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4 min

- di Luigi Della Penna

Cinque grandi gol del "Valdanito" Hernan Crespo


Ripercorriamo la carriera di Crespo attraverso le sue gesta.


Hernan Crespo è stato uno dei più grandi attaccanti a cavallo tra i secoli, tra gli anni Novanta e i primi del Duemila, determinando le sorti dei club in cui ha militato, tra Argentina, Italia e Inghilterra. Ovunque ha lasciato il segno, con la sua classica grinta, combinata con un fiuto del gol da centravanti consumato. Il Valdanito riuscì a imprimere il suo marchio su un periodo storico ancora troppo vicino per essere analizzato pienamente. E' come se Crespo sia ancora in campo a seminare il panico tra le difese avversarie. La nostalgia è una brutta bestia, il ricordo e lo studio della storia sono, invece, fondamentali.

Quella che leggerete non è una classifica dei cinque gol più belli della carriera del nove argentino, sarà invece una summa personale della sua grandezza, espressa in parole, video e fotogrammi emozionali.

Crespo, un milonguero dai capelli indomabili tanto quanto il suo animo su un campo da gioco.

River Plate - America de Calì 2 - 0, finale di ritorno della Copa Libertadores 1996

Sempre Crespo, solo Crespo in gol. Il River Plate deve rimontare l'uno a zero subito all'andata, ad opera dell'America de Calì. Pronti, via e il Valdanito pareggia il conto. Dopo sei minuti di gioco, i Millonarios hanno il coltello dalla parte del manico.

L'ambito scettro di re del Sud America manca da dieci anni, Enzo Francescoli si muove in veste di punto d'unione tra generazioni, con la sua classe ed eleganza da Gardel del futbol: il Principe andò via proprio nel 1986, mancando, quindi, l'appuntamento con la Libertadores. Siamo ad inizio ripresa, il River spinge sulla destra, Crespo segue con lo sguardo l'incedere del pallone e, intanto, avanza nel cuore dell'area avversaria. Un rinvio sbagliato dell'estremo difensore colombiano, la pelota arriva sui piedi di Marcelo Escudero, il cross sembra leggermente alto per Hernan: quel che sembra scontato, viene eluso da uno stacco preciso e perentorio, incrocio dei pali, inarrivabile anche se per il portiere, se fosse stato tra i pali. Il Valdanito esplode, il Monumental lo avvolge.

Il River sarà campione.

Parma - Juventus 1-1, Serie A 1999 - 2000, 16° turno d'andata

Per l'epoca, era inusuale giocare all'ora di pranzo. Al Tardini, la Juventus, targata Zidane - Del Piero - Inzaghi, vola, trascinata dal trequartista francese, in stato di grazia. La squadra di Carlo Ancelotti impressiona, sfiora più volte il gol, ma sbaglia davvero tanto, troppo.

Le divinità del calcio non perdonano.

Buffon, Cannavaro e Thuram, i quali vestivano il gialloblu, fanno miracoli in difesa, almeno finché Stefano Torrisi viene espulso, con Godot Del Piero che può realizzare dal dischetto. Parma addirittura in nove, espulso Dino Baggio. La Juventus preme, ma non chiude la sfida. Mai lasciare l'esito del match incerto, con Crespo in campo: minuto 92, Hernan sale palla al piede, in posizione defilata, all'altezza del vertice sinistro dell'area bianconera, ha di fronte a sé Ciro Ferrara, lo attende, con una finta di corpo si porta la palla sul sinistro e con lo stesso piede calcia. Palla in buca d'angolo, traiettoria angolatissima, esultanza sfrenata. Strano il calcio. Tremendo, poderoso, mastodontico il Valdanito.

Lazio - Brescia 5 - 0, Serie A 2001 - 2002, decima giornata del girone d'andata

Crespo si scatena, Alberto Zaccheroni, tecnico della Lazio, evita la contestazione. Come scrisse "Repubblica", il digiuno del Valdanito durava da ben otto giornate. Nulla di meglio di una tripletta per scongiurare gli affanni e le maldicenze.

Il primo gol della serie è quello che ci interessa: siglato dopo appena cinque minuti di gioco, con un colpo di tacco seducente, imprendibile per l'estremo difensore Castellazzi. Liverani, sulla destra, serve Poborsky in area, questi va con il destro, Crespo è lì, dove solo una grande attaccante può trovarsi. La palla sembra sfilargli alle spalle, ma lui indietreggia il tacco destro. Un gioco di prestigio notevole.

Sarà grande Lazio in quella partita, in una stagione che si rivelerà altalenante.

Inter - Ajax 1 - 0, andata del secondo turno del girone preliminare della Champions League 2002 - 2003

In un' Inter, quella allenata dall'hombre vertical Hector Cuper, destinata ad arrivare ad un passo dall'epilogo in quel di Manchester, il talento è cristallino, la squadra è davvero forte, ma il tecnico argentino viene spesso criticato per il gioco poco spettacolare, nonostante i molti piedi buoni.

Il 25 settembre del 2002, al Meazza, il risultato è fermo sullo zero a zero tra l'Inter e l'Ajax, quando manca poco più di un quarto d'ora alla fine. Matias Almeyda, altro grande esponente argentino in quel di Milano, galoppa, fino ad una ventina di metri dalla porta olandese: uno sguardo al centro area, Crespo è lì, l'invocazione è salita in cielo, per discendere nella porta avversaria, grazie ad un tocco con la punta del piede destro che lascia esterrefatti. Un'ultima speranza, una preghiera laica. Un gol che riesce a sprigionare silenziosamente la forza fisica del centravanti sudamericano. Petri Pasanen, il suo diretto marcatore, è ancora lì a chiedersi come sia stato possibile l'evolversi di tale bellezza.

Arsenal - Chelsea 2 - 1, Premier League 2003 - 2004, ottava giornata del girone d'andata

Sono trascorsi appena cinque minuti dal fischio iniziale e Edu ha beffato la barriera dei blues, con Cudicini che non l'ha presa bene. Trascorrono una manciata di minuti, con Geremi che verticalizza per il numero 21, Hernan Crespo. Un tocco d'esterno per allontanare il diretto marcatore, Lauren, la porta di Jens Lehmann è lontana. Non nella sua fantasia calcistica. Un paio di tocchi aggiuntivi, poi il destro esplode, accompagnato dalle urla incredule del popolo. Il portiere tedesco rimane paralizzato da tanta potenza. Un grande gol, da cannoniere, ad Highbury, teatro dei gunners.


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Classe 1996, laureato in Lettere, semina pareri e metafore su un pallone che rotola, aspettando il grande momento.

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