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2 min

- di Lorenzo Lari

Considerazioni sparse post “Thomas Tuchel, l’uomo dei sogni”, al Festival dello Sport


Thomas Tuchel non è solamente un grandissimo allenatore.


- Chi l’avrebbe mai detto che l’allenatore tedesco originario di Krumbach, fosse oltre che un grandissimo coach anche una persona così godibile ed a suo agio su un palco a teatro? Noi no, ma la cosa ci ha piacevolmente sorpresi: Thomas Tuchel, 48 anni allenatore del Chelsea campione d’Europa, è un personaggione a tutto tondo; 

- E lo è grazie alle sue doti. Tuchel è umile ed alla mano (tanto da girare per il centro di Trento super sciallo i giorni prima dell’incontro), ma soprattutto ha un scandalosa fame di conoscenza. L’allenatore del Chelsea si ciba letteralmente di curiosità ed interessi. Derivanti dai più svariati campi: la passione per le neuroscienze e per la statistica, la laurea in economia ed il suo passato da barista sono lì a dimostrarlo. Non solo fùtbol quindi. Dopotutto Mourinho non ha mai avuto dubbi al riguardo: “chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”.;

- Peró, ieri, al Teatro Sociale di Trento, di fùtbol si è principalmente parlato. E di cose interessanti ne sono state dette. Dal capitolo Pallone d’Oro, premio disprezzato dall’allenatore dei Blues, ma che spera vivamente possa vincere uno dei suoi “perché aumenterebbe di molto la fiducia che avrebbe nei propri mezzi”. Al trasferimento di Romelu Lukaku, fortemente desiderato in quanto: “giocatore di personalità che potesse sollevare anche la pressione dalle spalle dei più giovani e che ci desse la possibilità di giocare un calcio più rapido”; 

- Tante le belle parole spese per i suoi colleghi. Dalla stima ed il rispetto per Jupp Heynckes (“mi ha mostrato con l’esempio che tipo di gentlemen devi essere per raggiungere il meglio”), all’affetto per il padre suo primo allenatore. Il mister a cui si sente più vicino tra i top al mondo? Jurghen Klopp, ma non tanto perchè si conoscano bene e si vedano spesso, più semplicemente per il fatto di essere entrambi tedeschi ed avere uno storico simile (entrambi hanno lavorato a Magonza prima e Dortmund poi). Si è parlato, ovviamente, anche del recente match di Torino, ma qua la ferita è ancora fresca. Tuchel prova a rilasciare qualche dichiarazione d’approvazione per il modo in cui Allegri ha preparato il match e la Juventus vinto la partita, ma la fatica è tanta. Più facile riempire d’elogi l’Atalanta di Gasperini, squadra da Tuchel affrontata ai tempi del PSG e di cui si era letteralmente innamorato;

- C’è stato tempo, infine, anche per del sano trash, con una serie di stacchetti studiati per “convincere” Tuchel a venire ad allenare nel nostro paese. Ecco allora entrare sul palco prima lo chef Alessandro Gilmozzi - 1 stella Michelin - con la sua versione degli spaghetti al pomodoro. A seguire ecco arrivare uno spritz. Se pensavamo che le due situazioni lo potessero mettere principalmente in imbarazzo, ci sbagliavamo di grosso: Tuchel si cala benissimo nella parte e riesce a risultare sempre simpatico ed auto ironico. Chiusura con foto e autografi ai presenti, prima del ritorno in serata a Londra. Auf wiedersehen Thomas, è stato un piacere. 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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