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3 min

- di Danilo Budite

Considerazioni sparse su "Venom - La furia di Carnage"


La furia di Carnage è il secondo capitolo delle avventure di Venom, il simbionte alieno che da pericoloso villain nei fumetti diventa un’amante isterica in cerca di approvazione nel film. La fotografia di una grande occasione sprecata per Sony.


- Partiamo col dire che "Venom – La furia di Carnage" è un film abbastanza gradevole, ma totalmente fuori luogo. La pellicola risulterebbe anche piacevole e divertente se esulasse dal contesto in cui si trova, ovvero quello che in teoria dovrebbe narrare le avventure di un pericoloso e instabile simbionte alieno che si trova a fronteggiare un nemico spietato e cinico. Non c’è nulla di tutto questo, o meglio, la componente più dark del film rimane abbozzata, permane solo a livello estetico nelle ambientazioni oscure del tetro orfanotofrio e dell’oscuro laboratorio segreto dove sono rinchiusi diversi soggetti con poteri. L’essenza della pellicola, ovvero Venom, risulta essere l'elemento meno dark, una deriva che pare ormai inevitabile per tutti i film Marvel;

- Ma "Venom - La furia di Carnage" non è un film Marvel come gli altri. Non fa parte dell’MCU e non si trova sotto il giogo amichevole della Disney, che impone toni leggeri e sfumature meno oscure. In quest’ottica è ancora più grave il peccato della Sony, che ha perso una grande occasione di rendere giustizia a uno dei personaggi più amati dello spider-verse, privandolo di tutta la sua forza e rendendolo una figura grottesca e divertente. Venom fa ridere, e già questo dovrebbe far riflettere. Il suo apporto si misura più in termini comici che altro: i siparietti con Eddie Brock, il suo ospite, sono anche riusciti, ma sono completamente fuori luogo e soprattutto sono tanti, decisamente troppi. Peccato, perché la Sony ha perso l’occasione di realizzare un film potente, con tonalità ben più serie, distruggendo la forza di un grande personaggio;

- Proprio la relazione tra Venom ed Eddie Brock, che ha il volto di un confuso e spaesato Tom Hardy, costituisce il nucleo di questa “commedia romantica con sfumature grottesche e un pizzico di azione” che potremmo definire La Furia di Carnage. I due sembrano dei novelli Sandra e Raimondo, intenti a trovare un equilibrio nella loro convivenza, ma davvero incapaci di riuscirci e inclini a litigare per qualsiasi sciocchezza. I siparietti tra i due, come detto, sono anche divertenti, ma non possono costituire il nucleo centrale della narrazione. Oltre quello, c’è davvero poco. Poco della personalità di Brock. Poco della natura di Venom. Tanta situation comedy, decisamente non richiesta;

Un'immagine di Carnage
Fonte: Sony

- C’è poco, poi, e questo è forse il più grande delitto della Sony, del villain del film: Carnage. Il personaggio di Cletus Kasady ha un potenziale enorme, aumentato anche dall’ottima interpretazione del solito Woody Harrelson. Soprattutto nelle battute iniziali, il serial killer ci incuriosisce, attira la nostra attenzione, poi la scena della trasformazione in Carnage è molto potente, e ci fa pensare di essere davanti a un grande villain. Poi, tutto si esaurisce con lo scontro finale. Visivamente anche bello, forse la parte più potente di tutto il film. E Kasady alla fine capitola, senza darci però spiegazioni, se non sommarie, sulle sue origini, sulle sue motivazioni. Ci rimangono tanti rimpianti e tante domande e la sensazione che una grande occasione, ancora una volta, sia stata sprecata ridimensionando l’apporto di un personaggio davvero molto potente;

- Dopo la fine del film e il vortice di delusione che ancora ci attanaglia, ecco che arriva il pugno nello stomaco: la scena post-credit (avviso agli utenti: da qui in poi si entra nel campo dello SPOILER). Venom mostra a Eddie una parte minima della sua coscienza e in qualche modo i due effettuano un salto (temporale? Dimensionale? Lo scopriremo più in là) e vedono in televisione Peter Parker (Spiderman), con Venom che riconosce il ragno e ci fa capire di averlo già incontrato. Questa scena da una parte non fa che aumentare le aspettative per il nuovo capitolo delle avventure di Spiderman, in uscita a fine anno, ma dall’altra fa riflettere. La Sony ha intenzione di creare un complesso spider-verse, col ragno al centro e i tanti nemici a fare da contorno (c’è Venom, presto uscirà Morbius e così via). Ma cosa dobbiamo aspettarci? La Furia di Carnage lascia qualche perplessità a riguardo sinceramente, la paura che Spidey venga strappato all’MCU e proiettato in questo universo senza una precisa direzione spaventa non poco. La speranza è che la Sony riesca a capire quanto potenziale ha sprecato con questa pellicola e ne faccia tesoro per il futuro, perché tra le mani si trova un universo di potenzialità e dilapidarlo sarebbe un delitto atroce.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Romano, vivo di calcio e di citazioni pop. Musica, cinema, arte e letteratura, ancora meglio se tutto insieme. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

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