempo con le sue fughe alle spalle dei centrali. Tanto tuonò che piovve: il nigeriano segna un gol bellissimo che costringe il Sassuolo alla gara di rincorsa;

- E nella rincorsa non può che essere l'unico vero leader tecnico dei neroverdi a suonare la carica: Mimmo Berardi trascina un Sassuolo ad un passo dall'andare in crisi emotiva, si mette in proprio nel momento più difficile e segna un gol di prepotenza che fa durare lo svantaggio dei suoi appena 5 minuti, ridando fiducia ad una squadra che è nettamente superiore, ma che forse non se ne rende nemmeno conto. Basta questo a risvegliare il Sassuolo, che nella ripresa mette la museruola ad un Venezia che, dopo un primo tempo gagliardo e ribelle, cala in entusiasmo e freschezza, sgonfiandosi lentamente e lasciando il campo ai padroni di casa per prendersi i meritati tre punti;

- Siamo sinceri, dai. Quanti di noi, quando in estate si leggono le formazioni delle squadre di Serie A sui campetti dei quotidiani (e lo facciamo tutti perché è una figata), non avrebbero piazzato il Venezia ultimo di un chilometro, o al massimo penultimo davanti alla povera Salernitana? Chi avrebbe scommesso un centesimo sulla salvezza dei lagunari? Chi scrive onestamente no. Magari alla fine capiterà davvero, ma il Venezia, che ha una rosa che assomiglia molto più alla squadra di default per la Master League di PES che ad una formazione di Serie A, non sembra affatto essere uno sparring partner come molti avrebbero pensato. Oggi gli uomini di Zanetti non prendono punti, ma l'impressione è che su questi campi ci possano stare con dignità e che lotteranno per restarci;

- Una considerazione se la merita anche la sfida delle panchine, che in questa partita vedeva opporsi i due allenatori rivelazione dello scorso campionato cadetto: Paolo Zanetti, che è rimasto in sella al suo Venezia per tentare l'impresa di salvarsi, e Alessio Dionisi, che invece ha lasciato l'Empoli dopo aver ricevuto la sua occasione al Sassuolo. Entrambi hanno un'età intorno ai 40 anni (38 Zanetti, 41 Dionisi) e sono tra i più promettenti tecnici del panorama italiano, per idee di gioco e anche per risultati recenti: in un calcio che scongela ancora i Cosmi e i Colantuono come quella lasagna del 1987 che togli dal freezer quando non hai voglia di preparati la cena, noi auguriamo il meglio a queste nuove leve della panchina, sperando di cuore che possano portare quella ventata di aria fresca di cui iniziamo ad aver bisogno.

  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

Ti potrebbe interessare

7 cose che ci mancheranno del Sassuolo

La retrocessione del Sassuolo in Serie B è ormai matematica. Quali elementi hanno reso i neroverdi una squadra peculiare e (forse) irripetibile?

Guida ai playoff di Serie B

Sei squadre e un solo posto per tornare in Serie A.

Attenti a Saelemaekers

Il giocatore più odiato del Bologna, ma anche quello più vivace.

Le squadre di calcio hanno un DNA?

Un argomento sempre più sulla bocca di club e tifosi.

Dallo stesso autore

Dominic Thiem ha dato tutto

Ricordo intimo di un tennista che ha lasciato un segno.

L'amarezza di una grande stagione

Una stagione quasi perfetta per l'Arsenal potrebbe chiudersi con un grande rimpianto.

Matteo Berrettini, lo sconforto e la speranza

Come sta il migliore tennista italiano?

Mondiale 2022: guida alla Francia

I campioni del Mondo della Francia si presentano in Qatar […]
Newsletter
Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu