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2 min

- di Simone Renza

Considerazioni sparse post Lazio-Marsiglia (0-0)


Una sfida avvincente sotto molteplici aspetti che regala spettacolo e finisce 0-0: il risultato (quasi) perfetto.


- Sampaoli e Sarri. Due allenatori che fanno del gioco offensivo, del pressing, delle squadre corte il loro mantra. Ma non solo due cultori del gioco, anche due personaggi fumantini che non lesinano di sfoggiare il loro pensiero. Senza remora alcuna. Payet, Savic e, lato Marsiglia, molti volti noti del calcio nostrano, da Milik a Under passando per Lirola. Il pareggio il risultato perfetto? In questo caso sì anche se la Lazio avrebbe meritato il bottino pieno;

- Il primo tempo, però, delude, per molti aspetti, le premesse. I primi venti sono quasi noiosi. Molti errori di precisione tanto nei passaggi quanto negli stop. Il talento stenta a decollare. Squadre molto corte. Cambi di gioco inefficaci. La sveglia la dà la squadra francese che ci prova con un paio di occasioni a firma Under e Milik. Come destata da torpore, la Lazio si riversa nella metà campo OM e produce, specie su calcio d'angolo, un paio d'occasioni che si possono definire ghiotte;

- Nella seconda frazione il canovaccio rimane invariato. Se il Marseille si fa preferire nei primi 10' minuti, con l'innesto di Luis Alberto lo spartito cambia di ritmo. Profondità, precisone e imbucate che rendono la Lazio pericolosissima. Al sivigliano si uniscono altri due spagnoli: Raul Moro e Pedro. Il pressing diventa costante, la squadra di Sampaoli deve correre senza pallone e inseguire. E ciò si vede negli ultimo 10' dove i sarristi assediano i sanpaolisti (eh si in questo caso si parla di due filosofi e dei loro discepoli in campo) creando, nello spazio di poco, molteplici occasioni che avrebbero regalato i tre punti, giustamente, a Roma;

- Lato Lazio molto bene Raul Moro, il ragazzo fa vedere le grandissime qualità, specie nell'uno contro uno. Luis Alberto, come detto, cambia il volto della partita regalando pericolosità costante e tanta classe. Felipe Ramos domina in difesa, nonostante qualche incertezza in fase di impostazione. Zaccagni fa vedere a piccoli sprazzi le sue qualità, ma rientra da un infortunio che gli ha rallentato la crescita fisica. Benissimo anche Strakosha che, quando chiamato in causa, si fa sempre trovare pronto;

- Lato Marsiglia. Payet viene ingabbiato ma fornisce solo piccoli lampi della sua classe. Milik delude profondamente. Under ci prova ma è più impegnato ad arginare Lazzari che ad affondare, anche se le uniche opportunità marsigliesi nascono dai suoi piedi. Pau Lopez salva, specie sul finale di partita, su Pedro e si fa perdonare diversi errori in impostazione. Menzione per Sampaoli che sul finale insegue letteralmente le folate laziali cercando, spesso, di entrare lui per tappare le falle che si venivano a creare.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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