
Considerazioni sparse post Venezia-Fiorentina (1-0)
I lagunari tornano a vincere tra le mura amiche in Serie A dopo quasi vent'anni. Ora come allora, a farne le spese è la Fiorentina, che all'epoca avrebbe preso la strada della retrocessione e del fallimento.
- La Fiorentina forse sperava in questa gara per ritrovare la vittoria dopo il ko con il Napoli, e mettere a tacere i rumors di mercato deflagrati durante la pausa. Invece regala i 3 punti al Venezia, che in massima serie al Penzo mancavano da un 2-0 del febbraio 2002 proprio contro la Fiorentina. Italiano, fedele in primis a sé stesso, non si smentisce e rimescola l'undici titolare rinunciando ai sudamericani di rientro dalle nazionali. Terracciano al posto dell'infortunato Dragowski, Sottil titolare a sinistra, Amrabat lanciato dal primo minuto in cabina di regia, Igor va in coppia con Milenkovic dietro. Ne esce, forse un po' a sorpresa, la peggior Fiorentina dell'anno;
- Al di là delle questioni contrattuali, ben noti sono i difetti, oltre ai pregi, della Viola. Tra i primi, la poca creazione di palle gol rispetto alla mole di gioco prodotta e la difficoltà a gestire ritmi bassi. Italiano lo sa e ha cercato correttivi che prescindessero dagli uomini in campo: Odriozola che stringe dentro il campo una volta consolidato il possesso, Duncan e Bonaventura più alti e più vicini a Vlahovic per evitare l'isolamento del centravanti serbo. Ma è andata a finire con più confusione del solito nell'occupazione del campo, e la manovra dei toscani, privi oltretutto di un vertice basso rapido nella costruzione del gioco, è apparsa da subito terribilmente lenta e prevedibile;
- Zanetti si accorge che qualcosa non va negli avversari e ordina ai suoi di provare a giocare. Il Venezia prende fiducia, azzarda un po' di azione manovrata e impara a non temere gli 1vs1, pur stando attendo a rimanere corto. Con una Fiorentina poco aggressiva, l'infilata alla difesa alta viola era solo questione di tempo: al '36 Amaru segna a porta vuota sfruttando l'assist di Henry, innescato da una verticalizzazione rapida che sorprende lo schieramento arretrato dei ragazzi di Italiano. Il finale di partita con un 5-4-1 in superiorità numerica può far scaturire facili ironie, ma il Venezia ha giocato una partita intelligente e lucida, risultando a conti fatti più pericoloso della Fiorentina e meritando i 3 punti;
- Preoccupanti, oltre alla quasi nulla reazione, sono stati alcuni segnali di nervosismo in casa Viola. Da Odriozola che prende giallo e poi rischia un rosso (sostituito all'intervallo da Benassi, anch'egli ammonito), al breve battibecco tra Biraghi e Torreira per una punizione calciata verso la porta dall’uruguaiano, fino al rosso di Sottil ormai in procinto di uscire. Quasi troppo facile legare il tutto al missile intercontinentale sganciato su Firenze dal caso Vlahovic, forse non a caso oggi quasi mai pericoloso fino al sinistro di poco fuori nel finale di gara. Poco reattivo e deciso anche Italiano, che temporeggia troppo nel cambio Sottil-Saponara pur avendo intuito il nervosismo del n°33 viola, anche oggi esplosivo nel primo passo ma anche oggi troppo fumoso al momento della scelta finale. Inutili, o quasi, gli inserimenti di Gonzalez e Torreira prima, poi seguiti da quelli di Maleh e Pulgar. Viene da dire che sui sudamericani in panchina Italiano aveva ragione;
- Finora la prima mezz'ora di gara della Fiorentina era sempre stata quella del fuoco e delle fiamme. In questa partita i toscani sono apparsi fin da subito poco brillanti sul piano mentale, sicuramente anche per una formazione iniziale troppo povera di qualità. Un incidente di percorso più che un giocattolo già rotto, ma mentre appare chiaro che lo stato di forma fisica e mentale di alcuni giocatori sia fondamentale, vecchi fantasmi riappaiono nelle menti dei tifosi gigliati.
(foto in copertina di Maurizio Lagana/Getty Images)
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