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2 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post Manchester Utd-Atalanta (3-2)


L’Atalanta passa dal paradiso all’inferno in 45 minuti. Lo United, grazie ai suoi fuoriclasse, porta a casa una vittoria clamorosa.


- Per l’Atalanta è un’occasione sprecata. Già questo avrebbe del clamoroso vista la storia delle due squadre ma al termine del primo tempo avremmo potuto tranquillamente parlare di consacrazione definitiva per la squadra di Gasperini. Vincere e soprattutto farlo in totale controllo in casa dello United non è cosa di tutti i giorni. La Dea aveva controllato ogni momento della prima frazione di gioco, dagli assalti al contenimento. Il gol di Pasalic è un gioiello di tecnica ed intelligenza: palla filtrante di Ilicic per Zappacosta, che la mette in mezzo per il solito inserimento del croato. Tutto bellissimo. Poi il tracollo;

- Cambi atalantini non all’altezza dei titolari. La squadra quadrata e spettacolare del primo tempo sparisce totalmente nella ripresa ed il fatto che questo coincida con la sostituzione di Demiral, migliore in campo fino a quel momento, non può essere un caso. Lovato è ancora troppo giovane ed immaturo per poter reggere il peso del teatro dei sogni ma anche Malinovsky e Miranchuk non riescono ad incidere, complice l’andamento della partita ormai totalmente a favore dello United;

- La qualità della rosa dei Red Devils sopperisce alla mancanza di un allenatore preparato. Quando dalla panchina si alzano contemporaneamente Cavani e Pogba si intuisce, per chi non se ne fosse già accorto, che lo United, in quanto ad abbondanza di valori tecnici presenti in rosa, non avrebbe nulla in meno di Manchester City e Liverpool. Spesso, però, le continue disattenzioni difensive e delle scelte discutibili da parte di Solskjaer la rendono vulnerabile, come mostrato oggi nel primo tempo;

- Ronaldo è sempre una sentenza. Quest’anno ha deciso di “sacrificarsi” da centravanti, contrariamente a quanto succedeva a Torino, e per adesso sono 5 gol in 8 partite dall’inizio della stagione. Questa scelta fa sì che lui si debba sacrificare poco e niente in fase difensiva e non toglie nulla all’equilibrio della squadra. I movimenti, poi, sono quelli da punta navigata: prima del gol (bellissimo) aveva già messo in crisi due volte Musso. Dopo 3 partite consecutive senza “Siuuuum”, se ce ne fosse ancora bisogno, Cristiano ha dimostrato di poter essere sempre più decisivo;

- Fattore Old Trafford. Impossibile pensare che la spinta del pubblico stasera non abbia influito sul risultato finale. Pur avendo fischiato la propria squadra all’ingresso del tunnel degli spogliatoi, il ruggito dell’Old Trafford non è mai mancato stasera, risultando decisivo, soprattutto nella testa dei giocatori atalantini meno scafati. Ma questa è la Champions e per gli uomini di Gasperini è altra esperienza per continuare a crescere.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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