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, 17 Ottobre 2021

Considerazioni sparse post Cagliari-Sampdoria (3-1)


Con una prestazione cinica in attacco e molto attenta in fase difensiva, i sardi trovano la prima vittoria della stagione contro una Sampdoria brutta e confusa.


- Nella conferenza stampa pre-partita, Walter Mazzarri ha raccontato ai giornalisti di avere dedicato queste prime settimane a un "richiamo" della preparazione estiva con l'obiettivo di ricominciare un nuovo campionato a partire da oggi. Per ora, l'esperimento sembra parzialmente riuscito;

- Il Cagliari mette in campo un undici compatto e molto denso in mezzo al campo, rinunciando al quasi mitologico 3-5-2 mazzarriano per un 4-4-2 con centrocampo a rombo che oggi garantisce copertura e solidità ma anche grande profondità nelle transizioni offensive. Anche a livello atletico, i rossoblù paiono rinati: persino gli uruguaiani, rientrati in Sardegna giusto in tempo per la rifinitura, giocano una partita generosissima fino al fischio finale;

- Guardando alle ultime uscite della Samp, si ha la netta sensazione che D'Aversa sia molto lontano dal trovare la quadra. Dopo otto giornate, i problemi dei blucerchiati sono sempre gli stessi e, ciononostante, l'allenatore pescarese fin'ora non ha voluto apportare grossi cambiamenti alla struttura tattica che, palesemente, non riesce a garantire equilibrio. Certo, il calendario non ha aiutato, ma va detto che la Samp ha mostrato le peggiori prestazioni proprio contro le sue dirette contendenti (Sassuolo, Udinese, Cagliari): non un buon segno;

- Fino a qualche anno fa a Cagliari si diceva scherzosamente che nella vita c'erano tre certezze: le tasse, la morte e il cartellino giallo a Daniele Conti. Immagino che oggi il detto sia cambiato: le tasse, la morte e i goal di Joao Pedero. Il brasiliano tocca quota 6 goal e 2 assist in 8 giornate, una statistica ancor più eccezionale se si considera che il Cagliari ha segnato 11 gol totali in stagione;

- Nella Sampdoria vista oggi sono tutti insufficienti, a partire da una linea difensiva costantemente mal posizionata e disattenta, un centrocampo che non fa diga e un attacco che non riesce a creare occasioni slegate dalle giocate individuali di Candreva. Oggi particolarmente negativo Quagliarella, un fantasma rispetto agli anni scorsi e onestamente non si capisce perché venga preferito a un Caputo decisamente più forma.

  • Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce in ritardo per lo scudetto ma in tempo per la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio nel 1998, puntuale per la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua imperterrito a seguire il calcio e a frequentare Marassi su base settimanale. Oggi è interessato agli intrecci tra sport, cultura e società.

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